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Calabria

Comune di Crotone

Comune di Crotone
Crotone è una città portuale di 61.482 abitanti della Calabria, capoluogo dell’omonima provincia situato su un promontorio che si affaccia sul mar Ionio. È il quinto comune più popoloso della regione, alle spalle di Reggio Calabria, Catanzaro, Lamezia Terme e Cosenza.
Geografia fisica

La città è collocata sul versante est della Calabria, si affaccia sul Mar Ionio presso la foce del fiume Esaro, il territorio comunale fa parte dell’Autorità del bacino interregionale del fiume Esaro. L’altezza della città è di 8 m sul livello del mare. Il comune ha una superficie di 179,83 km², e conta circa 61.000 abitanti. Crotone è capoluogo di provincia dal 1992.

Il territorio è immerso interamente nella Area marina protetta di Capo Rizzuto e inoltre a fare un ulteriore supplemento a questo magnifico scenario, è presente il promontorio di Capo Colonna, anticamente detto Lacinio, che chiude la città in una grande conca che la divide dal Golfo di Squillace.
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Calabria

Comune di Cosenza

altComune di Cosenza
Cosenza è un comune italiano di 69.836 abitanti, capoluogo della provincia di Cosenza in Calabria.
Detta anche “città dei Bruzi”, è una delle città più antiche della regione, capofila di un’area metropolitana di circa 269.000 abitanti nel cui perimetro è ubicata l’Unical, il primo e più grande campus universitario in Italia, nonché sede della RAI regionale (TGR) e dell’ Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.
Il capoluogo bruzio è noto anche come Atene della Calabria per via del suo passato culturale; l’Accademia Cosentina, ad esempio, è la seconda del Regno di Napoli e una delle primissime accademie fondate in Europa. Ancora oggi Cosenza resta una città in cui arte e cultura affondano bene le proprie radici, non a caso nel mese di ottobre del 2008 è stata riconosciuta come Città d’arte dalla Regione Calabria con una delibera volta ad evidenziare il patrimonio storico-artistico della città, con importanti ricadute sull’aspetto commerciale (fiore all’occhiello dell’economia cittadina) e turistico del territorio.
Storicamente svolse il ruolo di capitale dei Bruzi ed in seguito capoluogo della Calabria Citeriore (o Calabria latina).
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Calabria

Comune di Catanzaro

altComune di Catanzaro
Catanzaro è una città italiana di 93.286 abitanti,capoluogo della regione Calabria e dell’omonima provincia.
Catanzaro è conosciuta come la Città tra due mari[2], giacché è situata nell’istmo di Catanzaro, ovvero la striscia di terra più stretta d’Italia, in quanto soli 30 km separano il mar Ionio dal Tirreno. Ciò consente di vedere contemporaneamente, dai quartieri nord della città in alcune giornate particolarmente limpide, il mar Tirreno, il mar Ionio, l’isola di Stromboli e le isole Eolie.
Si colloca al centro di un’area densamente popolata, con un’intensa mobilità urbana, comprendente alcuni comuni costieri, da Sellia Marina a Soverato e alcuni comuni della Sila per un totale di 156.196 abitanti.

Va consolidandosi la formazione di un’area metropolitana, già deliberata dalla Regione Calabria, con la città di Lamezia Terme, che comprenderà 10 comuni e porterà alla creazione di un’area integrata che si estenderà dalla costa ionica a quella tirrenica, coinvolgendo oltre 200.000 abitanti.

Storico capoluogo dell’antica provincia di Calabria Ultra per oltre 200 anni e sede dell’Università degli Studi “Magna Græcia”, il secondo ateneo calabrese per numero di iscritti, nei mesi estivi il litorale ionico da Catanzaro a Soverato è soggetto a importanti flussi turistici, soprattutto giovanili, per la presenza di numerose strutture ricettive.
Catanzaro è detta inoltre Città dei tre colli corrispondenti ai tre colli rappresentati nello stemma civico che sono il colle di San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni).
Catanzaro era infine anticamente conosciuta, come la Città delle tre “V”, riferite a tre caratteristiche distintive della città, ovvero:
V di San Vitaliano, santo patrono;
V di velluto in quanto importante centro serico fin dai tempi dei Bizantini;
V di vento in quanto costantemente battuta da forti brezze provenienti dal Mar Ionio e dalla Sila.
“V V V” era la sigla con cui venivano identificati, sui mercati nazionali ed esteri i velluti, i damaschi ed i broccati provenienti dalla città
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Abruzzo

