Capuliato – Ragusa
Un angolo segreto tra storia, arte e paesaggi incontaminati nella provincia di Ragusa
Storia e Atmosfera
Capuliato è un piccolo borgo rurale della provincia di Ragusa, immerso nel cuore della Sicilia orientale, dove la storia si mescola alla natura in modo quasi magico. Il suo nome deriva probabilmente dal latino caput (“testa”) e latus (“lato”), a indicare una posizione strategica su un colle dominante la valle circostante. Fondato probabilmente in epoca normanna, il paese ha conservato intatte le sue origini medievali, con tratti architettonici che risalgono al XIII-XIV secolo, quando era una delle numerose “città” (o “civitas”) della contea di Modica.
Durante il periodo arabo-normanno, Capuliato fu un centro agricolo e pastorale, specializzato nella coltivazione dell’olivo e della vite, attività che ancora oggi caratterizzano il territorio. La sua posizione geografica, tra le colline che separano la Piana di Modica dalla Valle del Fiume Irzo, ne ha fatto un punto di transito e scambio tra le comunità rurali circostanti. Nel 1693, il terremoto che devastò la Sicilia orientale lasciò Capuliato pressoché intatto, a differenza di Ragusa Ibla o Modica, che dovettero essere ricostruite ex novo. Questo ha permesso al borgo di conservare un patrimonio architettonico autentico, con case in pietra a corte, chiese barocche e torri di avvistamento.
L’atmosfera di Capuliato è quella tipica dei borghi siciliani meno turistici: strade strette e acciottolate, piazze silenziose, e un ritmo di vita lento, legato alle stagioni agricole. Il paese è famoso per la produzione di olio extravergine d’oliva DOP “Terre di Ragusa”, ottenuto da varietà autoctone come la “Nera di Gonnos” e la “Tonda Iblea”. Le cantine locali, spesso gestite da famiglie da generazioni, offrono degustazioni di olio e vini DOC come il “Nero d’Avola” e il “Frappato”, che si sposano perfettamente con i piatti della tradizione siciliana.
Un elemento distintivo di Capuliato è la sua chiesa madre, dedicata a Santa Maria Assunta, risalente al XVII secolo. All’interno, si ammirano affreschi del XVII secolo e una statua lignea della Madonna, oggetto di devozione popolare. Il paese è anche noto per la sua Festa di San Giuseppe, celebrata ogni anno il 19 marzo con una processione che attraversa le vie del borgo, accompagnata da canti e balli tradizionali.
La posizione di Capuliato lo rende un punto di partenza ideale per esplorare i dintorni, tra i quali spiccano le riserve naturali della Valle dell’Irzo e i siti archeologici della cultura di Milazzo, risalenti all’età del bronzo. Il territorio è attraversato da sentieri escursionistici che portano a cascate nascoste e oliveti secolari, offrendo una connessione diretta con la natura selvaggia della Sicilia orientale.
Oggi, Capuliato è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, ma con una vitalità sottile che si respira nei caffè storici, nelle botteghe artigiane e nelle feste paesane. Non è un borgo “da cartolina”, ma uno di quelli che si scoprono per caso, quando si lascia che la strada ti porti lontano dai sentieri battuti. Qui, la vera ricchezza è la semplicità: un bicchiere di vino locale, un panino con la pasta di mandorla, e il silenzio rotto solo dal fruscio delle foglie degli ulivi.
Cosa Vedere
- Chiesa Madre di Santa Maria Assunta: Il cuore religioso del paese, con affreschi del XVII secolo e una statua lignea della Madonna. L’interno è semplice ma carico di storia, e la facciata in pietra locale riflette lo stile barocco siciliano.
- Torri di avvistamento medievali: Capuliato conserva ancora alcune torri di difesa, come quella presso la Via dei Mulini, che offrono panorami mozzafiato sulla valle circostante. Ideali per scatti fotografici al tramonto.
- Oliveti secolari e frantoi storici: Visita una delle cantine locali, come la Cantina Sociale di Capuliato, dove puoi assaggiare oli extravergine d’oliva DOP e imparare le tecniche di produzione tradizionale. Alcune aziende offrono anche tour guidati tra gli uliveti.
