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Sardegna

Comune di Sassari

Comune di Sassari

Sassari è una città italiana di 130.370 abitanti (popolazione residente al 30 aprile 2010), capoluogo dell’omonima provincia della Sardegna nord-occidentale e principale centro storico del Capo di sopra dell’isola. È il secondo comune della Sardegna per popolazione.
 
 
Archeologia
Altare preistorico di Monte d’Accoddi, unico nel suo genere in tutto il Mediterraneo, quella di Monte d’Accoddi è la più importante area archeologica della Sardegna preistorica.
 
Architetture civili

Mura di Sassari, nel XIII secolo cingevano la città, intervallate da 36 torri di cui ne rimangono solo 6, tra le quali l’unica torre tonda detta anche Turondola accessibile da piazza Università. Le mura sono visibili lungo il perimetro della città medioevale, ed in particolare in Corso Vico, Corso della SS. Trinità e in via Torre Tonda.
Castello di Sassari, 1330. Costruito dagli Aragonesi, fu demolito nel 1877 e nell’area, dove esso sorgeva, fu costruita la Caserma La Marmora, sede della Brigata Sassari e ricavata l’omonima piazza.
Da alcuni anni sono in corso, nella piazza, degli scavi archeologichi fra le fondazioni dell’antica struttura.
Fontana di Rosello, 1585-1606
Frumentaria , antico deposito pubblico del grano (XVI-XVII secolo)
Ponte Rosello, 1934
Teatro Civico, 1825-1829
Padiglione dell’Artigianato, Giardini pubblici, expo dell’ISOLA, 1956
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Sardegna

Comune di Oristano

Comune di Oristano

Oristano (in sardo Aristanis, in spagnolo Oristán, in catalano Oristany) è un comune italiano con circa 32.000 abitanti, città e capoluogo della Provincia di Oristano nella Sardegna centro-occidentale.
È situata nella parte settentrionale della pianura del Campidano, nella regione detta Campidano di Oristano. Istituita capoluogo di provincia il 16 luglio 1974, ha una storia antica, in particolare legata al Giudicato di Arborea ed alla figura di Eleonora d’Arborea
 
 
Monumenti
 
 
Torre di Mariano II o Torre di San Cristoforo o Port’a Ponti. Eretta nel 1290, era una delle due principali porte d’ingresso dell’antica cinta muraria, si trova nell’attuale piazza Roma. La gemella Torre di San Filippo o Port’a Mari, che era ubicata nell’attuale Piazza Manno, è stata abbattuta nel 1907, quando in grave stato di abbandono e fatiscenza fu giudicato “di nessun valore artistico o culturale” da parte del Ministero della Pubblica Istruzione.
Torrione di Portixedda
Statua di Eleonora d’Arborea
Monumento ai Caduti in Piazza Mariano IV
 
 
Chiese
Cattedrale di Santa Maria Assunta (1130). Distrutta in un assedio, è stata ricostruita sotto il regno di Mariano II. Della struttura originale rimangono solo basi dell’abside e del campanile e la cappella del Rimedio, che ospita alcune sculture medievali.
Nel 1733 la Cattedrale gotica del XIII secolo fu abbattuta per far posto ad una barocca. Alla ricostruzione del XVII secolo appartiene la Cappella dell’Archivietto. Al suo interno sono custodite le reliquie di Sant’Archelao.
Chiesa di San Francesco, in stile neoclassico, l’attuale chiesa è opera dell’ingegnere cagliaritano Cima nel 1835
Chiesa di Santa Chiara (consacrata nel 1428). È un edificio in stile Franco-Gotico con una singola navata e un’abside quadrata
Chiesa e chiostro del Carmine. Opera dell’architetto Viana, fu costruita su commissione del Marchese d’Arcais in uno stile Barocco-Rococò. Si tratta di uno dei migliori esempi di Barocco e Rococò oristanesi
Basilica del Rimedio, si trova nella frazione di Donigala F., è meta di pellegrinaggio durante i giorni di N.S. del Rimedio l’8 settembre
Chiesa di San Martino
San Sebastiano. Conosciuta anche come San Sebastiano fuori le mura, era l’unica chiesa medievale, con S.Martino, che si trovava fuori dal circuito murario della città, era frequentata soprattutto da pellegrini e contadini.
San Giovanni dei fiori, inizialmente chiamata San Giovanni di fuori, era una delle chiesette campestre della città medievale
Sant’Efisio. Chiesa barocca risalente al XVIII secolo, si trova nel quartiere di Su Brugu
Santa Lucia. Chiesa attualmente in stile neoclassico, si trova nel centro storico poco distante dalla chiesa di santa Chiara
Oratorio delle Anime, risalente alla prima metà del XIII secolo, si trova nella frazione di Massama
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Comune di Olbia-Tempio

