Categoria: Ricette tipiche
Ricette tipiche italiane!!!
Comune di Palermo
Territorio
La zona di Palermo era in origine un’ampia pianura tagliata da molti fiumi e torrenti ed ampie zone paludose adesso bonificate, circondata da alte montagne le cui cime sono spesso ricoperte dalla neve durante la stagione invernale.
La pianura di Palermo si affaccia sul Mar Tirreno, ed insieme ai monti alle sue spalle forma la Conca d’Oro. La disposizione del comune si estende lungo la fascia costiera, con poca penetrazione nell’entroterra. I fiumi che esistevano sono scomparsi o scorrono ancora sotto terra.Il territorio palermitano può essere suddiviso in svariati ambiti paesaggistici ognuno dei quali presenta caratteristiche peculiari frutto di uno storico rapporto fra la popolazione e l’ambiente naturale.
* Ambito Sferracavallo – Tommaso Natale: è delimitato dai rilievi del Monte Gallo e di Pizzo Manolfo facente parte del massiccio del Monte Billiemi. Quest’ambito comprende il paesaggio costiero, di prateria e gariga e quello urbano rappresentato dalle borgate di Sferracavallo e Tommaso Natale.
* Ambito Addaura: si estende lungo la costa rocciosa a est del Monte Pellegrino, passando così da un ambiente prettamente montuoso a uno marino. Al suo interno si trovano le grotte dell’Addaura, frequentate sin dalla preistoria.
* Ambito Piana dei Colli: area sub-pianeggiante sede oggi dalla parte settentrionale della città, delimitata dai Monti di Palermo e dai promontori dei monti Gallo e Pellegrino. La piana un tempo era occupata dal sistema delle ville storiche, dai giardini e dagli spazi coltivati a queste pertinenti.
* Ambito Brancaccio-Ciaculli: si tratta della zona sud della città. Una grande area agricola posta fra la costa e i Monti di Palermo che al suo interno contiene quello che rimane del Parco della Favara, antica residenza normanna. Il paesaggio agricolo strutturato si unisce così al sistema costiero, a quello montuoso e al paesaggio fluviale del fiume Oreto con il suo sistema di Mulini.
Orografia
Le conformazioni rocciose che circondano e tagliano in varie parti la città di Palermo sono principalmente di origine calcarea e la loro disposizione sul territorio non ha permesso uno sviluppo regolare della città: in alcuni casi, infatti, le montagne si trovano lungo la linea di costa creando una vera spaccatura fisica tra alcuni quartieri. Il resto dei monti di Palermo, invece, delimita l’estensione della città verso l’entroterra. Tra questi monti si trovano alcune grandi vallate, come la Piana dei Colli nella zona settentrionale della città, la Valle dell’Oreto a sud, e la Conca d’Oro nell’entroterra.
Idrografia
L’idrografia della Piana di Palermo è radicalmente modificata nel corso della storia. Il primo insediamento abitato venne costruito tra due fiumi attualmente non più visibili, il Kemonia ed il Papireto, mentre il fiume Oreto si trovava ben oltre la linea delle mura cittadine. I due fiumi che tagliavano la città adesso non scorrono più in superficie, ma nei sotterranei del centro storico: sono evidenti le loro tracce nella toponomastica e nella conformazione delle vie.
Nell’area attualmente occupata dalla città oltre ai tre fiumi principali erano presenti moltissimi torrenti stagionali, che contribuivano a creare zone paludose o comunque ricche di acqua: è il caso della zona San Lorenzo e dell’area di Mondello. L’unico fiume a scorrere oggi tra le strade cittadine è l’Oreto.
Clima
Secondo la classificazione dei climi di Köppen, il clima di Palermo appartiene al gruppo denominato Csa: clima temperato delle medie latitudini con la stagione estiva asciutta e calda ed inverno fresco e piovoso (clima mediterraneo). Le stagioni intermedie hanno temperature miti e gradevoli. L’estate è arida e calda ma ventilata e torrida (quindi con indici di umidità non elevati) ma è facile sentire lo scirocco, il vento africano che, seppure in rari casi, fa impennare le temperature massime oltre i 42 °C (record storico di 45,5º registrati all’Osservatorio Astronomico di Palermo).
Comune di Messina
Comune di Messina
Comune di Enna
Comune di Enna
Geografia
Comune di Catania
Fondata nel 729 a.C. dai Greci Calcidesi, vanta una storia millenaria caratterizzata da svariate dominazioni i cui resti ne arricchiscono oggi il patrimonio artistico architettonico e culturale. Nel corso della sua storia è stata più volte distrutta da eruzioni vulcaniche (la più imponente, in epoca storica, è quella del 1669) e da terremoti (i più catastrofici ricordati sono stati quelli del 1169 e del 1693). Il barocco del suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’umanità, assieme a sette comuni del Val di Noto (Caltagirone, Militello in Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli), nel 2002.
Catania è una delle poche città in Italia ad offrire paesaggi tanto diversi concentrati in un solo sito. Sorge sulla costa orientale dell’isola, ai piedi del vulcano Etna (il più alto d’Europa) e a metà strada tra le città di Messina e Siracusa. Il suo territorio comprende anche una vasta fetta della piana di Catania e tutto il Calatino. La piana di Catania (‘a Chiana) è una tra le più estese aree coltivate della Sicilia e la sua zona più vicina al mare costituisce l’oasi del Simeto, riserva regionale di circa 2.000 ettari istituita nel 1984. L’Oasi del Simeto prende nome dal fiume Simeto, il più importante dell’isola, che sfocia a sud della città. Catania si affaccia sul mar Ionio con il golfo che prende il suo nome.
Inoltre intorno al vulcano sorge un’altra famosa area naturale protetta, quella del Parco dell’Etna.
