Biancomangiare – Trapani
Un dolce icona della tradizione siciliana, tra storia e cremosità
Origini e Curiosità
Il biancomangiare di Trapani è un dolce antico, le cui radici affondano nel passato medievale della Sicilia. Il nome deriva dalla sua colorazione candida e dalla consistenza “mangiabile” (da cui “mangiare”), ma la sua storia è strettamente legata alla cultura contadina e ai cereali locali. Già menzionato in ricette del XVI secolo, questo dessert era preparato con ingredienti poveri ma nutrienti: semola, latte e zucchero, spesso arricchito con cannella o buccia d’arancia, simboli di una Sicilia che sa unire semplicità e sapori intensi.
La versione trapanese si distingue per la sua cremosità, ottenuta grazie all’uso di latte fresco e uova, che lo rende più soffice rispetto ad altre varianti regionali. Un aneddoto curioso racconta che questo dolce fosse preparato nelle case contadine durante le feste religiose, come la Festa di San Calogero (patrono di Trapani), per celebrare la fine dei lavori nei campi. Oggi, il biancomangiare è diventato un simbolo della pasticceria siciliana, apprezzato sia per la sua storia che per la sua capacità di unire tradizione e dolcezza.
Un dettaglio che lo rende unico è l’uso della semola di grano duro, tipica della Sicilia, che conferisce al dolce una texture vellutata e un colore avorio brillante. La ricetta originale non prevedeva aggiunte moderne come la vaniglia o il cacao, ma solo spezie naturali e ingredienti di stagione, riflettendo la filosofia culinaria siciliana: “Mangia e godi, ma con rispetto”.
Ingredienti e Preparazione
Ecco gli ingredienti tradizionali per preparare un autentico biancomangiare trapanese:
- 250 g di semola di grano duro (preferibilmente di Trapani o Marsala)
- 500 ml di latte intero fresco (meglio se di pecora o capra, se disponibile)
- 2 uova fresche (solo i tuorli per la versione classica)
- 100 g di zucchero semolato (o zucchero di canna per una versione più rustica)
- 1 bustina di vanillina (opzionale, ma non nella ricetta originale)
- Buccia grattugiata di 1 arancia non trattata (per il profumo)
- 1 pizzico di cannella in polvere
- Mezza bustina di lievito per dolci (per dare leggerezza)
La preparazione richiede pazienza e attenzione:
- In una pentola, porta a ebollizione il latte con la buccia d’arancia e la cannella. Lascia sobbollire per 5 minuti.
- Fuori dal fuoco, aggiungi la semola setacciata e mescola energicamente fino a ottenere una crema omogenea.
- Rimetti sul fuoco a fuoco basso, mescolando costantemente con un cucchiaio di legno, fino a quando la crema non addensa (circa 20-25 minuti).
- Fuori dal fuoco, aggiungi i tuorli uno alla volta, sbattendo bene dopo ogni aggiunta. Mescola anche lo zucchero e la vanillina (se usata).
- Versa la crema in una pirofila imburrata e infarinata, livella la superficie e lascia raffreddare. Una volta freddo, taglia a quadrati e servilo con una spolverata di zucchero a velo o una spruzzata di cannella.
Il segreto di un buon biancomangiare sta nella cotta lenta e nel mescolare senza sosta per evitare grumi. La consistenza finale deve essere cremosa ma non liquida, come una crema pasticcera più densa.
Dove Gustarlo al Meglio
Per assaporare un biancomangiare autentico a Trapani, ecco dove recarsi:
- Pasticceria “Il Dolce Trapanese”: Un negozio storico nel centro storico, dove preparano il dolce seguendo ricette tramandate da generazioni. Chiedi la versione con cannella e arancia, la più tradizionale.
- Ristorante “Da Nennella”: Un locale familiare dove il biancomangiare viene servito come dessert dopo un pasto di pesce fresco, accompagnato da un caffè siciliano.
- Mercato di Trapani (Giochi di Carnevale): Durante le feste, molti banchi ambulanti propongono questo dolce come simbolo della tradizione locale. È l’occasione perfetta per provarlo in versione “di strada”.
- Agriturismo “Le Mandorle di Trapani”: In campagna, dove la semola è coltivata nei campi vicini, il biancomangiare viene preparato con ingredienti di stagione e un tocco di mandorla tostata.
Consiglio pratico: se vuoi provare una variante moderna, chiedi se aggiungono ricotta salata o crema di pistacchio, ma per l’esperienza più autentica, resta fedele alla ricetta classica. Accompagna il dolce con un bicchiere di vin santo o un caffè siciliano per un abbinamento perfetto.