Comune di Olbia-Tempio

La Provincia di Olbia-Tempio (in gallurese Pruìncia di Tarranóa-Tèmpiu, in sardo Provìntzia de Terranòa-Tèmpiu) è una provincia della Sardegna. Affacciata a nord sul Mar di Sardegna, uno stretto canale che la separa dalla Corsica, e ad est sul Mar Tirreno, confina:
ad ovest con la Provincia di Sassari, a sud con la Provincia di Nuoro.
Conta complessivamente 26 comuni con una popolazione di 156.604 abitanti (il 9,36% della popolazione sarda) e si estende per 3.397 km² (il 14,1% del territorio sardo).
 
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Comune di Ogliastra

Comune di Ogliastra

L’Ogliastra è una regione storico-geografica situata nella Sardegna centro orientale (conosciuta in passato anche come Barbagia Trigònia).
 
 
Le origini dell’Ogliastra vanno ricercate nelle tracce dei primi insediamenti umani che risalgono probabilmente al Neolitico. All’epoca, erano principalmente le coste ad essere abitate fino a quando le incursioni piratesche, sempre più frequenti, costrinsero i primi abitanti a spostarsi verso l’entroterra e a dare, così, origine ai primi paesi montani, dove si iniziò a praticare l’agricoltura e la pastorizia.
 
 
Il culto pagano dei popoli prenuragici è testimoniato dai vari reperti megalitici come i Menhir e le Domus de Janas che sono stati rinvenuti nella zona. Il territorio inoltre presenta più di 200 monumenti risalenti alla civiltà nuragica a testimonianza di una notevole concentrazione di popolazioni nella regione. Il nuragico medio è caratterizzato, oltre che dalla ricca documentazione materiale, dalla diffusa presenza di monumenti di varia funzione: nuraghi a tholos semplici o complessi, tombe dei giganti, pozzi e fonti sacre. La scelta dei luoghi per la loro costruzione è indicativa di un’attenta analisi, che ha privilegiato luoghi dominanti su rilievi vulcanici o sedimentari, affacciati sulle depressioni principali, che costituivano importanti vie di transito, o le aree di pianura più prossime alle principali sorgenti. Inoltre alcune scoperte archeologiche nel territorio mostrano come gli antichi abitanti ogliastrini fossero un popolo orientato ai contatti culturali.
Successivamente durante il VII secolo a.C. la zona venne occupata dai Fenici, dai Punici e, in seguito, nel III secolo a.C. dai Romani, popolo che riuscì a potenziare i pochi approdi ma che non riuscì a colonizzare le zone dell’interno data la resistenza dei sardi e le asperità del territorio.
 
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Comune di Nuoro

Comune di Nuoro

Nùoro è una città italiana di poco meno di 37.000 abitanti, capoluogo, dal 1927, dell’omonima provincia della Sardegna centro-settentrionale. La città si estende su un altopiano granitico, a circa 600 m s.l.m., ai piedi del Monte Ortobene.
 
