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Castel di Nocco

Castel di Nocco Buti Come arrivareDa Buti prendere la strada che conduce a Vicopisano. Nessun cartello indica la frazione Castel di Nocco. È comunque il primo agglomerato di case che si incontra e dista meno di un km da Buti. Descrizione Castel di Nocco è un piccolo nucleo abitato che conserva ancora le caratteristiche dell’antico borgo castellano e che anticamente aveva il compito di controllare la strada che collegava Buti a Vicopisano. Il castello prese il nome da un certo Nocco Bonfigli e si distinse nella difesa di Buti nel 1312. La solida consistenza dell’antico castelletto a planimetria longitudinale è oggi testimoniata solo da robusti terrapieni in pietra su cui dovevano erigersi le mura di cinta. Castel di Nocco faceva parte di un allineamento di nuclei difensivi del territorio butese, sovrastato a levante dal Castello di Sant’Agata situato sul Monte d’Oro e a ponente, dalla rocca posta sulle pendici del Monte Roccali, di cui oggi sono visibili ammassi di pietre squadrate con cui era costruita.

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Le Mura e le Torri

Le Mura e le Torri Bientina Ubicazionetorre La Mora e torre del Paracintolo: piazza Vittorio Emanuele II torre del Giglio: via XX Settembre Nota: le torri sono visibili solo dalla strada e sono di proprietà privata. Descrizione Le mura di Bientina dovevano presentarsi con grande imponenza per la loro elevazione e per la notevole capacità difensiva in virtù dell’ampio fossato che le circondava. Quattro erano le strade di accesso al borgo fortificato, all’incirca corrispondenti ai quattro punti cardinali. La torre ad occidente, sull’angolo della piazza oggi intitolata a Vittorio Emanuele II, era detta torre del Paracintolo; le mura, in linea retta verso sud-est erano poi delimitate dalla torre detta La Mora, e proseguivano, dopo aver superato la rottura in corrispondenza delle vie del borgo (operata al fine di far circolare più aria durante l’epidemia del 1820), lungo il tratto sud-orientale verso la torre pentagonale detta del Giglio. Sotto questa torre era ubicato un grande pozzo, molto profondo. Le mura volgevano poi disegnando un angolo retto per fare capo ad un’altra torre, oggi riconosciuta come l’antico mastio della rocca. Da qui le mura ritornavano, verso ovest, alla torre del Paracintolo, chiudendo l’intera cerchia; è tuttavia assai probabile che esistessero altre torri a delimitazione di cortine intermedie.

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Il Mastio

Il Mastio Piazzetta dell’Angelo, 14 Bientina Tel 0587-758411 Nota: nella Torre si svolgono mostre ed esposizioni artistiche in ogni periodo dell’anno, organizzate dal Comune di Bientina. Descrizione È la torre posta sul lato nord-est del territorio che era in passato delimitato dalle mura, in antico detta Rocca grande o Belvedere, poi torre del Frantoio. Nei pressi della sua struttura trecentesca, a base pentagonale, è ancora presente un arco basso ed ottuso: l’antica porta di Bientina. Questa torre era sicuramente il cassero o mastio della città, unito tramite una lingua di mura alla rocca. Sino alla metà del XIX secolo aveva un orologio privo di quadrante che suonava le ore alla francese, ossia distinguendo il conteggio tra il periodo antimeridiano e postmeridiano. È stata interamente ristrutturata e restituita all’uso pubblico ad opera dell’Amministrazione comunale nel 1997. Si sviluppa su tre piani più una terrazza esterna dalla quale è possibile osservare il panorama di tutta la cittadina. Al suo interno sono stati allestiti tre spaziosi locali: al piano terra un’ampia sala per riunioni e convegni, al primo piano è stata collocata la Biblioteca comunale che comprende più di 3.000 volumi. Annesso alla biblioteca è stato collocato l’Archivio Storico del Comune, che va dal 1402 al 1866.

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Villa Belvedere

Villa Belvedere Crespina Tel 050-637411 Nota: la villa è visitabile previa autorizzazione del Comune di Crespina. Descrizione La località ove sorge l’omonima villa prende nome dalla posizione privilegiata, che regala una panoramica su una delle più belle zone delle Colline Pisane. Costruita su una preesistente residenza signorile del secolo XV di proprietà dei Del Carretto, la Villa Belvedere venne profondamente trasformata a partire dal 1771 per volontà del barone Del Testa, il quale volle costruire una villa di campagna per la caccia e l’amministrazione della fattoria. Fra le ville del territorio crespinese è una delle più mirabili per la purezza dello stile architettonico e per gli elementi decorativi che la abbelliscono.

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Villa Ciuti

Villa Ciuti Crespina Nota: attualmente tutto il complesso appartiene alla famiglia Ciuti ed è stato di recente restaurato. Descrizione Già Villa Montelisi, si trova presso la piazza di Crespina, e risale al secolo XVI. Fu proprietà della famiglia fiorentina dei Puntolmi che la utilizzarono come residenza di caccia. Il corpo originale dell’edificio si sviluppa su due livelli: la facciata e l’interno ripropongono i caratteri tipici dell’architettura minore fiorentina del secolo XVI. Di fianco alla villa fu costruito nel 1741 l’oratorio dalle semplici forme classiche, attribuito a F.Melani. Da notare lo sviluppo dei successivi edifici annessi, come la villetta o il giardino di gusto ottocentesco.

