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Musei da visitare

Musei Vaticani Roma

foto di Aaron LoganI Musei Vaticani si trovano in viale Vaticano a Roma, all’interno della Città del Vaticano, e sono una delle raccolte d’arte tra le più grandi del mondo, dal momento che espongono l’enorme collezione di opere d’arte accumulata nei secoli dai Papi.

Il museo è stato fondato da papa Giulio II nel XVI secolo. La Cappella Sistina e gli appartamenti papali affrescati da Raffaello fanno parte delle opere che i visitatori dei musei possono ammirare nel loro percorso.

I Musei Vaticani, che occupano gran parte del vasto Cortile del Belvedere, sono stati visitati nel 2008 da 4.441.734 persone, confermandosi come il più visitato museo “italiano”, se pur va ricordato che non è propriamente tale trovandosi in territorio non appartentente alla Repubblica Italiana (in questo senso il museo d’arte italiano più visitato è la Galleria degli Uffizi di Firenze)

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Museo nazionale di Palazzo Venezia Roma

Il Museo nazionale di Palazzo Venezia è un museo di Roma, alloggiato nell’omonimo palazzo. L’entrata è in via del Plebiscito.

Il Museo conserva dipinti di artisti quali Carlo Maratta, Gian Lorenzo Bernini, Guido Reni, Pisanello, Benozzo Gozzoli, Beato Angelico, Giorgione, Giotto, sculture, terracotte, argenterie, stoffe, sigilli, medaglie, vetri, arazzi, smalti.

Ospita mostre.

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Galleria Museo Borghese Roma

foto di Adriano
 

La Galleria Borghese si trova in Piazzale Scipione Borghese 5, all’interno della Villa Borghese Pinciana a Roma in Italia. Il museo espone opere di Gian Lorenzo Bernini, Agnolo Bronzino, Antonio Canova, Caravaggio, Raffaello, Pieter Paul Rubens, Tiziano. Si può considerare unica al mondo per quel che riguarda il numero e l’importanza delle sculture del Bernini e delle tele del Caravaggio.
 

Fu costituita nel 1902 a seguito dell’acquisizione da parte dello Stato italiano delle raccolte facenti parte del Fidecommisso Borghese. Primo direttore della Galleria Borghese fu Giovanni Piancastelli (1845-1926) a cui succedette nel 1906 Giulio Cantalamessa, già direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Nel 2008 è stata visitata da 486.885 persone.

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Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi Siracusa

altIl Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa  è uno dei principali musei archeologici d’Europa    .

Storia

Nel 1780  il vescovo Alagona inaugurò il Museo del Seminario divenuto, nel 1808, Museo Civico presso l’Arcivescovado. Successivamente un decreto regio del 17 giugno 1878  sancì la nascita del Museo Archeologico Nazionale di Siracusa, inaugurato solo nel 1886 nella sua sede storica di piazza Duomo.

Dal 1895 al 1934 Paolo Orsi diresse il Museo, ma la successiva crescita dei reperti rese necessaria l’esigenza di un nuovo spazio presso l’attuale sede nel giardino di villa Landolina. Il nuovo spazio museale, affidato all’architetto F. Minissi, fu inaugurato nel gennaio del 1988 presso la Villa Landolina su due piani espositivi di 9.000 m2, di cui inizialmente solo uno dei piani fu aperto al pubblico, ed un seminterrato di 3.000 m2, dove è situato un auditorium. Nel 2006 è stato inaugurato l’ampliamento espositivo anche al piano superiore, dedicato al periodo classico e romano, restano tuttavia ancora da allestire i rimanenti spazi espositivi.

Il museo comprende reperti risalenti dai periodi della preistoria fino a quelli greco e romano provenienti da scavi della città e da altri siti della Sicilia.

Il piano terreno è diviso in 3 settori (A-B-C), mentre il corpo centrale (Area 1) è dedicato alla storia del Museo e vi sono presentati brevemente i materiali esposti nei singoli settori.

Settore A

Il settore A, dedicato alla preistoria (Paleolitico superiore-Età del ferro), con un’esposizione di rocce e fossili che testimoniano le varie forme di animale nel Quaternario. Essa è preceduta da una sezione in cui vengono mostrate le caratteristiche geologiche del Mediterraneo e della zona Iblea.