Monumenti
Piazza Sebastiano Satta (Costantino Nivola);
Statua del Redentore, eretta nel 1901 (sul Monte Ortobene);
Scultura “Madre dell’ucciso” (Francesco Ciusa) (nella chiesa di San Carlo);
Porta della Città;
Porta della Barbagia con Madre mediterranea (Pietro Cascella);
Sa Conca, rifugio sotto roccia utilizzato come ovile (sul Monte Ortobene);
Rocciai del Monte Ortobene – monumenti naturali;
Nuraghi Nurdole; Noddule; Tanca Manna.
 
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Sardegna

Comune di Carbonia-Iglesias

Comune di Carbonia-Iglesias

La Provincia di Carbonia-Iglesias (in sardo Provìncia de Carbònia-Igrèsias; in tabarchino Provinsa de Carbònia-Igréxi) è una provincia di recente istituzione della Sardegna. Confina con la Provincia di Cagliari, a est, e con l’altra di recente istituzione la Provincia del Medio Campidano per un breve tratto a nord, ed è la più piccola per estensione della Sardegna.
 
 
La nuova provincia è situata nell’estrema parte Sud-Ovest della Sardegna; sono comprese nei confini provinciali due isole minori della Sardegna: l’Isola di San Pietro e l’Isola di Sant’Antioco (legata al territorio da un istmo artificiale e quarta per estensione in Italia), che formano entrambe l’arcipelago del Sulcis.
 
 
La provincia conta 23 comuni, ed è popolata da circa 130.000 abitanti. Territorialmente si estende per 1.495 km² (il 6,2% del territorio sardo). Ha una densità di popolazione di 87,1 ab./km², superiore alla media sarda che è di 69,4 ab./km², ciò la pone al secondo posto come densità di popolazione tra le otto province sarde preceduta solo dalla provincia di Cagliari.
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Sardegna

Comune di Cagliari

Cagliari, dalla storia plurimillenaria che ha lasciato tracce nell’intera città, è sede universitaria e arcivescovile. È il centro amministrativo storico dell’isola essendo stata , sotto la denominazione di Caralis , capoluogo della provincia di Sardinia et Corsica durante il periodo romano e successivamente capitale del Regno di Sardegna , che in seguito divenne Regno d’Italia , dal 1324 al 1861 . Il suo porto è classificato “internazionale” per via della sua importanza nel panorama nazionale e sopranazionale ; svolge funzioni commerciali, industriali, turistiche e di servizio per passeggeri.

Etimologia

In passato Cagliari era chiamata Krly dai fenicio-punici mentre in latino era Càralis o al plurale Calares o Karales . Durante l’epoca Giudicale il centro della città divenne quello che oggi è il quartiere Santa Gilla e in Sardo medioevale veniva pertanto chiamata “Santa Igia”. Con l’arrivo dei Pisani venne identificata nei documenti pisani come Kastrum Karalis e successivamente dagli aragonesi come Castel de Càller in catalano antico. Successivamente all’affermarsi del castigliano durante il dominio spagnolo il nome divenne Callari e infine nel periodo sabaudo il nome venne semplicemente translitterato in italiano ottenendo l’attuale Cagliari. In lingua sarda il nome attuale Casteddu viene dall’identificazione della città con il quartiere fortificato di castello edificato durante la dominazione pisana.

Intorno al XVI secolo Roderigo Hunno Baeza, un umanista sardo, affermò che Karalis derivasse dal greco º¬Á± che significa testa, poiché Cagliari era il principale centro dell’Isola. Il semitista Guglielmo Gesenius fece derivare il toponimo da Kar Baalis, che in fenicio significa “città di Dio”. Questa derivazione venne, seppur con qualche differenza, accettata da Giovanni Spano; egli, infatti, sostenne che Cagliari derivi dal nome fenicio Kar-El, che significa anch’esso “città di Dio”.