Comune di Teramo

altComune di Teramo
Teramo è una città italiana di 55.004 abitanti, capoluogo della provincia omonima della Regione Abruzzo.
Teramo è situata nella parte settentrionale dell’Abruzzo, nella Val Tordino, in una zona collinare sotto le pendici del Gran Sasso, che digrada verso la costa con una ricca vegetazione di vigneti e oliveti.
La città sorge alla confluenza del fiume Tordino con il torrente Vezzola che cingono il suo centro storico.
Essendo adagiata in una profonda conca, il clima è di tipo temperato semicontinentale, di transizione tra quello mediterraneo-collinare (tipico della zona teatina) e quello continentale (tipico del sulmonese), sia per quanto concerne le temperature, che nel mese più freddo (gennaio) si aggirano sui 5,5 °C e in quello più caldo (luglio) sui 25 °C, con un’escursione di quasi 20 °C, sia per le precipitazioni, che si aggirano sugli 800 mm annui e sono concentrate soprattutto nel primo autunno (settembre-ottobre). In inverno la neve può cadere abbondante, come testimoniato dal recente episodio del gennaio 2005. Data la sua posizione nel cuore di una bassa vallata, in estate non sono rari gli episodi di caldo intenso e afa stagnante.

 

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Abruzzo

Comune di Pescara

Comune di Pescara
Pescara è un comune italiano, capoluogo dell’omonima provincia. È la maggiore città dell’Abruzzo per numero di abitanti, ed è sede, con il capoluogo di regione L’Aquila, degli uffici del Consiglio, della Giunta e degli Assesorati regionali.
Fino al 1927 il territorio dell’attuale comune di Pescara era diviso tra i due comuni di Pescara, a sud del fiume omonimo, in provincia di Chieti, e Castellammare Adriatico, a nord del fiume, in provincia di Teramo. In seguito all’unificazione dei due centri, nel 1927, fu istituita anche la Provincia, grazie all’interessamento di Gabriele d’Annunzio, pescarese, e Giacomo Acerbo, nativo di Loreto Aprutino. Entro gli angusti limiti del territorio comunale (33,62 km2) risiedono 123.062 abitanti, ma l’area metropolitana di Pescara-Chieti ne comprende attualmente oltre 330.000 circa (2009).
Se tuttavia la perimetrazione dell’area metropolitana viene effettuata tenendo conto del fenomeno del pendolarismo si ottengono valori notevolmente superiori (450.000 circa secondo la classificazione FUR).

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Abruzzo

Comune di Chieti

altComune di Chieti
Chieti (Chijtë in abruzzese) è una città italiana di 54.305 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia dell’Abruzzo e già capoluogo dell’Abruzzo Citeriore. Gli abitanti di Chieti si chiamano teatini dall’antico nome latino e greco della città, Teate, ˜µ±Ä·. Il corso principale della città è Corso Marrucino, che parte da Piazza Trento e Trieste (comunemente conosciuta anche come Piazza Trinità), attraversa Piazza Gian Gabriele Valignani e termina su Via Arniense, nel cuore della parte storica del capoluogo teatino. Il palazzo del Municipio si trova in Piazza San Giustino (un tempo dedicata a Vittorio Emanuele II), mentre il palazzo della Provincia si trova lungo Corso Marrucino. Attualmente la sede municipale è situata sul Corso Marruccino, all’ex sede della Banca d’Italia, in seguito ai danni dovuti al sisma dell’aprile 2009.

