La città è collocata sul versante est della Calabria, si affaccia sul Mar Ionio presso la foce del fiume Esaro, il territorio comunale fa parte dell’Autorità del bacino interregionale del fiume Esaro. L’altezza della città è di 8 m sul livello del mare. Il comune ha una superficie di 179,83 km², e conta circa 61.000 abitanti. Crotone è capoluogo di provincia dal 1992.
Categoria: Ricette tipiche
Ricette tipiche italiane!!!
Comune di Cosenza
Comune di CosenzaComune di Catanzaro
Comune di CatanzaroVa consolidandosi la formazione di un’area metropolitana, già deliberata dalla Regione Calabria, con la città di Lamezia Terme, che comprenderà 10 comuni e porterà alla creazione di un’area integrata che si estenderà dalla costa ionica a quella tirrenica, coinvolgendo oltre 200.000 abitanti.
V di velluto in quanto importante centro serico fin dai tempi dei Bizantini;
V di vento in quanto costantemente battuta da forti brezze provenienti dal Mar Ionio e dalla Sila.
“V V V” era la sigla con cui venivano identificati, sui mercati nazionali ed esteri i velluti, i damaschi ed i broccati provenienti dalla città
Comune di Teramo
Comune di TeramoComune di Pescara
Comune di Chieti
Comune di ChietiComune L’Aquila
Geografia
Il territorio della Provincia dell’Aquila rappresenta, quasi interamente, la parte montana dell’Abruzzo. È l’unica delle province abruzzesi a non avere sbocchi sul mare e si estende da nord a sud parallelamente alla linea costiera su una superficie di 5.035 km² che, su scala nazionale, la pone al nono posto per estensione. È caratterizzata da importanti altipiani di origine lacustre, in corrispondenza dei quali si trovano gli insediamenti antropici più consistenti, stretti dai massicci del Gran Sasso e dei Monti della Laga a nord est, del Sirente-Velino e dei Monti Simbruini ad ovest, della Majella ed est e dei Monti della Meta a sud.
Per la sua estensione ed in base a motivi storico morfologici, è possibile suddividere la Provincia in 3 macroaree:
* La Valle dell’Aterno facente riferimento alla parte settentrionale della Provincia in corrispondenza del passaggio del fiume Aterno e comprendente l’alta Valle dell’Aterno, la Conca aquilana, l’altopiano delle Rocche e la Valle Subequana;
* La Marsica in corrispondenza dell’area del lago Fucino, prosciugato alla fine dell’ottocento e rappresentante l’area più occidentale della Provincia, al confine con il Lazio;
* La Valle Peligna e l’Alto Sangro in corrispondenza dell’estremità sudorientale della Provincia.
Queste ultime due hanno manifestato più volte la volontà di rendersi autonome dal territorio aquilano propriamente detto e di creare una propria entità provinciale facente rispettivamente riferimento ai propri centri principali, Avezzano e Sulmona.
Clima
Tutta la Provincia è situata in area appeninica ed è perciò caratterizzata da un clima continentale: gli inverni sono rigidi con temperature che raggiungono frequentemente valori negativi, le estati molto calde anche se non eccessivamente umide. Le precipitazioni sono abbondanti e, d’inverno, sono quasi sempre nevose in buona parte del territorio provinciale. Nelle conche, inoltre, si registra una forte escursione termica nei periodi di alta pressione.
Jota
Jota 
Si tratta di una minestra che nella versione triestina è a base di crauti e fagioli, eventualmente inspessita con patate o farina gialla e arricchita con costine di maiale affumicato.
Nella variante goriziana risulta più “scura” per maggior quantità di fagioli e con l’aggiunta di orzo.
Probabilmente originaria del Carso triestino, è diffusa oggigiorno nella provincia di Trieste e nella sinistra Isonzo in provincia di Gorizia.
In Friuli viene chiamata jote, ma la sua preparazione un tempo assai diffusa si è molto limitata tanto da esservi rimasta traccia solo in Carnia, in particolar modo nella Val Degano e nella Val Pesarina.
Alcuni accostano alla jote la mignestre di brovade friulana, ma quest’ultima ha una composizione del tutto diversa, con la rapa (brovade) al posto dei crauti e il cotechino (musèt) al posto delle costine di maiale affumicate.
Amatriciana
Amatriciana
La preparazione del sugo originale prevede pochi semplicissimi ma necessari passaggi secondo quanto insegnato presso l’Istituto Alberghiero di Amatrice che può essere riconosciuto a buon ragione il “depositario” della ricetta autentica.
Il guanciale, ben pulito e tagliato in listelli dello spessore di circa 1 cm, va fatto soffrigere in olio di oliva in una padella di ferro, e va quindi aggiunto del peperoncino, una volta rosolato va stemperato con del vino bianco, evaporato ques’ultimo si aggiunge il sugo che si porta lentamente alla cottura, si aggiunge quindi sale e pepe macinato. Ogni piatto preparato con procedure differenti da questa è da ritenersi un piatto differente come gusto e sapore dall’amatriciana.
Malloreddus o gnocchetti sardi
Malloreddus o gnocchetti sardi
Nel Sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Logudoro macarones caidos o macarones de punzu, nel Nuorese cravaos.