Il territorio è prettamente pianeggiante a sud e sud est, e montuoso a nord per la presenza del vulcano Etna. Il nucleo originario della città era situato su un colle che corrisponde all’odierna piazza Dante, dove sorge l’ex-monastero dei benedettini. L’unico altro rilievo importante è la collina Santa Sofia, dove sorge la Cittadella Universitaria, al confine con Gravina, comune del vasto hinterland.
Il verde pubblico è costituito dai parchi situati all’interno della città. Sono sei quelli di una certa grandezza e importanza: il Giardino Bellini, detto ‘a Villa o Villa Bellini, e dedicato a Vincenzo Bellini, il Giardino Pacini, detto Villa ‘ê varagghi (cioè “degli sbadigli”, perché si diceva frequentata soprattutto da pensionati e da sfaccendati in genere), il Parco Gioeni (situato a nord, alla fine della via Etnea), il Parco Falcone e Borsellino (a nord del Corso Italia), il parco I Viceré (nel quartiere Barriera Canalicchio) e il Boschetto della Plaia (nella zona tra l’Aeroporto Vincenzo Bellini e la città). Tra gli altri, per l’importanza storica e per la conservazione della biodiversità si segnala l’Orto botanico di Catania.
La città è attraversata da un fiume sotterraneo, l’Amenano. In passato, poco fuori le mura ad ovest, si poteva trovare il lago di Nicito, al fiume collegato e ormai coperto dalla colata lavica del 1669 (l’omonima via ne ricorda l’ubicazione). Attualmente, l’Amenano si rende visibile all’Acqua a linzolu, fontana in marmo bianco che sorge tra la Pescheria e la piazza del Duomo e nei sotterranei del locale Ostello Agorà. Ma è stato tutto il territorio circostante a mutare profondamente in seguito a calamità naturali come questa: la costa a nord del porto è appunto una scogliera sorta in seguito alle varie colate laviche, in epoca storica nel 1169, 1329 e 1381, anno in cui venne coperta anche parte dell’antico Porto Ulisse; tale tratto di costa è chiamato appunto La Scogliera e comprende la spiaggetta di San Giovanni li Cuti. L’area a sud del Castello Ursino, un tempo a picco sul mare, è invece il prodotto dell’enorme colata del 1669 che accerchiatolo si spinse per qualche chilometro verso il mare. La costa a sud del porto venne profondamente modificata formando il litorale attuale (la Plaia) che è, invece, sabbioso.
Comune di Caltanissetta
Comune di CaltanissettaComune di Agrigento
Comune di AgrigentoComune di Sassari
Comune di Sassari
Mura di Sassari, nel XIII secolo cingevano la città, intervallate da 36 torri di cui ne rimangono solo 6, tra le quali l’unica torre tonda detta anche Turondola accessibile da piazza Università. Le mura sono visibili lungo il perimetro della città medioevale, ed in particolare in Corso Vico, Corso della SS. Trinità e in via Torre Tonda.
Castello di Sassari, 1330. Costruito dagli Aragonesi, fu demolito nel 1877 e nell’area, dove esso sorgeva, fu costruita la Caserma La Marmora, sede della Brigata Sassari e ricavata l’omonima piazza.
Da alcuni anni sono in corso, nella piazza, degli scavi archeologichi fra le fondazioni dell’antica struttura.
Frumentaria , antico deposito pubblico del grano (XVI-XVII secolo)
Ponte Rosello, 1934
Teatro Civico, 1825-1829
Padiglione dell’Artigianato, Giardini pubblici, expo dell’ISOLA, 1956
Comune di Oristano
Comune di Oristano
Torrione di Portixedda
Statua di Eleonora d’Arborea
Monumento ai Caduti in Piazza Mariano IV
Nel 1733 la Cattedrale gotica del XIII secolo fu abbattuta per far posto ad una barocca. Alla ricostruzione del XVII secolo appartiene la Cappella dell’Archivietto. Al suo interno sono custodite le reliquie di Sant’Archelao.
Chiesa di San Francesco, in stile neoclassico, l’attuale chiesa è opera dell’ingegnere cagliaritano Cima nel 1835
Chiesa di Santa Chiara (consacrata nel 1428). È un edificio in stile Franco-Gotico con una singola navata e un’abside quadrata
Chiesa e chiostro del Carmine. Opera dell’architetto Viana, fu costruita su commissione del Marchese d’Arcais in uno stile Barocco-Rococò. Si tratta di uno dei migliori esempi di Barocco e Rococò oristanesi
Basilica del Rimedio, si trova nella frazione di Donigala F., è meta di pellegrinaggio durante i giorni di N.S. del Rimedio l’8 settembre
Chiesa di San Martino
San Sebastiano. Conosciuta anche come San Sebastiano fuori le mura, era l’unica chiesa medievale, con S.Martino, che si trovava fuori dal circuito murario della città, era frequentata soprattutto da pellegrini e contadini.
San Giovanni dei fiori, inizialmente chiamata San Giovanni di fuori, era una delle chiesette campestre della città medievale
Sant’Efisio. Chiesa barocca risalente al XVIII secolo, si trova nel quartiere di Su Brugu
Santa Lucia. Chiesa attualmente in stile neoclassico, si trova nel centro storico poco distante dalla chiesa di santa Chiara
Oratorio delle Anime, risalente alla prima metà del XIII secolo, si trova nella frazione di Massama
Comune di Olbia-Tempio
Comune di Olbia-Tempio
Conta complessivamente 26 comuni con una popolazione di 156.604 abitanti (il 9,36% della popolazione sarda) e si estende per 3.397 km² (il 14,1% del territorio sardo).

Comune di Ragusa