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Abruzzo

Comune L’Aquila


Geografia

Il territorio della Provincia dell’Aquila rappresenta, quasi interamente, la parte montana dell’Abruzzo. È l’unica delle province abruzzesi a non avere sbocchi sul mare e si estende da nord a sud parallelamente alla linea costiera su una superficie di 5.035 km² che, su scala nazionale, la pone al nono posto per estensione. È caratterizzata da importanti altipiani di origine lacustre, in corrispondenza dei quali si trovano gli insediamenti antropici più consistenti, stretti dai massicci del Gran Sasso e dei Monti della Laga a nord est, del Sirente-Velino e dei Monti Simbruini ad ovest, della Majella ed est e dei Monti della Meta a sud.

Per la sua estensione ed in base a motivi storico morfologici, è possibile suddividere la Provincia in 3 macroaree:

* La Valle dell’Aterno facente riferimento alla parte settentrionale della Provincia in corrispondenza del passaggio del fiume Aterno e comprendente l’alta Valle dell’Aterno, la Conca aquilana, l’altopiano delle Rocche e la Valle Subequana;
* La Marsica in corrispondenza dell’area del lago Fucino, prosciugato alla fine dell’ottocento e rappresentante l’area più occidentale della Provincia, al confine con il Lazio;
* La Valle Peligna e l’Alto Sangro in corrispondenza dell’estremità sudorientale della Provincia.

Queste ultime due hanno manifestato più volte la volontà di rendersi autonome dal territorio aquilano propriamente detto e di creare una propria entità provinciale facente rispettivamente riferimento ai propri centri principali, Avezzano e Sulmona.

Clima

Tutta la Provincia è situata in area appeninica ed è perciò caratterizzata da un clima continentale: gli inverni sono rigidi con temperature che raggiungono frequentemente valori negativi, le estati molto calde anche se non eccessivamente umide. Le precipitazioni sono abbondanti e, d’inverno, sono quasi sempre nevose in buona parte del territorio provinciale. Nelle conche, inoltre, si registra una forte escursione termica nei periodi di alta pressione.

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Friuli Venezia Giulia

Jota

Jota alt

 
La jota è un piatto tipico della cucina del Friuli-Venezia Giulia.

Si tratta di una minestra che nella versione triestina è a base di crauti e fagioli, eventualmente inspessita con patate o farina gialla e arricchita con costine di maiale affumicato.

Nella variante goriziana risulta più “scura” per maggior quantità di fagioli e con l’aggiunta di orzo.

Probabilmente originaria del Carso triestino, è diffusa oggigiorno nella provincia di Trieste e nella sinistra Isonzo in provincia di Gorizia.

In Friuli viene chiamata jote, ma la sua preparazione un tempo assai diffusa si è molto limitata tanto da esservi rimasta traccia solo in Carnia, in particolar modo nella Val Degano e nella Val Pesarina.

Alcuni accostano alla jote la mignestre di brovade friulana, ma quest’ultima ha una composizione del tutto diversa, con la rapa (brovade) al posto dei crauti e il cotechino (musèt) al posto delle costine di maiale affumicate.

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Lazio

Amatriciana

Amatricianaalt


La preparazione del sugo originale prevede pochi semplicissimi ma necessari passaggi secondo quanto insegnato presso l’Istituto Alberghiero di Amatrice che può essere riconosciuto a buon ragione il “depositario” della ricetta autentica.

Il guanciale, ben pulito e tagliato in listelli dello spessore di circa 1 cm, va fatto soffrigere in olio di oliva in una padella di ferro, e va quindi aggiunto del peperoncino, una volta rosolato va stemperato con del vino bianco, evaporato ques’ultimo si aggiunge il sugo che si porta lentamente alla cottura, si aggiunge quindi sale e pepe macinato. Ogni piatto preparato con procedure differenti da questa è da ritenersi un piatto differente come gusto e sapore dall’amatriciana.

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Sardegna

Malloreddus o gnocchetti sardi

Malloreddus o gnocchetti sardialt

 
I malloreddus, definiti anche gnocchetti sardi, sono senz’altro la più classica delle paste sarde. Hanno la forma di conchiglie rigate lunghe da circa 2 cm in su, e son fatti di farina di semola e acqua. Si mangiano con varie salse.

Nel Sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Logudoro macarones caidos o macarones de punzu, nel Nuorese cravaos.