Max Leopold Wagner fece risalire il termine Karalis al protosardo, trovando riscontro con i toponimi Carale di Austis, Carallai di Sorradile, Karhalis o Karhallis della Panfilia e Karhalleia della Pisfidia. Inoltre il toponimo Karalis è da collegare con gli appellativi cacarallai, criallei, crielle, chirelle, ghirelle (crisantemo selvatico e macerone) e garuleu, galureu, galileu (polline depositato nel miele, che è di colore giallo oro), che hanno affinità con l’etrusco garouleou (crisantemo selvatico). Tutti questi termini vanno ricondotti ai viaggiatori dell’Ottocento che definivano Cagliari “gialla”, poiché la roccia della sua roccaforte era di questo colore.

Francesco Artizzu notò che la radice “kar” nel linguaggio dei popoli mediterranei significava “pietra/roccia” e il suffisso “al/ar” dava valore collettivo, e si sarebbe formato così Karali, che significherebbe “luogo di comunità sulla roccia” o semplicemente “località rocciosa”. Quanto poi al plurale Kalares, Artizzu lo spiega col fatto che, da un nucleo iniziale, si sarebbero uniti altri nuclei vicini, aumentando così l’estensione della città. In conclusione, molto probabilmente in origine Karalis/Caralis aveva il significato di «luogo di comunità sulla roccia/rocca gialla o bianca».

Geografia

La città di Cagliari è situata nella zona meridionale della Sardegna. Si trova in mezzo al Golfo degli Angeli, uno dei più belli di tutto il Mediterraneo, e si sviluppa intorno alla Sella del Diavolo, e ad est i monti dei Sette Fratelli, ad ovest i monti di Capoterra e a sud della la pianura del Campidano. Ha inoltre in comune con Roma, Lisbona e Istanbul il fatto di essere stata costruita su 7 colli che identificano altrettanti quartieri “storici”: Castello, Tuvu Mannu, Tuvixeddu, Monte Claro, Monte Urpinu, Colle di Bonaria, Colle di San Michele.

Il clima della città è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e siccitose. I valori estremi estivi talora superano di poco i 40 °C (a volte con tassi di umidità contenuti), mentre quelli invernali, solo in condizioni particolari e rare, scendono leggermente sotto lo zero. Leggermente più continentale il clima della pianura del Campidano, evidenziato delle rilevazioni della Stazione meteo di Decimomannu.

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Malloreddus o gnocchetti sardi

Malloreddus o gnocchetti sardialt

 
I malloreddus, definiti anche gnocchetti sardi, sono senz’altro la più classica delle paste sarde. Hanno la forma di conchiglie rigate lunghe da circa 2 cm in su, e son fatti di farina di semola e acqua. Si mangiano con varie salse.

Nel Sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Logudoro macarones caidos o macarones de punzu, nel Nuorese cravaos.

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Sardegna

Sardegna

Nome ufficiale: Regno di Sardegna
Lingue: catalano, castigliano, sardo, italiano
Capitale: Cagliari de iure, Torino de facto (dal 1720)
Massima estensione: 73.810 km² nel 1859
Province sardegna: Cagliari, Carbonia-Iglesias, Nuoro, Olbia-Tempio, Oristano, Medio Campidano, Sassari, Ogliastra

Il Regno di Sardegna è l’entità politica fondata dai catalano-aragonesi in Sardegna sotto il re Giacomo II nel 1324 ed estintosi nel 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia da parte del suo XXIV e ultimo sovrano Vittorio Emanuele II di Savoia. Il regno fu creato sulla carta da papa Bonifacio VIII nel 1297, con la denominazione di Regno di Sardegna e Corsica[1] per risolvere la crisi politica e diplomatica tra corona d’Aragona e ducato d’Angiò sulla Sicilia (la Guerra del Vespro). La realizzazione concreta del Regno di Sardegna vedrà dapprima la guerra dei catalano-aragonesi contro i pisani [2], in alleanza col regno giudicale di Arborea. Sarà quindi a lungo contrastata dalla resistenza sull’isola del medesimo regno di Arborea e potrà considerarsi finalmente conclusa, con la definitiva sconfitta del regno giudicale, solo nel 1420.