Settore B

Nel settore B, dedicato alle colonie greche della Sicilia del periodo ionico e dorico, è possibile identificare l’ubicazione delle colonie greche in Sicilia e le rispettive città di provenienza. Sono inoltre esposte: una statua marmorea di Kouros acefala proveniente da Leontinoi (Lentini) datata agli inizi del V secolo a.C. I reperti della colonia dorica di Megara Hyblaea, statuette votive di Demetra e Kore e una Gorgone, una testa di Augusto proveniente da Centuripe. Inoltre è esposta anche la Venere Anadiomene detta anche Venere Landolina dall’archeologo che la scoprì a Siracusa nel 1804, definita stupenda “per l’eccellenza del modellato, lo squisito trattamento del nudo, di incredibile vivezza e morbidità”[senza fonte] dal Bernabò Brea.

Settore C

Nel settore C sono esposti reperti delle sub-colonie di Siracusa: Akrai (664 a.C.), Kasmenai (644 a.C.), Camarina (598 a.C.), Eloro. Nonché reperti provenienti da altri centri della Sicilia orientale e da Gela ed Agrigento.

Settore D

Il settore D, posto al primo piano, è stato inaugurato nel 2006 e contiene i reperti di epoca ellenistico-romana. Al suo interno sono contenuti alcuni tra i reperti più celebri del museo: la Venere Landolina ed il Sarcofago di Adelfia, oltre ad una selezione di monete provenienti dal gabinetto numismatico di piazza Duomo.

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Museo Capitolare, Perugia


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Il Museo dell’Opera del Duomo, meglio conosciuto come Museo Capitolare di San Lorenzo, è un museo di Perugia, attiguo alla Cattedrale di San Lorenzo.

Il museo fu voluto dai Capitolo della Cattedrale (da qui il nome di “Capitolare”) e ospitato in uno delle sue sedi. Venne aperto nel 1923, nelle sole prime sale. Negli anni ’80 il museo fu chiuso per lavori di scavo in cui vennero scoperti alcuni locali sotterranei. Riaperto nel 2000, oggi vi si possono ammirare numerose opere d’arte, tra cui primeggia la Pala di Sant’Onofrio di Luca Signorelli.

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Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, Perugia


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l Museo archeologico nazionale dell’Umbria è un museo archeologico  con sede a Perugia in piazza Giordano Bruno.

Dal 1948 è situato nel complesso dell’ex convento di San Domenico. È articolato in due grandi sezioni principali dedicate alla preistoria e al periodo etrusco-romano. Nel 1960, dopo la donazione da parte del Comune di Perugia, lo Stato italiano è subentrato nella gestione del Museo. Nel 1964 vi è stata istituita la Soprintendenza alle antichità, (oggi “Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria”).

Molti dei reperti esposti provengono da scavi condotti nell’Ottocento: tra questi di notevole interesso sono il “sarcofago dallo Sperandio”, il “cippo di Perugia” e i “bronzi arcaici di Castel San Mariano”. Di notevole interesse storico-archeologico è inoltre la ricostruzione in loco della tomba dei Cai-Cutu (III – I secolo a.C.), comprensiva dei relativi corredi funerari.

Molti reperti preistorici provengono dallacquisto di una collezione privata, ma anche da campagne di scavo che, fin dai primi anni del Novecento, hanno ampliato la consistenza del museo.

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Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia


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Georges JansooneLa Galleria Nazionale dell’Umbria è un museo italiano. Conserva la maggiore raccolta di opere dell’arte umbra ed alcune tra le più significative opere dell’arte dell’Italia centrale, dal XIII al XIX secolo.

Le sue origini si intersecano con la nascita dell’Accademia del disegno, che intorno alla seconda metà del XVI secolo aveva sede nel Convento degli Olivetani a Montemorcino, nella quale vennero raccolti una prima parte di disegni e dipinti.
A causa della soppressione degli ordini religiosi imposta dapprima dall’Impero napoleonico e poi dal Regno d’Italia, tra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX, il materiale raccolto aumentò notevolmente in quanto le opere artistiche di maggior pregio passarono in proprietà allo Stato, andando così ad integrare (quando non furono disperse tra i musei di tutto il mondo) la raccolta dell’Accademia.

Nel 1863 fu istituita una pinacoteca civica intitolata a Pietro Vannucci, ma il problema a quel punto era quello di trovare una sede adeguata per tutto il materiale raccolto.
Nel 1878 la pinacoteca lasciò la vecchia sede dell’Accademia e fu trasferita al terzo piano del palazzo dei Priori.
Ampliata con acquisti e donazioni, nel 1918 assunse la denominazione di Regia Galleria Vannucci. Nel corso degli anni sono stati ricavati nuovi spazi espositivi, concessi in uso dal Comune e l’esposizione museale odierna è organizzata in sequenza cronologica e articolata per scuole.

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