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Villa Corsini Valdisonzi

Villa Corsini Valdisonzi Crespina Nota: di proprietà privata, la villa non è visitabile. Descrizione La Villa Valdisonsi costruita nel secolo XVI dalla famiglia Berzighelli fu ampliata verso la fine del Settecento da Domenico Scotto ed ulteriormente abbellita. Nel corso del secolo XIX fu dotata di un bel parco romantico di oltre 7 ettari per volontà di Luisa Scotto, principessa Corsini. Alla fine del secolo fu di nuovo ampliata da Alessandro Gherardesca e Pietro Bellini. A differenza delle altre ville crespinesi questa si trova isolata, nascosta alla vista eccetto il campanile dell’oratorio. La villa presenta due diverse facciate con una originale planimetria a forma di elle: quella principale e più antica guarda le colline, quella laterale più moderna guarda il giardino. La prima facciata si sviluppa su tre livelli, presenta una scala a doppia rampa e una meridiana. La seconda facciata in stile neoclassico è articolata su due livelli. L’interno è molto ben tenuto, offre grandi ambienti dei secoli XVII e XVIII con arredamento d’epoca, oltre alla camera del granduca. Nel grande parco si trovano costruzioni in stile eclettico, come la cappella, la limonaia e la fattoria. Nel giardino sono disposti un obelisco in stile egizio, colonne e finte rovine, ed una serra affrescata con prospettiva trompe l’oleil. In questa villa, nel 1842, il professore Matteucci fece il primo esperimento di trasmissione telegrafica in Toscana.

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Villa Il Casermone

Villa Il Casermone Crespina Nota: di proprietà privata. Descrizione Appartiene alle ville storiche di Crespina, costruite sulla sommità dei poggi in posizione strategica rispetto al borgo. La villa fu costruita alla fine del secolo XVI ed ingrandita nel 1717 dal capitano Poletti, sui colli di Crespina in località Il Pettinaccio. L’edificio è composto da un corpo centrale e da due torri che si stagliano sul territorio circostante. La facciata simmetrica è articolata su tre livelli: il piano nobile è caratterizzato da finestre con cornici in pietra manieriste, mentre l’ultimo piano da aperture di forma ovale con semplici cornici in pietra. La facciata presenta la disposizione portale-balcone-porta-finestra. L’edificio versa attualmente in condizioni di degrado; l’interno è stato diviso in numerosi appartamenti, mentre si è perso l’antico assetto del giardino in quanto la proprietà è stata troppo frammentata.

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Villa Il Poggio

Villa Il Poggio Crespina Tel 050-634736 Nota: attualmente appartiene al critico d’arte Pepi, che vi organizza mostre di livello internazionale. Per ulteriori informazioni telefonare al Comune di Crespina. Descrizione Già Villa Della Longa (con stemma della famiglia in facciata), fu in seguito Lanfranchi, Del Guerra, Leoni e Manetti. La villa fu edificata sul finire del secolo XV dai Lanfranchi, nobile famiglia pisana; nel corso dei secoli XVIII e XIX, periodo durante il quale le numerose residenze presenti sul territorio crespinese, nate come casini di caccia, furono trasformate in ville sontuose e grandi aziende agricole, fu soggetta a diversi ampliamenti e ristrutturazioni. La solida costruzione sorge su una panoramica collina. La facciata anteriore si articola su tre livelli, mentre quella posteriore su due livelli e presenta una doppia scala in pietra. Le finestre della facciata del piano nobile sono caratterizzate da cornici in pietra con frontoni triangolari ad arco ribassato, di chiara impronta neoclassica, verosimilmente apposti agli inizi del secolo XX. L’entrata laterale è caratterizzata da una scenografica doppia rampa in mattoni che conduce ad una elaborata cancellata d’ingresso. L’interno del piano nobile è occupato da un ampio salone con decorazioni neoclassiche. Al primo piano si trova la saletta detta di Michelangelo. Il viale alberato che conduce alla villa risale alla metà del Novecento.

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Villa Martinelli

Villa Martinelli Cenaia -Crespina Nota: la villa è proprietà della famiglia Martinelli. La villa è il risultato di una casa torre del secolo XIV a cui venne incorporato un oratorio. Sulla porta spicca un’epigrafe in marmo, mentre la torre conserva tre antiche campane.

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Villa Ott

Villa Ott Tripalle -Crespina Nota: attualmente la villa è proprietà della famiglia Pappalardo Descrizione Ex Villa Filicheto, fu costruita dall’architetto Silvestro Donati nel secolo XVIII per la nobile famiglia pisana dei Mecherini. La villa presenta un edificio dalla forma irregolare che si affaccia sui colli intorno. La facciata principale guarda il paese di Tripalle ed un tempo aveva pregevoli decorazioni a pittura. Si articola su tre livelli e ha due entrate simmetriche (di cui una finta) posizionate ai lati mentre al centro spicca lo stemma gentilizio. L’interno presenta un grande ingresso con ballatoio. Il salone al piano nobile aveva una loggia, oggi chiusa, che si affacciava sul giardino retrostante. La villa è stata restaurata dai danni sofferti durante l’ultima guerra, quando gli affreschi del Tempesti e del Gabbrielli andarono perduti. Il complesso presenta inoltre l’oratorio di San Isidoro e della Madonna del Cuore, ricostruito nel 1768 sui resti di un’antica chiesa. Davanti alla cappella sorge la fattoria con torretta in stile neo-medievale del 1881. Il parco è composto da prati irregolari e alberi di alto fusto, secondo le tendenze all’inglese. Nella parte interna è allestito un giardino all’italiana.