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Liguria

Comune di La Spezia

Comune di La Spezia

 
La Spezia (Spèza in dialetto spezzino, pronunciato [Èsp[za]) è un comune della Liguria e il capoluogo dell’omonima provincia. Con i suoi 95 641 abitanti è il secondo comune più popoloso della regione (la sua area urbana conta 136 000 abitanti), preceduto solo dal capoluogo Genova.
La città si trova all’estremo levante della regione Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, al centro di un profondo golfo naturale al quale dà il nome. Tale golfo, conosciuto anche con l’appellativo di Golfo dei Poeti, è cinto da una catena di colline, la cui cima più imponente è il monte Verrugoli, 749 m s.l.m., asperità che è situata alla periferia occidentale del centro abitato.
Il territorio comunale spezzino fa parte dell’Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Magra ed una piccola porzione del territorio comunale, rappresentata dal piccolo borgo di Tramonti e dalla circostante collina, fa parte del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
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Liguria

Comune di Imperia

Comune di Imperia

 
Imperia è un comune della Liguria di 42.319 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia. Pur essendo superata per popolazione comunale da Sanremo, Imperia è la quarta realtà urbana ligure dopo Genova, La Spezia e Savona, con un agglomerato urbano di oltre 71.000 abitanti, che incorpora in se la costa sino agli Aregai, il Golfo Dianese, e la media valle Impero.
     
Situato sulla Riviera dei Fiori, fu formato nel 1923, per volere di Mussolini, dall’unione di undici comuni limitrofi, i due più grandi dei quali erano Oneglia e Porto Maurizio. La città è nota per il forte e storico insediamento di aziende e industrie alimentari (soprattutto olearie, ma anche di pasta) ma si è nel tempo riconvertita ad una economia principalmente basata sui servizi (essendo capoluogo della provincia omonima) e cerca di creare lavoro con il turismo (grazie al mare ed al clima particolarmente mite, anche durante l’inverno).
Il dialetto di Imperia è prevalentemente la lingua ligure, con lievi ma sensibili varianti di terminologia e pronuncia fra i rioni di Porto Maurizio (più simile all’intemelio) e di Oneglia, dove la secolare dominazione piemontese ha lasciato traccia anche nella cadenza e nel lessico.
A partire dagli anni sessanta, con il diffondersi dell’immigrazione interna (principalmente dal Sud Italia), l’uso del dialetto si è prima “annacquato” con molti termini italiani, poi si è fortemente ridotto, restando confinato, in città, fra la popolazione più anziana. Rimane invece ancora usato nelle piccole frazioni, dove le tradizioni del passato rimangono maggiormente vive.
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Liguria

Comune di Genova

altComune di Genova
 
La Provincia di Genova (Provinsa de Zena in lingua ligure) è una provincia della Liguria di 884.635 abitanti, con capoluogo a Genova. Confina a ovest con la Provincia di Savona, a nord con il Piemonte  (Provincia di Alessandria), e con l’Emilia-Romagna (Provincia di Piacenza e Provincia di Parma), a est con la Provincia della Spezia, e a sud con il Mar Ligure.

L’istituzione della provincia

La Provincia di Genova venne istituita dal Decreto Rattazzi del 1859; divenne operativa dal 1º marzo 1860 con la nomina a presidente provinciale dell’avvocato Antonio Caveri.

La provincia era suddivisa in 5 circondari, da ovest ad est Albenga, Savona, Genova, Chiavari e Levante. Più o meno la suddivisione del territorio corrispondeva a quella della Repubblica di Genova, decaduta dopo l’inglobamento dapprima in territorio francese e nel Regno di Sardegna poi.

Il 27 aprile 1875 il re Vittorio Emanuele II, mediante decreto reale, ufficializzò il nuovo stemma provinciale. Lo stemma venne nuovamente modificato, nel 1933, con l’avvento del Fascismo aggiungendo a destra il fascio littorio, simbolo del neo stato fascista.

