Categorie
Emilia-Romagna

Basilica di Santa Maria in Porto, Ravenna


{joomad pos=left rssid=2} {joomad pos=top rssid=2} {joomad pos=right rssid=2}
La Basilica di Santa Maria in Porto sorse allepoca di Onorio.
La facciata, maestosa ed imponente  fu modificata nella seconda metà del XVIII secolo. L’interno del tempio è in stile rinascimentale ed è diviso in tre navate.
{joomad pos=bottom rssid=2}
Categorie
Emilia-Romagna

Chiesa di San Giovanni Evangelista, Ravenna


{joomad pos=left rssid=2} {joomad pos=top rssid=2} {joomad pos=right rssid=2}
Chiesa di San Giovanni Evangelista - RavennaLa chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna, visibile in prossimità della stazione ferroviaria, venne costruita per volontà di Galla Placidia in seguito ad un voto fatto all’evangelista Giovanni  durante la traversata che da Costantinopoli la condusse a Ravenna nel 424: viste le pessime condizioni atmosferiche, la sovrana promise che, se avesse toccato terra, avrebbe costruito una chiesa dedicata a Giovanni nel luogo dello sbarco.

Nel Medioevo la chiesa divenne la sede di un gruppo di monaci benedettini che vi costruirono accanto un importante monastero. Nel ‘300 la chiesa e il monastero furono rinnovati seguendo il gusto gotico; di quell’intervento resta l’interessantissimo portale. La chiesa fu privata dei suoi mosaici nel 1747.

Durante la Seconda guerra mondiale la chiesa venne bombardata e in seguito ristrutturata.

{joomad pos=bottom rssid=2}
Categorie
Emilia-Romagna

Basilica di Sant’Apollinare in Classe, Ravenna


{joomad pos=left rssid=2} {joomad pos=top rssid=2} {joomad pos=right rssid=2}
La basilica di Sant’Apollinare in Classe è una basilica situata a circa 5 chilometri dal centro di Ravenna. È stata costruita nella prima metà del VI secolo, finanziata da Giuliano Argentario per il vescovo Ursicino; fu consacrata nel 547  dal primo arcivescovo Massimiano ed è stata dedicata a sant’Apollinare, il primo vescovo di Ravenna.

All’interno della basilica le pareti sono spoglie, eccetto la zona absidale, ricoperta da un “manto policromo” di mosaici, risalenti ad epoche diverse. Al centro della basilica, sul luogo del martirio del Santo, è collocato un altare antico.

Nel registro superiore della zona absidale, che si estende orizzontalmente per tutta quanta la larghezza dell’arco, è raffigurato Cristo dentro un medaglione circolare. Ai suoi lati, in mezzo ad un mare di nubi stilizzate, stanno i simboli alati degli evangelisti: l’Aquila (Giovanni), l’Uomo alato (Matteo), il Leone (Marco), il Vitello (Luca).

{joomad pos=bottom rssid=2}
Categorie
Emilia-Romagna

Basilica di Sant’Agata Maggiore, Ravenna

La facciata e la torre campanariaLa Basilica di Sant’Agata Maggiore è una delle chiese più antiche di Ravenna, situata nel cuore della città, a pochi passi dalla Basilica di San Francesco e dalla Tomba di Dante. La chiesa fu costruita nel V secolo, anche se l’attuale aspetto è dovuto ai restauri degli inizi del Novecento  con i quali la chiesa riacquistò le sue forme originali paleocristiane.

Storia
La basilica di Sant’Agata Maggiore (definita maggiore poiché, nel medioevo, a Ravenna vi erano altre due chiese dedicate alla Santa) sorse nel periodo tardoantico (V secolo) in posizione prospiciente il fiume Padenna, ora scomparso, il cui corso è ricalcato attualmente dall’asse di Via Mazzini. La basilica, come anche quella più famosa di San Vitale, fu edificata probabilmente sotto il vescovo Pietro II (494-519), il cui monogramma  si trova nella navata centrale, anche se è il vescovo Giovanni I (477-494) da ritenersi il vero fondatore. Tuttavia, l’abside fu probabilmente edificata nel secolo successivo, sotto il vescovo Agnello (556-569), con il contributo economico del banchiere ravennate  Giuliano Argentario, che aveva finanziato anche la costruzione della Basilica di San Vitale (Ravenna).

La chiesa originaria aveva il pavimento a circa 2,50 metri al disotto dell’attuale. Al posto dell’attuale giardino, un tempo cimitero, antistante la facciata della chiesa, si trovava un quadriportico, demolito nel Cinquecento  per far posto al campanile, nel quale si aprivano le tre porte della chiesa (sono ancora visibili gli architravi delle due porte laterali, ora interrate). Sempre nel giardino, si trovano dei pezzi di colonne, forse proprio quelle del quadriportico.

Contemporaneamente all’edificazione della torre campanaria (1560), all’interno della chiesa sono stati installati quattro altari rinascimentali, ancora in loco, situati nelle navate laterali. Nell’aprile del 1688, a causa di un terremoto, la decorazione musiva che adornava l’abside è andata totalmente perduta, eccetto che per alcuni frammenti. Dopo l’evento sismico, che danneggiò la struttura della chiesa, il piano del pavimento fu rialzato di 2,50 metri e l’abside, ormai disadorna, fu arricchita arricchita di suppellettili barocche. Verso la fine dell’Ottocento, poi, durante alcuni scavi, è stato ritrovato l’antico pavimento musivo paleocristiano, attualmente conservato altrove. Durante i restauri radicali del 1913-1918, condotti da Giuseppe Gerola, tutte le aggiunte barocche furono demolite e la facciata fu impreziosita dal bel protiro e dalla bifora rinascimentali. Durante i bombardamenti del 1944, l’abside fu quasi totalmente distrutta e con essa tutto ciò che restava degli affreschi rinascimentali. Il suo antico assetto è stato recuperato durante i restauri degli anni ’60, quando sono state riaperte le sue grandi finestre. Gli ultimi restauri risalgono agli anni ’80, quando furono rifatti il tetto ed il pavimento. Attualmente (2010) la chiesa è visitabile ed officiata regolarmente.