- Sentiero dell’Irzo: Un percorso escursionistico che parte dal paese e si snoda lungo il fiume Irzo, passando per cascate e boschi di querce. Il sentiero è segnalato e adatto a tutte le abilità, con punti panoramici spettacolari.
- Museo dell’Olio e della Tradizione: Un piccolo ma interessante museo allestito in una casa rurale, che racconta la storia dell’olio in Sicilia attraverso attrezzi antichi, documenti e degustazioni. Aperto solo su prenotazione.
- Festa di San Giuseppe (19 marzo): Se visiti Capuliato in primavera, non perderti questa festa tradizionale, con una processione che attraversa il paese accompagnata da canti e balli folcloristici. I locali preparano specialità come la cuddura (dolce di pasta di mandorla) e il pani ca meusa (pane con formaggio).
Info Utili
Capuliato è un borgo piccolo e poco turistico, quindi non ci sono strutture alberghiere di lusso, ma alcune soluzioni accoglienti per chi vuole immergersi nella vita locale.
Meteo e clima
Il clima di Capuliato è tipicamente mediterraneo, con estati calde e secche (giugno-agosto, fino a 35°C) e inverni miti (gennaio-febbraio, intorno ai 10°C). La primavera e l’autunno sono le stagioni ideali per visitare il paese, con temperature gradevoli e meno affollamento. In estate, le notti sono fresche, perfette per passeggiate serali.
Parcheggio
Il paese non ha un parcheggio pubblico ufficiale, ma è possibile lasciare l’auto lungo le strade secondarie o nei pressi della chiesa madre. In estate, alcuni residenti offrono parcheggio privato a pagamento (circa 5-10€ al giorno). Consigliamo di arrivare presto la mattina o di lasciare l’auto a Modica (a 15 minuti di distanza) e raggiungere Capuliato in taxi o con mezzi propri.
Periodo migliore per visitare
La primavera (marzo-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre) sono i mesi ideali: le temperature sono piacevoli, la natura è rigogliosa, e si evitano le folle estive. Se invece vuoi partecipare alla Festa di San Giuseppe, programma la visita per il 19 marzo. In estate, il paese è vivace grazie alle feste paesane, ma fa molto caldo.
Cosa portare con sé
Scarpe comode per passeggiare tra le strade acciottolate, una borraccia (l’acqua del rubinetto è potabile), e un abbigliamento comodo per escursioni. Se visiti in autunno/inverno, porta un maglione leggero: le serate possono essere fresche. In estate, un cappello e occhiali da sole sono essenziali.
Cucina locale da provare
Non perderti i piatti tipici come la pasta alla Norma (con melanzane e ricotta salata), i cuscus di pesce, e i dolci come la cassata siciliana o la granita con brioche. Chiedi ai locali di Trattoria da Giuseppe o Bar Pasticceria Santoro per consigli su dove mangiare bene a prezzi modesti.
(Provincia di Ragusa)
Nelle vicinanze puoi visitare:
- Modica (20 km): La “città del cioccolato”, famosa per il suo dolce artigianale e il centro storico barocco. Non perdere il Duomo di San Giorgio e il Museo del Cioccolato. Modica è anche un ottimo punto di partenza per escursioni nella Valle dell’Irzo.
- Ragusa Ibla (30 km): Il cuore storico della città, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Le sue strade lastricate e i palazzi barocchi sono un capolavoro architettonico. Visita la Cattedrale di San Giovanni Battista e il Teatro Garibaldi.
- Vallone dei Mulini (15 km): Un’area naturale protetta con cascate, grotte e sentieri tra le rocce calcaree. Ideale per un picnic o un’escursione facile. In primavera, i fiori selvatici rendono il paesaggio ancora più suggestivo.
- Scicli (40 km): Un altro borgo barocco UNESCO, con un centro storico affascinante e una forte tradizione cinematografica (è stato set per film come Il Gattopardo). Non perderti la Chiesa di San Francesco d’Assisi e il Museo del Cinema.
- Parco Naturale Regionale Iblei (50 km): Un’area protetta che ospita specie rare come l’aquila reale e il gatto selvatico. Il parco offre sentieri per trekking e osservazione della fauna, con punti panoramici mozzafiato.