I confini territoriali

Nei nuovi confini provinciali rientrarono molti comuni che oggi fanno parte di altre province confinanti. Ad ovest Laigueglia e Andora rappresentavano il confine con la provincia di Porto Maurizio (oggi entrambi nella provincia di Savona), ad est Castelnuovo Magra, Sarzana e Santo Stefano di Magra confinavano con la provincia di Massa-Carrara, annessi poi nella provincia della Spezia. Molti comuni persero però ogni legame politico con la provincia genovese (Bosio, Carrosio, Fraconalto, Gavi Ligure, Novi Ligure, Rocchetta Ligure, Vignole Borbera, Voltaggio e tutto l’Oltregiogo e la val Borbera che formerà la provincia di Novi) a causa dell’istituzione della provincia di Alessandria per decreto legge del ministro Urbano Rattazzi (Decreto Rattazzi). Ciò causò un’aspra polemica tra le due amministrazioni provinciali, registrando anche tra gli abitanti dei comuni neo alessandrini malumori e scontenti. Secondo la provincia di Genova il passaggio di amministrazione fu una scelta sbagliata a causa dei legami ed eventi storici che hanno sempre legato i comuni confinanti dapprima con la Repubblica di Genova (Circondario di Novi) e con il capoluogo genovese poi.

Addirittura la stessa Deputazione di Alessandria nel 1909, sollecitata dal Mandamento di Gavi Ligure, espresse il suo parere favorevole alla ricongiunzione dei comuni nell’amministrazione provinciale genovese, ma una riunione provinciale smorzò la richiesta di Gavi Ligure e del suo circondario. Un decreto legge datato 8 luglio 1923 stabilì il passaggio dalla provincia di Pavia dei comuni di Rondanina, Fascia, Gorreto, Rovegno e Fontanigorda nella giurisdizione genovese. L’episodio alimentò la speranza dei comuni alessandrini di una rapida annessione alla provincia genovese. Su iniziativa dei deputati di Genova venne presentata al Parlamento una proposta di legge con oggetto la riannessione dei comuni perduti nella provincia di Alessandria. La legge venne giudicata favorevole dalle Camere, con larga maggioranza a votazione palese, ma giunti alle fasi finali della reale approvazione il segretario del Partito Fascista di Alessandria con il presidente provinciale e i podestà telegrafarono al segretario fascista della sezione di Roma per risolvere la questione in qualsiasi modo. La richiesta venne ben presto esaudita e, con mezzi poco democratici, le urne per la votazione della pratica sparirono dall’aula impedendone di fatto la votazione. I comuni alessandrini non presentarono in seguito altre obiezioni, scegliendo di restare sotto giurisdizione piemontese.

Ulteriori cambiamenti e passaggi di amministrazioni provinciali si ebbero sia nel levante ligure che nell’estremo ponente genovese. Il regio decreto del 2 settembre 1923 stabilì la cessione di 30 comuni del Mandamento di Chiavari nella nuova provincia della Spezia, mentre il 15 novembre dello stesso anno il comune di Capraia rientrò nei nuovi confini della provincia di Livorno.

Nel ponente ligure il regio decreto del 2 gennaio 1927 decretò il passaggio degli 87 comuni dei circondari di Savona e Albenga nella neo costituita provincia di Savona. Nello stesso decreto si stabilì il passaggio di Cogoleto in quella genovese che risultò così, alla fine del 1927, dai nuovi ordinamenti, con una superficie di 1.787 km² ed una popolazione di 762.323 residenti in 85 comuni.

Nel 1928 l’unione territoriale dei comuni di Bogliasco con Pieve Ligure (ad oggi due comuni distinti), Sori con Canepa e il passaggio dei 19 comuni genovesi nella Grande Genova modificò ulteriormente l’ordinamento comunale della provincia in 64 comuni. Le ultime modifiche risalgono al 1932 (passaggio di Urbe in Provincia di Savona) e al 1946 (istituzione del comune di Pieve Ligure), lasciando i confini geografici – ad ovest da Cogoleto e ad est da Moneglia – definitivamente tracciati.

Genova è entrata a far parte ufficialmente dell’elenco delle città che diventeranno città metropolitana. L’Area Metropolitana di Genova, anche se non ancora costituita, è comunque storicamente rappresentata dal territorio che da Sestri Levante conduce fino a Savona e Vado Ligure. Le spinte autonomistiche di chi, nei decenni scorsi, si faceva promotore dell’istituzione della Provincia di Chiavari si sono ultimamente spente e, preso atto dei fortissimi legami storici, culturali ed economici del Tigullio con il Genovesato, logica comune di oggi vuole questo territorio entrare ufficialmente a far parte dell’Area Metropolitana di Genova, cercando eventualmente forme di governo unitarie che garantiscano comunque un certo livello di autonomia dei comuni rivieraschi.

Geografia

La geografia della Liguria è divisa in tre fasce: il mare, la zona collinare e la montagna. Anche la provincia genovese è divisa in queste categorie territoriali, regalando talvolta panorami come scogliere a picco sul mare o piccoli paesini arroccati sui monti. Basti pensare a Genova, grande città marinara stretta e spinta dai monti circostanti. Nella provincia sono presenti otto comunità montane, quattro parchi regionali e un’area marina protetta (Riserva marina di Portofino).

Le zone geografiche che più richiamano turisti, oltre a Genova e il suo comprensorio, sono il Golfo Paradiso e il Tigullio. Ultimamente anche l’entroterra è diventato protagonista nel panorama turistico, grazie ad un’accurata pubblicità in ambito nazionale, e tanti sono i turisti italiani e stranieri che scelgono piccoli paesini montani per trascorrere le loro vacanze in Liguria.

È la morfologia del territorio, l’altitudine dei rilievi ed ovviamente la presenza del mare a rendere forse la provincia di Genova unica tra quelle italiane perché, nel raggio di pochi chilometri, convivono paesaggi, paesi, flora e fauna di moltissime specie diverse. Basti pensare che non è inusuale sul litorale trovare arbusti come mirto, corbezzolo e piantagioni di arance, limoni, fico d’india e specie faunistiche come i gechi, elementi tipici dell’Italia meridionale e, a distanza di non più di una decina di chilometri nell’entroterra, vedere questo scenario completamente stravolto, presentando boschi di abeti, tassi e pini d’alta montagna, popolato da daini, cervi, cerbiatti, rapaci e roditori che sono comuni in regioni alpine come la Valle d’Aosta o il Trentino-Alto Adige.

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Lazio

Comune di Viterbo

Comune di Viterbo

Viterbo è una città del Lazio settentrionale di 63.005 abitanti (febbraio 2010), situata sulle prime pendici dei Monti Cimini e distesa a ovest verso la pianura maremmana. Capoluogo dell’omonima provincia, istituita nel 1927 e conosciuta come Tuscia, la città ha un vasto centro storico di origine medioevale cinto da mura, circondato da quartieri moderni, tranne che a sud-ovest, dove si estendono zone archeologiche e termali (necropoli di Castel d’Asso, sorgente del ullicame).
Viterbo è nota come la “Città dei Papi”: nel XIII secolo fu infatti sede pontificia e per circa 28 anni il Palazzo dei Papi di Viterbo ospitò o vi furono eletti vari Papi. Fu Papa Alessandro IV che decise nel 1257 il trasferimento della Curia Romana a Viterbo a causa del clima ostile presente a Roma fino a quando Papa Martino IV (eletto il 22 febbraio 1281) allontanò definitivamente la corte papale da Viterbo, trasferendola ad Orvieto. È famosa per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, tradizionale e spettacolare manifestazione che si svolge ogni anno il 3 settembre in onore della Santa patrona, quando una struttura alta 30 metri e dal peso di 55 quintali, viene portata a spalla da cento uomini, i facchini, per le vie abbuiate della città. A Viterbo hanno sede l’Università della Tuscia, istituita il 18 aprile 1979, il comando nazionale dell’Aviazione dell’Esercito, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito e la Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare.
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Lazio

Comune di Roma

Geografia

La Provincia di Roma con i suoi oltre 5.000 km², copre quasi un terzo del territorio del Lazio. Geograficamente occupa tutta la zona pianeggiante dell’Agro Romano e della Valle del Tevere e dell’Aniene fino ai monti Sabini e Lucretili, a cui si aggiungono le zone montuose dei Monti della Tolfa e dei Monti Sabatini a nord-ovest, la zona dei monti Tiburtini, Prenestini e Simbruini a est, la zona dei Colli Albani e delle propaggini settentrionali dei monti Lepini e l’alta valle del Sacco a sud-est. Il limite ovest della provincia è rappresentato dal Mar Tirreno su cui si sviluppa per circa 130 km il Litorale Romano da Civitavecchia a Torre Astura. Nel territorio si trovano diversi laghi, quasi tutti di origine vulcanica, che si concentrano nella zona nord-ovest dei monti Sabatini ed in quella sud-est dei Colli Albani.

Fiumi

Il principale fiume della Provincia di Roma è il Tevere di cui appartengono alla provincia i bacini idrografici del medio e basso percorso, da Ponzano Romano alla foce.

Il secondo fiume per importanza è l’Aniene, che confluisce nel Tevere presso Roma e il cui corso, si sviluppa quasi interamente nel territorio della provincia di Roma.

Altri fiumi minori i cui bacini sono in tutto o in parte all’interno della provincia di Roma sono:

    * Mignone, segna in parte il confine con la provincia di Viterbo;
    * Arrone, emissario del lago di Bracciano, scorre interamente nella provincia;
    * Farfa, affluente del Tevere, scorre in parte nella provincia;
    * Incastro, emissario del lago di Nemi, sfocia nel Tirreno presso Ardea;
    * Sacco, affluente del Liri;
    * Loricina, sfocia nel Tirreno presso Nettuno;
    * Astura, sfocia nel Tirreno preso l’omonima torre, segna il confine sul litorale con la provincia di Latina.

Laghi

Nella provincia di Roma si trovano tre dei quattro principali laghi del Lazio e precisamente:

    * lago di Bracciano, nella parte a nord-ovest del distretto vulcanico sabatino;
    * lago di Albano e lago di Nemi, nella zona a sud-est del Vulcano Laziale;

Laghi minori sono:

    * Lago di Giulianello;
    * Lagustelli;
    * Lago di Martignano.

Orografia

L’orografia della Provincia di Roma è composta da 3 sistemi montuosi principali:

* il gruppo antiappennico dei Monti della Tolfa e dei Monti Sabatini, a nord-ovest, al confine con la provincia di Viterbo;
* il Subappennino laziale con i Monti Lucretili, i Tiburtini, Prenestini e Simbruini a est, a confine con la Provincia Di Rieti e con la Provincia Di L’Aquila;
* i Colli Albani e la parte settentrionale dei monti Lepini a sud-est, a confine con le province di Latina e Frosinone.

La cima più alta della provincia si trova sui monti Sibruini con il Monte Autore (m. 1.855), altre cime importanti si trovano sui Monti Lucretili con il Monte Pellecchia (m. 1.368) ed il Monte Gennaro (m. 1.271).

Oltre ai suddetti gruppi montuosi sono da menzionare il Monte Soratte ed i Monti Cornicolani, che costituiscono la cosiddetta Dorsale Tiberina, una dorsale carbonatica risalente al periodo meso-cenozoico.
Clima [modifica]

Il clima varia molto da zona a zona in funzione delle caratteristiche morfologiche del territorio. Abbiamo quindi:

* clima mediterraneo nella fascia costiera a ovest,
* clima continentale attenuato nelle zone interne a est.

Le temperature quindi diminuiscono da ovest verso est, mentre aumentano i valori di piovosità, che passano da circa 700 mm/anno nella zona litoranea, a circa 1500 mm/anno nella zona di monti Sabini e Simbruini.

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Lazio

Comune di Rieti

altComune di Rieti

Rieti è una città italiana di 47.881 abitanti, capoluogo della provincia omonima. Tradizionalmente ritenuta il centro geografico d’Italia, sorge lungo una fertile pianura alle pendici del Monte Terminillo.

È caratterizzata da estati calde ed inverni con temperature notturne spesso inferiori allo zero. La bellezza del paesaggio e la quiete dei luoghi ne fanno un posto assai vivibile e meta privilegiata di molti turisti, provenienti soprattutto dalla vicina Roma.
Così come la sua provincia nella quale si trovano le sorgenti del Peschiera e che fornisce molta dell’acqua necessaria al comune di Roma ( circa 550 milioni di metri cubi ogni anno ), Rieti è una città ricca d’acqua e sul suo territorio comunale si trovano le Fonti di Cottorella.
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Lazio

Comune di Latina

altComune di Latina. 

Latina è un comune italiano di 118.946 abitanti capoluogo dell’omonima provincia nel Lazio. Fondata il 30 giugno 1932, rappresenta una delle più giovani città italiane. Fu inizialmente battezzata con il nome di Littoria, assumendo la denominazione attuale soltanto dopo la fine della dittatura fascista.

Geografia

Latina sorge nel cuore dell’Agro pontino, in un territorio in larga parte pianeggiante. La città si trova a pochi chilometri dal Mar Tirreno e dai rilievi montuosi dei Monti Lepini.

Il suo territorio comunale, fra i più vasti del Lazio, comprende anche numerosi “borghi di fondazione”, centri creati durante la bonifica delle paludi, che anticamente lo ricoprivano. Una parte del suo territorio fa parte delle aree tutelate del Parco Nazionale del Circeo, di cui costituisce l’estremo lembo settentrionale.
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Lazio

Comune di Frosinone

altComune di Frosinone

Frosinone (/frosiÈnoÐne/, Frusenone, in dialetto frusinate) è un comune italiano di 48.269 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia nel Lazio.
Spesso identificata anche come capoluogo della Ciociaria, è il dodicesimo comune della regione per numero di abitanti.
È un centro industriale e commerciale e un importante nodo di comunicazione del Lazio meridionale. Esistente sin dall’epoca preromana, fu città volsca con il nome di Frusna e romana come Frùsino. Nel corso della sua storia ha subito varie devastazioni a seguito di saccheggi, terremoti (il più distruttivo nel 1350) e guerre, per cui conserva poche ma importanti tracce del proprio passato, come le rovine dell’anfiteatro, i reperti conservati nel museo archeologico cittadino e il monumento funerario del II secolo in località Sant’Angelo.
Situata su di un colle che domina la valle del Sacco, Frosinone è circondata dai monti che delimitano la valle, ossia gli Ernici a Nord ed i Lepini ad Est e a Sud, dove si intravedono gli Ausoni.
Il territorio comunale è attraversato dai torrenti Cenicia e Rio e dal fiume Cosa, il cui flusso, sia per cause naturali che per la captazione delle sue acque, è ormai estremamente ridotto; un tempo invece era soggetto a frequenti piene con conseguenti inondazioni. Il rinvenimento di un’area di ghiaia nel corso di scavi archeologici nella zona di De Matthaeis fa presupporre che in antichità vi scorresse un altro fiume, oggi scomparso. Nella pianura del Sacco sono presenti alcune fonti le cui acque sono sfruttate ad uso potabile ed industriale.
Sul colle permane il nucleo centrale della città, che si è progressivamente sviluppata estendendosi inizialmente sulle colline circostanti. Il quartiere della Stazione si è formato a partire dalla fine dell’Ottocento; ma l’espansione maggiore della città si è realizzata nella pianura sottostante nel corso del Novecento, scendendo disordinatamente lungo i crinali e le vie di comunicazione. Oggi si distinguono perciò, nell’uso comune, una Frosinone alta e una Frosinone bassa.
 
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Friuli-Venezia Giulia

Comune di Udine

Geografia

La provincia di Udine è di gran lunga la più estesa e popolata delle quattro province della regione. Confina a nord con l’Austria (Carinzia), a est con la Slovenia (Alta Carniola/Gorenjska e Litorale/Primorska) e con la Provincia di Gorizia, a ovest con la Provincia di Pordenone e con il Veneto (Provincia di Belluno e Provincia di Venezia). Comprende 136 comuni che vanno dalle Alpi al Mar Adriatico. Geograficamente appartiene al Friuli che si suole suddividere nell’ambito del territorio della Provincia di Udine in Alto Friuli con la piccola regione alpina della Carnia a nord ovest ed il Tarvisiano – Canale del Ferro a nord est, Medio Friuli con al centro il capoluogo provinciale e la Bassa Friulana a sud. Nel 1923 ha ottenuto la conca di Tarvisio e la zona di Cervignano del Friuli con Aquileia per la temporanea soppressione di matrice fascista della Provincia di Gorizia, ripristinata solo nel 1927 senza i suddetti mandamenti, nel 1968 ha perso 2/3 della zona occidentale che è andata a formare la provincia di Pordenone.

Storia

La provincia di Udine venne costituita, con il nome di Provincia del Friuli, nel 1866, in seguito all’annessione del Veneto al Regno d’Italia dopo la terza guerra d’indipendenza. Succedeva alla provincia del Friuli esistita nel Regno Lombardo-Veneto.

La provincia era suddivisa nei 2 circondari di Udine e Pordenone.

Nel 1923 i mandamenti di Tarvisio, Plezzo, Caporetto, Tolmino, Circhina, Idria, Aidussina, Vipacco, Canale, Gorizia, Cormons, Gradisca, Cervignano (esclusi il comune di Grado e la località di Isola Morosini) e Comeno (esclusa Aurisina e località vicine) furono aggregati alla provincia in seguito alla soppressione della provincia di Gorizia e Gradisca. Nel 1927 fu ricostituita la provincia di Gorizia con i territori che erano stati ceduti alla provincia del Friuli, esclusi i mandamenti di Tarvisio e Cervignano nonché il comune di Chiopris-Viscone, che rimasero sotto Udine.

Nel 1940 la Provincia del Friuli venne rinominata con l’attuale denominazione, Provincia di Udine. Costituitasi la Repubblica Italiana, nel 1968 dalla Provincia di Udine si staccò tutta la parte della cosiddetta Destra Tagliamento, 51 comuni che formarono così la Provincia di Pordenone.

Arrivando ai nostri giorni, essendo il territorio provinciale abbastanza vasto e composito, andando da territori montani al mare adriatico, sono forti le istanze autonomiste soprattutto da parte della Carnia, che vede in Tolmezzo il suo naturale capoluogo. Pertanto nel 2004 si giunse alla proposta della creazione di una provincia regionale, in base alla nuova legislazione sugli enti locali, da sottoporre a referendum popolare consultivo svoltosi domenica 21 marzo 2004. La nuova provincia regionale avrebbe dovuto chiamarsi Provincia dell’Alto Friuli, derivando dall’unione dei territori della Carnia, del Tarvisiano e del Gemonese. Per ovviare alle diatribe campanilistiche sulla sede del capoluogo, tra Tolmezzo e Gemona del Friuli, si optò per Venzone. Il referendum ebbe esito negativo, in quanto sia il Gemonese che il Tarvisiano si opposero al distacco dalla provincia di Udine con percentuali elevate (83,3% di no), a differenza della Carnia che invece votò in favore del distacco (71,8% di si, con l’eccezione del comune di Rigolato, 53,7% no)..

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Friuli-Venezia Giulia

Comune di Trieste

Comune di Trieste

Trieste (Tergeste in latino, Trieste in dialetto triestino, Trst in sloveno, Triest in tedesco, Trieszt in ungherese) è un comune italiano di 208.781 abitanti sul confine con la Slovenia capoluogo dell’omonima provincia e della regione autonoma a statuto speciale Friuli Venezia Giulia. Trieste è una delle 15 città metropolitane italiane. L’area metropolitana cittadina comprende l’intera superficie provinciale.
Territorio
La città è situata nell’estremo nord-est italiano, vicino al confine con la Slovenia, nella parte più settentrionale dell’Alto Adriatico e si affaccia sull’omonimo golfo. Il territorio cittadino è occupato prevalentemente da un pendio collinare che diventa montagna anche nelle zone limitrofe all’abitato; si trova ai piedi di un’imponente scarpata che dall’altopiano del Carso scende bruscamente verso il mare. Il monte Carso, a ridosso della città, raggiunge la quota di 458 metri sul livello del mare. Il comune di Trieste è diviso in varie zone climatiche a seconda della distanza dal mare o dell’altitudine.
Al di sotto delle arterie stradali cittadine scorrono corsi d’acqua che provengono dall’altopiano. Liberi un tempo di scorrere all’aperto, da quando la città si è sviluppata, a partire dalla seconda metà del 1700, vennero incanalati in apposite condutture ed ancora oggi percorrono i sotterranei delle odierne via Carducci (precedentemente via del Torrente, appunto), via Battisti (ex Corsia Stadion), viale venti Settembre (ex viale dell’ Acquedotto), via delle Sette fontane o piazza tra i Rivi. A sud della città scorre il Rio Ospo che segna il confine geografico con l’Istria.[3] Inoltre l’attuale zona cittadina compresa tra la stazione ferroviaria e Piazza della Borsa, il Borgo Teresiano, venne edificata nel XVIII secolo dopo l’interramento delle precedenti saline per ordine dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria.