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Castrum di Capannoli

Castrum di Capannoli Capannoli Il castello di Capannoli, dopo un lungo periodo di sudditanza al vescovo di Lucca, divenne libero Comune sotto l’egemonia della Repubblica Pisana. Subì le stesse sorti di molti altri castelli della Valdera, conquistata più volte da Pisa e Firenze fino al 1406, data che segnò la fine della Repubblica pisana e la sottomissione di molti borghi e castelli al dominio fiorentino. Alla fine del Duecento si suppone che il castello di Capannoli fosse già in rovina ma documenti del 1420 parlano ancora della conservazione delle sue mura; è probabile quindi che nel XV secolo sia stato riedificato. Il Castello oggi è quasi del tutto cadente ed ha finito per essere convertito in parte ad abitazioni private, in parte è stato acquistato dal Comune e trasformato in edificio scolastico. Analoga sorte ha subito il massiccio edificio della torre di cui una parte è ancora residenza padronale, una parte è stata suddivisa in quartieri abitati da alcune famiglie.

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Borgo di San Pietro Belvedere

Borgo di San Pietro Belvedere San Pietro Belvedere -Capannoli San Pietro Belvedere è la sola frazione del comune, di grande importanza storica, che ancora oggi rivela la sua possente struttura urbanistica di borgo castellano munito di triplice cinta muraria. L’attuale maestoso campanile, edificato tra il 1881 e il 1883, è stato innalzato su una preesistente antica torre che, ancora nel 1789, si distingueva per le sue robuste fattezze e terminava con merlatura ghibellina. Nel 1907 la torre campanaria venne munita di un orologio.

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Torre degli Upezzinghi

Torre degli Upezzinghi Corso Vittorio Emanuele Calcinaia Tel 0587-486612 Ubicazionetorre degli Upezzinghi: via Vittorio Emanuele Nota: le torri si possono vedere solo dalla strada. A testimonianza degli antichi tempi restano due torri medievali: di una possono ancora osservarsi le vestigia in fondo all’attuale via Torre degli Upezzinghi mentre la seconda è ancora esistente ed ha conservato il nome di torre degli Upezzinghi. Originariamente facevano parte di un sistema difensivo costituito da quattro torri principali, situate agli angoli di un’area perimetrale di forma quadrilatera, tra loro congiunte da mura di cui è possibile osservare alcuni resti nella zona settentrionale del paese.

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Rocca della Verruca

Rocca della Verruca Calci Tel 050-796117 Come arrivare La Fortezzasorge nel comune di Calci, sul monte omonimo, a circa 540 metri di altezza; si raggiunge dalla Superstrada Pisa – Firenze, uscita Navacchio, quindi dirigendosi in direzione Caprona. Qui si deve lasciare l’auto e proseguire a piedi su un sentiero che conduce fin sotto le mura della fortezza. La si può anche raggiungere seguendo la Superstrada Firenze-Pisa, uscita Cascina, quindi proseguendo verso Vicopisano. Da qui si imbocca la strada della Verruca che parte dal cimitero del paese. Anche se in gran parte sterrata è percorribile in auto fino ai piedi del roccione dove sorge la Rocca (circa 20 minuti di cammino). Visite guidate agli scavi nel mese di luglio con partenza da Vicopisano, su prenotazione presso la biblioteca di Vicopisano.

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Castrum di Buti

Castrum di Buti Buti Buti, posto sulle pendici orientali dei Monti Pisani, ha origini molto antiche, probabilmente romane. Il primo documento di Buti risale all’anno 841 e riguarda la costruzione di due chiese da parte dei monaci del vicino monastero di Santo Stefano a Cintoia. Nel secolo XI appariva come un centro fortificato caratterizzato da otto castelli: Castello di Panicale, Castell’Arso (incendiato da Castruccio Castracani), Castello di Farneta, Castello di Santo Stefano in Cintoia, Castel di Nocco, Castel Tonini, Castel San Giorgio, Castello di Sant’Agata. Alcuni di questi castelli sono oggi scomparsi o ridotti a ruderi, altri hanno mantenuto la compattezza e la struttura di antica fortezza. Nei secoli Buti è stato distrutto e ricostruito più volte a causa delle lotte di potere tra Pisa, Lucca e Firenze

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Castello di Monte d’Oro o di Sant’Agata

Castello di Monte d’Oro o di Sant’Agata Buti Come arrivare Alla rocca si accede per un’antica mulattiera che parte dal borgo di Castel di Nocco. La strada e la cima denominata Monte d’Oro non sono segnalate. Descrizione Situata sulla cima del Monte d’Oro, la rocca presenta ancora ben visibile il perimetro murario costituito da un muraglione-terrapieno e munito parzialmente di camminamento di rotonda. I resti dell’antico castello sono oggi coperti dalla vegetazione, mentre la superficie interna della rocca è occupata da ulivi; tuttavia sono rilevabili le rampe di accesso e il basamento di due torri, una quasi sicuramente utilizzata come torre-vedetta. Il castello fu probabilmente distrutto nel XII secolo, in occasione di una delle tante guerre insorte tra Pisa e Lucca.

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Castel Tonini

Castel Tonini Via del Castello Buti Tel 0587-722511 Nota: il castello è abbandonato e di proprietà privata. Descrizione Castel Tonini è il fortilizio che domina il paese di Buti e protegge l’antico nucleo storico del borgo castellano, ubicato sulla destra del Rio Magno. L’edificio, nonostante le ripetute manomissioni, conserva ancora oggi da un lato le caratteristiche di arcigno castello medioevale con la sua massiccia e alta mole, dall’altro rivela le sue originarie ambizioni estetiche e residenziali, come dimostra una graziosa serie di bifore in marmo di inconfondibile stile gotico. Il borgo storico che si sviluppa alle spalle di Castel Tonini, un tempo cintato ed oggi denominato il castello, è delimitato da una porta di accesso e caratterizzato da strade ed edifici che, nonostante le significative ristrutturazioni, testimoniano l’antico splendore della fortificazione.

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Castel di Nocco

Castel di Nocco Buti Come arrivareDa Buti prendere la strada che conduce a Vicopisano. Nessun cartello indica la frazione Castel di Nocco. È comunque il primo agglomerato di case che si incontra e dista meno di un km da Buti. Descrizione Castel di Nocco è un piccolo nucleo abitato che conserva ancora le caratteristiche dell’antico borgo castellano e che anticamente aveva il compito di controllare la strada che collegava Buti a Vicopisano. Il castello prese il nome da un certo Nocco Bonfigli e si distinse nella difesa di Buti nel 1312. La solida consistenza dell’antico castelletto a planimetria longitudinale è oggi testimoniata solo da robusti terrapieni in pietra su cui dovevano erigersi le mura di cinta. Castel di Nocco faceva parte di un allineamento di nuclei difensivi del territorio butese, sovrastato a levante dal Castello di Sant’Agata situato sul Monte d’Oro e a ponente, dalla rocca posta sulle pendici del Monte Roccali, di cui oggi sono visibili ammassi di pietre squadrate con cui era costruita.

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Le Mura e le Torri

Le Mura e le Torri Bientina Ubicazionetorre La Mora e torre del Paracintolo: piazza Vittorio Emanuele II torre del Giglio: via XX Settembre Nota: le torri sono visibili solo dalla strada e sono di proprietà privata. