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Panini Panelle: ricetta Palermitana

Lasciati conquistare da un’avventura culinaria che stuzzicherà le tue papille gustative e ti trasporterà direttamente nelle strade trafficate della Sicilia. Oggi ci addentreremo nel regno dei sapori irresistibili, dove i panini Panelle, croccanti all’esterno e cremosi all’interno, regnano sovrani. Immagina questo: frittelle di ceci dorate e fritte, adagiate comodamente tra due fette di pane croccante, che armonizzano consistenze e sapori in una sinfonia di delizie.

Come amanti del cibo, siamo sempre alla ricerca di quella ricetta che promette di portare la nostra esperienza culinaria a nuovi livelli. Ecco i panini Panelle, un amato street food siciliano che racchiude tutto ciò che amiamo del comfort food con un tocco gourmet. Con ogni boccone, intraprenderai un viaggio di sapori che danzano sul tuo palato, offrendoti un’esperienza sensoriale senza eguali. Unisciti a me per scoprire i segreti dietro la preparazione di queste prelibatezze e scoprire la chiave per padroneggiare l’arte di preparare a casa i perfetti panini Panelle.

Le origini delle Panelle: un viaggio culinario attraverso la Sicilia

Prima di immergerci nella ricetta e nelle tecniche per preparare i perfetti sandwich Panelle, prendiamoci un momento per esplorare le origini di questo delizioso street food siciliano. Le Panelle, note anche come cecina o farinata, sono un alimento base della cucina siciliana da secoli.


La leggenda narra che le Panelle siano nate durante il dominio arabo in Sicilia, che durò dal IX all’XI secolo. I ceci furono introdotti nella regione dai commercianti arabi e divennero rapidamente un ingrediente popolare grazie alla loro versatilità e al loro valore nutrizionale. La gente del posto iniziò a macinare i ceci fino a ottenere una farina e a usarla per preparare vari piatti, tra cui queste frittelle croccanti.


Nel tempo, le Panelle sono diventate un amato cibo da strada in Sicilia, in particolare a Palermo. I venditori allestivano le loro bancarelle nei mercati affollati e servivano queste delizie ai passanti affamati. Oggi, puoi ancora trovare le Panelle vendute nei carretti del cibo o nei piccoli negozi in tutta l’isola.

Ingredienti essenziali per preparare delle Panelle perfette

Per ricreare a casa i sapori autentici della Sicilia, per i tuoi panini Panelle avrai bisogno di alcuni ingredienti chiave:

Consigli e trucchi per friggere le panelle alla perfezione

Friggere le Panelle richiede un po’ di finezza per ottenere quella croccantezza dorata irresistibile. Ecco alcuni consigli e trucchi per aiutarti a padroneggiare l’arte:

Conclusione: abbraccia il fascino senza tempo dei panini Panelle

Mentre concludiamo il nostro viaggio culinario attraverso la Sicilia, è chiaro che i panini Panelle sono un must per ogni appassionato di cibo. Queste delizie croccanti e cremose racchiudono l’essenza del comfort food con un tocco gourmet. Che li gustiate per le strade di Palermo o nel comfort della vostra casa, i panini Panelle soddisferanno sicuramente la vostra voglia di gusto.


Allora perché non lanciarsi in un’avventura in cucina e ricreare questo classico siciliano? Con gli ingredienti giusti, le tecniche e un pizzico di creatività, potrai creare dei deliziosi panini Panelle che ti trasporteranno direttamente nelle vivaci strade della Sicilia.


Non perdere questa opportunità di stuzzicare le tue papille gustative e di provare il fascino senza tempo dei panini Panelle. Preparati ad assaporare ogni boccone e a concederti un capolavoro culinario che celebra i ricchi sapori e le tradizioni della cucina siciliana.

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Deliziosamente croccanti: la ricetta degli arancini siciliani direttamente dal cuore d’Italia

arancino sicilianoNel cuore dell’Italia, dove l’arte culinaria incontra una tradizione secolare, si cela un piatto così delizioso che incarna l’essenza stessa della cucina siciliana. Immagina di mordere un esterno dorato e croccante solo per essere accolto da un’esplosione di bontà saporita all’interno: questa è la magia degli arancini siciliani. Queste deliziose palline di riso, realizzate con amore con una miscela segreta di ingredienti tramandata di generazione in generazione, non sono solo uno spuntino; sono un assaggio di storia, un viaggio verso le coste baciate dal sole della Sicilia.

Mentre ci addentriamo nei segreti dietro l’irresistibile croccantezza e la gustosa perfezione degli arancini siciliani, preparati a intraprendere un’avventura gastronomica senza eguali. Dall’attenta selezione del miglior riso Arborio all’abile processo di formatura e riempimento, ogni fase della creazione di questi capolavori culinari è un lavoro d’amore. Unisciti a noi mentre sveliamo il mistero della ricetta degli arancini siciliani, portando un pezzo di patrimonio culinario italiano direttamente nella tua cucina. Preparatevi a stuzzicare il vostro palato e a trasportare i vostri sensi nelle pittoresche strade della Sicilia con ogni boccone di queste prelibatezze.

Come preparare il ripieno perfetto per gli arancini siciliani: una sinfonia di sapori

Quando si tratta di arancini siciliani, il ripieno è ciò che distingue questo piatto e lo rende davvero speciale. La combinazione di sapori e consistenze all’interno di queste croccanti palline di riso è una sinfonia per le papille gustative. Immergiamoci nei segreti per creare il ripieno perfetto per i tuoi arancini siciliani fatti in casa.


Il ripieno tradizionale degli arancini siciliani è costituito da ragù, un sugo di carne cotto a fuoco lento, combinato con piselli e mozzarella. Il ragù è fatto facendo sobbollire carne macinata di manzo o maiale con cipolle, aglio, pomodori e un mix di erbe e spezie. Questo sugo di carne ricco e saporito infonde a ogni boccone degli arancini un sapore incredibile.


Oltre al ragù, i piselli sono un componente essenziale del ripieno. Aggiungono un’esplosione di freschezza e dolcezza che bilancia la ricchezza del sugo di carne. Assicurati di usare piselli freschi o surgelati piuttosto che quelli in scatola per un gusto e una consistenza ottimali.


Per portare i tuoi arancini siciliani a un altro livello, considera di aggiungere cubetti di mozzarella al ripieno. Mentre mordi gli arancini, sarai accolto da un formaggio fuso filante che aggiunge un ulteriore strato di indulgenza. La mozzarella aiuta anche a legare insieme gli ingredienti, assicurando che ogni palla di riso mantenga la sua forma durante la frittura.


Se vi sentite avventurosi e volete dare un tocco personale alla tradizione, ci sono infinite possibilità per ripieni creativi. Potete sperimentare diversi tipi di carne come salsiccia o pollo al posto di manzo o maiale nel vostro ragù. I vegetariani possono sostituire funghi o lenticchie con un’opzione sostanziosa a base vegetale.


Per chi preferisce i frutti di mare, considerate di incorporare gamberi o granchi nel ripieno. Questi sapori delicati si sposano magnificamente con l’esterno croccante degli arancini. Potete anche aggiungere un tocco di zafferano al riso per un colore giallo brillante e un sapore terroso sottile.


In definitiva, il ripieno per i tuoi arancini siciliani è limitato solo dalla tua immaginazione. Sentiti libero di mescolare e abbinare gli ingredienti per creare le tue combinazioni di sapori distintive. Che tu rimanga fedele alla tradizione o ti avventuri in territori culinari inesplorati, ogni boccone di queste deliziose palline di riso ti trasporterà direttamente sulle assolate coste della Sicilia.

Impanatura e frittura: il segreto per una croccantezza perfetta

Ora che abbiamo imparato l’arte di creare un ripieno stuzzicante per i nostri arancini siciliani, è tempo di dedicare la nostra attenzione a ottenere quella perfetta crosticina esterna. Il processo di impanatura e frittura è fondamentale per creare arancini con una croccantezza irresistibile.


Il primo passaggio per impanare gli arancini è ricoprirli di farina. Questo aiuta a creare una superficie asciutta che consente ai successivi strati di uovo sbattuto e pangrattato di aderire correttamente. Assicurati di scrollarti di dosso la farina in eccesso prima di passare al passaggio successivo.


Poi, immergi ogni pallina di riso nelle uova sbattute, assicurandoti che siano completamente ricoperte. La doratura delle uova funge da legante, aiutando il pangrattato ad aderire alla superficie degli arancini. Aggiunge inoltre ricchezza e sapore al prodotto finale.


Infine, rotola ogni arancino nel pangrattato fino a ricoprirlo completamente. Il pangrattato Panko funziona particolarmente bene perché conferisce una croccantezza extra. Premi delicatamente su ogni pallina di riso per assicurarti che il pangrattato aderisca saldamente.


Quando si tratta di friggere gli arancini, è importante usare un olio di alta qualità con un punto di fumo elevato, come l’olio vegetale o di canola. Riscalda l’olio in una pentola profonda o in una friggitrice a circa 350°F (175°C). Questa temperatura assicura che gli arancini cuociano in modo uniforme e sviluppino un colore marrone dorato senza diventare unti.


Immergere con attenzione gli arancini impanati nell’olio bollente usando una schiumarola o delle pinze. Friggerli in piccole quantità per evitare di affollare troppo la pentola, il che può abbassare la temperatura dell’olio e far diventare gli arancini mollicci. Cuocere ogni lotto per circa 4-5 minuti, o finché non saranno croccanti e dorati su tutti i lati.


Una volta che gli arancini sono fritti alla perfezione, trasferiscili su un piatto rivestito di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Lasciali raffreddare leggermente prima di servirli, perché il ripieno sarà bollente.

Variazioni e creatività: dare una svolta alla tradizione

Sebbene gli arancini siciliani tradizionali siano innegabilmente deliziosi, non c’è niente di male nel dare sfogo alla propria creatività e dare un tocco personale a questo piatto classico. Esploriamo alcune varianti che aggiungeranno entusiasmo e nuovi sapori ai tuoi arancini fatti in casa.


Se ami il formaggio, considera di aggiungere diversi tipi di formaggio al ripieno. Il gorgonzola o il formaggio blu possono dare un tocco piccante, mentre la ricotta aggiunge cremosità. Puoi anche sperimentare la combinazione di più formaggi per un’esplosione di bontà al formaggio.


Per un tocco vegetariano, sostituisci il ragù di carne con un ripieno di verdure saporite. Funghi saltati, spinaci e pomodori secchi sono delle aggiunte eccellenti. Puoi anche incorporare erbe come basilico o origano per un’esplosione di freschezza in più.


Se vi sentite avventurosi, perché non provare gli arancini dolci? Invece di ripieni salati, usate ingredienti come la Nutella o le conserve di frutta combinate con il mascarpone. Queste palline di riso ispirate ai dessert sono perfette per chi ha un debole per i dolci.


Un altro modo per essere creativi è sperimentare forme e dimensioni diverse. Mentre gli arancini tradizionali sono rotondi, puoi anche trasformarli in coni o cilindri. Queste forme uniche non solo hanno un aspetto impressionante, ma offrono anche un’esperienza di consistenza diversa.


Ricordate, la chiave per varianti di successo è mantenere un equilibrio di sapori e consistenze. Non abbiate paura di provare nuove combinazioni, ma tenete a mente che il ripieno deve completare l’esterno croccante di riso.

Conclusione: portiamo la Sicilia sulla tua tavola

In conclusione, gli arancini siciliani sono una delizia culinaria che unisce i ricchi sapori e le tradizioni della Sicilia. Con la loro crosticina dorata e croccante e i deliziosi ripieni, queste palline di riso stupiranno sicuramente amici e familiari.


Seguendo la nostra ricetta per il ripieno perfetto e padroneggiando il processo di impanatura e frittura, puoi ricreare questo amato piatto italiano nella tua cucina. Che tu rimanga fedele alla tradizione o lasci che la tua creatività voli con varianti uniche, ogni boccone dei tuoi arancini fatti in casa ti trasporterà direttamente sulle coste baciate dal sole della Sicilia.


Quindi, raccogli gli ingredienti, rimboccati le maniche e preparati per un’avventura gastronomica senza eguali. Lascia che gli arancini siciliani diventino un punto fermo sulla tua tavola, portando gioia e delizia a ogni pasto.

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Monumenti da visitare Sicilia

Torre di Federico II di Enna: Una Gemma Medievale nel Cuore della Sicilia

La Torre di Federico II, situata nel cuore di Enna, è uno dei simboli più affascinanti della storia medievale siciliana. Questo straordinario monumento, che sorge a oltre 900 metri sul livello del mare, offre una vista mozzafiato sulla città di Enna e sulle colline circostanti, rendendolo una meta imperdibile per chi visita la Sicilia.

Storia della Torre di Federico II

Costruita nel XIII secolo, la Torre di Federico II è un’opera attribuita all’epoca del grande imperatore svevo Federico II di Svevia, noto per essere uno dei più influenti sovrani medievali. La torre, alta circa 24 metri, fu probabilmente utilizzata come punto di avvistamento militare o come residenza fortificata.

La sua posizione strategica garantiva un controllo visivo su gran parte della Sicilia centrale, rendendola un elemento chiave nel sistema difensivo dell’epoca. Oltre a essere un’importante struttura militare, la torre aveva anche un valore simbolico e rappresentava il potere e l’autorità dell’impero svevo sulla Sicilia.

Architettura della Torre di Federico II

La Torre di Federico II è caratterizzata da una forma ottagonale, un dettaglio architettonico che la rende unica nel suo genere. L’interno della torre è diviso in due piani, ciascuno dei quali presenta una grande sala con volta a botte, utilizzata per diverse funzioni durante il periodo medievale.

All’interno, è possibile ammirare i resti di affreschi e decorazioni che testimoniano l’importanza storica e artistica della struttura. La particolarità della torre risiede nella combinazione di elementi architettonici normanni e svevi, un mix che riflette la complessa storia della Sicilia medievale.

Cosa vedere alla Torre di Federico II

La visita alla Torre di Federico II offre una ricca esperienza culturale e storica. Una volta raggiunta la cima della torre, si può godere di una vista panoramica spettacolare su Enna e sulle campagne siciliane. Nei giorni più limpidi, è possibile vedere il Monte Etna e perfino il Mar Mediterraneo in lontananza.

La torre è circondata da un parco verde, ideale per passeggiate rilassanti e per immergersi nell’atmosfera storica e naturale del luogo. È inoltre possibile partecipare a visite guidate, che raccontano la storia e i segreti della torre e della città di Enna.

Come arrivare alla Torre di Federico II

La Torre di Federico II si trova a pochi chilometri dal centro di Enna, ed è facilmente raggiungibile in auto o con mezzi pubblici. Se vi trovate a Enna, potete percorrere un sentiero panoramico che conduce direttamente alla torre, permettendovi di ammirare la bellezza della natura circostante.

Orari di apertura e biglietti

La torre è aperta tutto l’anno, ma gli orari possono variare a seconda della stagione. Si consiglia di controllare in anticipo le informazioni sugli orari di apertura e sui costi dei biglietti, soprattutto in alta stagione, per evitare sorprese.

Conclusione

Visitare la Torre di Federico II di Enna è un viaggio nel tempo, alla scoperta di una delle testimonianze più significative della Sicilia medievale. Che siate appassionati di storia, amanti dell’architettura o semplicemente alla ricerca di un luogo suggestivo da visitare, questa torre rappresenta una tappa obbligatoria nel vostro itinerario turistico in Sicilia.

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Città di Palermo

foto di XeronesPalermo ( Palermu in siciliano) è un comune italiano di 656.361 abitanti, capoluogo  della provincia di Palermo e della Regione Siciliana.

Sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, è il quinto comune italiano per popolazione dopo Roma, Milano, Napoli e Torino, e trentunesimo a livello europeo; è, inoltre, il principale centro urbano della Sicilia. L’area metropolitana di Palermo, che comprende il capoluogo siciliano ed altri 26 comuni, conta una popolazione di 1.040.871 abitanti.

La sua storia millenaria le ha regalato un notevole patrimonio artistico ed architettonico che spazia dai resti di mura puniche per giungere a ville liberty, passando da residenze in stile arabo-normanno, chiese barocche e teatri neoclassici. Per ragioni culturali, artistiche ed economiche è stata tra le maggiori città del Mediterraneo ed oggi è fra le principali mete turistiche della regione e del Sud Italia.

Nel 1860  avvenne lo sbarco dei Garibaldini a Marsala; da lì, grazie all’aiuto dei siciliani, che nel frattempo erano insorti, cominciarono a conquistare l’isola in nome dell’unificazione dell’Italia. Tra il 1860  e il 1866 la città fu soggetta a varie lotte e rivolte, che distrussero non poche strutture architettoniche.

In seguito all’Unità d’Italia, il comune di Palermo intraprese la costruzione di alcune importanti opere architettoniche: il taglio di Via Roma e la costruzione dei due teatri più rappresentativi della città, il Massimo e il Politeama.
I magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Nel primo ventennio del XX secolo Palermo attraversò un’epoca florida, con un breve ma intenso periodo liberty. Non interessata dal primo conflitto mondiale, Palermo subì notevoli distruzioni a causa dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, fino ad essere occupata nel luglio 1943 dalle truppe alleate del generale americano George Smith Patton.

Il Novecento è stato caratterizzato, inoltre, dallo sviluppo del fenomeno della mafia: nella lotta contro Cosa Nostra furono colpiti, tra gli altri, Boris Giuliano, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il presidente della Regione Siciliana Pier Santi Mattarella, i magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Gaetano Costa e Rocco Chinnici, il sacerdote del quartiere palermitano di Brancaccio, Don Pino Puglisi e il cinisense Peppino Impastato.

Oggi Palermo è uno dei principali centri d’affari e dei commerci del bacino del Mediterraneo

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Comune di Trapani

altComune di Trapani

Trapani è un comune italiano di 70.673 abitanti,capoluogo della provincia di Trapani in Sicilia.
Città posta tra due mari, conosciuta come città del sale e della vela, ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata all’estrazione e al commercio del sale, giovandosi della sua posizione naturale, proiettata sul Mediterraneo, e del suo porto, antico sbocco commerciale per Eryx (l’odierna Erice), sita sul monte che sovrasta Trapani.
 
L’economia oggi si basa sul terziario, sulla pesca (anticamente quella del tonno, con la mattanza), sull’estrazione e il commercio del marmo, sulle attività legate al commercio e al turismo.
È posizionata nella parte occidentale della Sicilia e si trova sullo stesso promontorio dell’antica Drepanon, termine greco che significa falce, data la forma della penisola su cui sorge la città. È denominata anche “città tra due mari” in quanto si protende su una lingua di terra circondata da tre lati dal mare. Il territorio comunale è vasto 271 chilometri quadrati, con una densità di 260 abitanti per chilometro quadrato. La città ha un’altitudine media di tre metri sul livello del mare. Il suo territorio comunale è attraversato dal fiume Chinisia
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Comune di Siracusa

altComune di Siracusa

Siracusa (Sa’rausa in siciliano) è un comune italiano di 123.549 abitanti[1], capoluogo della provincia di Siracusa in Sicilia.   
Posta sulla costa sud-orientale dell’isola, è la quarta città della Sicilia per numero di abitanti, dopo Palermo, Catania e Messina.
Già definita da Cicerone “la più grande e bella di tutte le città greche”, dal 2005, insieme con la necropoli rupestre di Pantalica, è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Il nome Siracusa deriva dal siculo Syraka (abbondanza d’acqua) per la presenza di molti corsi d’acqua e di una zona paludosa. Sia in greco che in latino è al plurale, Syracusae, perché la città fondata da Archia, un nobile di Corinto nel 734 a.C., divenne in pochi anni la Pentàpoli in quanto al nucleo originale, costituito sullisola di Ortigia si aggiunsero man mano altri quattro nuclei: Acradina, Tiche, Neàpoli ed Epipoli.
La città si sviluppa in parte sul promontorio-isola di Ortigia e in parte sulla terraferma. La conformazione della costa determina l’ampia insenatura del Porto Grande, cinta a nord dall’Isola e a sud dal promontorio del Plemmirio. Il territorio del comune è attraversato dai fiumi Ciane, Anapo e dai canali artificiali Mammaiàbica, Pismotta e Regina che sfociano all’interno del Porto Grande favorendo la formazione di zone acquitrinose, storicamente chiamate Pantanelli.
Il comune confina a nord con Priolo Gargallo e Città Giardino (frazione di Melilli), ad ovest con Solarino, Floridia, Palazzolo Acreide, Noto e Canicattini Bagni e a sud con Noto e Avola. I confini sono delimitati a nord da contrada Targia; ad ovest da Belvedere avamposto panoramico; a sud da Cassibile e Fontane Bianche.
 
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Comune di Ragusa

altComune di Ragusa

Ragusa (Raùsa in siciliano) è un comune italiano di 73.332 abitanti,capoluogo dell’omonima provincia in Sicilia.
È il settimo comune dell’isola per numero di abitanti ed è situato sui monti Iblei.
 
La città è la più agiata del mezzogiorno d’Italia,è chiamata la “città dei ponti” per la presenza di tre strutture molto pittoresche, ma è stata definita anche da letterati, artisti ed economisti come “l’isola nell’isola” o “l’altra Sicilia”, grazie alla sua storia e ad un contesto socio-economico molto diverso dal resto dell’isola. Nel 1693 un devastante terremoto causò la distruzione quasi totale dell’intera città, mietendo più di cinquemila vittime. La ricostruzione, avvenuta nel XVIII secolo, la divise in due grandi quartieri: da una parte Ragusa superiore, situata sull’altopiano e dall’altra Ragusa Ibla, sorta dalle rovine dell’antica città e ricostruita secondo l’antico impianto medioevale.
 
I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, Ragusa è uno luoghi più importanti in assoluto per la presenza di preziose testimonianze di arte barocca.
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Comune di Palermo

 

Palermo è una delle 15 città metropolitane italiane. La sua storia millenaria le ha regalato un notevole patrimonio artistico ed architettonico che spazia dai resti di mura puniche per giungere a ville liberty, passando da residenze in stile arabo-normanno, chiese barocche e teatri neoclassici. Per ragioni culturali, artistiche ed economiche è stata tra le maggiori città del Mediterraneo ed oggi è fra le prime mete turistiche della regione, della nazione e d’Europa.

Territorio

La zona di Palermo era in origine un’ampia pianura tagliata da molti fiumi e torrenti ed ampie zone paludose adesso bonificate, circondata da alte montagne le cui cime sono spesso ricoperte dalla neve durante la stagione invernale.
La pianura di Palermo si affaccia sul Mar Tirreno, ed insieme ai monti alle sue spalle forma la Conca d’Oro. La disposizione del comune si estende lungo la fascia costiera, con poca penetrazione nell’entroterra. I fiumi che esistevano sono scomparsi o scorrono ancora sotto terra.Il territorio palermitano può essere suddiviso in svariati ambiti paesaggistici ognuno dei quali presenta caratteristiche peculiari frutto di uno storico rapporto fra la popolazione e l’ambiente naturale.

* Ambito Sferracavallo – Tommaso Natale: è delimitato dai rilievi del Monte Gallo e di Pizzo Manolfo facente parte del massiccio del Monte Billiemi. Quest’ambito comprende il paesaggio costiero, di prateria e gariga e quello urbano rappresentato dalle borgate di Sferracavallo e Tommaso Natale.
* Ambito Addaura: si estende lungo la costa rocciosa a est del Monte Pellegrino, passando così da un ambiente prettamente montuoso a uno marino. Al suo interno si trovano le grotte dell’Addaura, frequentate sin dalla preistoria.
* Ambito Piana dei Colli: area sub-pianeggiante sede oggi dalla parte settentrionale della città, delimitata dai Monti di Palermo e dai promontori dei monti Gallo e Pellegrino. La piana un tempo era occupata dal sistema delle ville storiche, dai giardini e dagli spazi coltivati a queste pertinenti.
* Ambito Brancaccio-Ciaculli: si tratta della zona sud della città. Una grande area agricola posta fra la costa e i Monti di Palermo che al suo interno contiene quello che rimane del Parco della Favara, antica residenza normanna. Il paesaggio agricolo strutturato si unisce così al sistema costiero, a quello montuoso e al paesaggio fluviale del fiume Oreto con il suo sistema di Mulini.

Orografia

Le conformazioni rocciose che circondano e tagliano in varie parti la città di Palermo sono principalmente di origine calcarea e la loro disposizione sul territorio non ha permesso uno sviluppo regolare della città: in alcuni casi, infatti, le montagne si trovano lungo la linea di costa creando una vera spaccatura fisica tra alcuni quartieri. Il resto dei monti di Palermo, invece, delimita l’estensione della città verso l’entroterra. Tra questi monti si trovano alcune grandi vallate, come la Piana dei Colli nella zona settentrionale della città, la Valle dell’Oreto a sud, e la Conca d’Oro nell’entroterra.

Idrografia

L’idrografia della Piana di Palermo è radicalmente modificata nel corso della storia. Il primo insediamento abitato venne costruito tra due fiumi attualmente non più visibili, il Kemonia ed il Papireto, mentre il fiume Oreto si trovava ben oltre la linea delle mura cittadine. I due fiumi che tagliavano la città adesso non scorrono più in superficie, ma nei sotterranei del centro storico: sono evidenti le loro tracce nella toponomastica e nella conformazione delle vie.

Nell’area attualmente occupata dalla città oltre ai tre fiumi principali erano presenti moltissimi torrenti stagionali, che contribuivano a creare zone paludose o comunque ricche di acqua: è il caso della zona San Lorenzo e dell’area di Mondello. L’unico fiume a scorrere oggi tra le strade cittadine è l’Oreto.

Clima

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, il clima di Palermo appartiene al gruppo denominato Csa: clima temperato delle medie latitudini con la stagione estiva asciutta e calda ed inverno fresco e piovoso (clima mediterraneo). Le stagioni intermedie hanno temperature miti e gradevoli. L’estate è arida e calda ma ventilata e torrida (quindi con indici di umidità non elevati) ma è facile sentire lo scirocco, il vento africano che, seppure in rari casi, fa impennare le temperature massime oltre i 42 °C (record storico di 45,5º registrati all’Osservatorio Astronomico di Palermo).

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Comune di Messina

altComune di Messina

Messina è un comune italiano di 242.841 abitanti, capoluogo della provincia di Messina in Sicilia.
Detta anche “porta della Sicilia” e anticamente Zancle e Messana, sorge nei pressi dell’estrema punta nordorientale della Sicilia (Capo Peloro) sullo Stretto che ne porta il nome.
Messina è la terza delle città metropolitane siciliane, nonché il tredicesimo comune d’Italia per numero di abitanti.
Il suo porto, scalo dei traghetti per il Continente, è il primo in Italia per numero di passeggeri in transito e sesto per traffico crocieristico.
Antica ed illustre città, Messina ha avuto una storia moderna tragica e distruttiva come poche altre, che ne ha offuscato la grandezza raggiunta tra il tardo medioevo e la metà del ‘600 quando contendeva a Palermo il ruolo di capitale siciliana.
Messa a ferro e fuoco nel 1678 dopo una storica rivolta antispagnola che comportò l’annientamento della sua classe dirigente, un primo devastante terremoto l’ha semidistrutta nel 1783 prima che il successivo sisma e maremoto del 1908 la radesse al suolo facendo 80.000 vittime.
Ricostruita a partire dal 1912, la città moderna si presenta ordinata e regolare con vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud e palazzi non più alti di 21 metri, anche se negli ultimi decenni una caotica espansione edilizia ha aggredito tutte le colline che la cingono e persistono in zone semicentrali estese baraccopoli eredi degli stanziamenti provvisori del dopo-terremoto.
Importante e storica sede universitaria, fondata nel 1548, Messina è una città con un’economia basata sui servizi, i commerci, il turismo e una rilevante attività industriale nella cantieristica navale da diporto.
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Comune di Enna

altComune di Enna

Enna (Ennaan per i Sicani, Henna per Greci e Romani, Qasr Yannah per gli Arabi, Castrogiovanni dall’età normanna al 1927, in siciliano Castrugiuvanni) è un comune italiano di 27.987 abitanti, capoluogo della provincia di Enna in Sicilia.
Nota come il capoluogo di provincia più alto d’Italia, per via dell’altitudine del centro abitato che si attesta a 931 m presso il Municipio, raggiunge i 992 m al Castello di Lombardia, l’antica acropoli, precedendo Caltanissetta e Ragusa in Sicilia.
Fino al 1926 nota con il nome di Castrogiovanni, la città è inoltre celebre sotto i motti di Urbs Inexpugnabilis, come i romani la definirono per la sua imprendibilità, Ombelico di Sicilia, grazie alla sua centralità geografica rispetto all’Isola, e Belvedere di Sicilia, per le superbe vedute panoramiche che da qui si hanno su buona parte dell’isola.
Dopo un passato glorioso che la vide, già da oltre tre millenni or sono, roccaforte privilegiata per sicani, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi, Enna vive oggi un periodo di rinnovato sviluppo e accresciuto prestigio sul piano nazionale ed internazionale, grazie principalmente alla sua moderna università, al suo Autodromo di Pergusa in cui si disputarono gran premi della Formula 3000 e della Formula 2 (Gran Premio di Enna), ed al suo polo industriale, nel quale sono in costruzione un impianto per la produzione di energia elettrica attraverso lo sfruttamento delle biomasse nonché il primo outlet village della Sicilia, ma grazie altresì alle grandiose tracce che una storia lunga e fiorente vi hanno impresso, che si rivelano nel suo castello, nelle sue torri, nei suoi quartieri più antichi e nel centro storico ricco di belle chiese, pregevoli palazzi ed eccezionali belvederi.

Geografia

Enna sorge nella parte più elevata di un’ampia dorsale montuosa, che svetta sulla valle del Dittaino a 931 m d’altitudine, tale dorsale avente forma di V dolce o secondo (altre interpretazioni) di piramide mozzata si trova proprio nel centro geografico della Sicilia, i rilievi che circondano Enna fanno parte della catena dei monti Erei, montagne calcaree e arenacee poco sviluppate in altezza, che costituiscono la maggiore presenza orografica della provincia ennese. Il versante settentrionale del monte è assai ripido e ha un maggiore dislivello rispetto agli altri, ragion per cui è ammantato da un ampio bosco. Quello meridionale, invece, è notevolmente urbanizzato, poiché costituisce un importante passaggio tra la città alta e quella bassa, che si sviluppa ai piedi dell’altopiano. Il comune di Enna rientra tra i primi 30 comuni più estesi d’Italia: il suo territorio occupa infatti una superficie di 357,14 km², la porzione centro-occidentale della Provincia, costituiti prevalentemente di rilevi aventi altitudine estremamente variabile, compresa tra la minima di 230 m s.l.m. e la massima di 990 corrispondente alla cima del monte su cui sorge la città e ove aveva sito l’acropoli antica. Circa 10 km a sud del centro storico si trova il lago Pergusa, a 677 m s.l.m., caratterizzato da un bacino endoreico, importante luogo di sosta e svernamento per decine di specie di avifauna attorno alle cui rive si snoda l’omonimo circuito automobilistico, il più importante dell’Italia meridionale. Per quanto concerne i fiumi, quelli che scorrono nel territorio di Enna hanno principalmente carattere torrentizio, se si escludono il Dittaino, affluente del Simeto, ed il Salso o Imera meridionale. Enna è comunemente suddivisa in due “macro-aree”, Enna Alta ed Enna Bassa, cui si aggiunge Pergusa, pur essendo una frazione. Tutte e tre sono aree urbane nettamente separate dal punto di vista geografico.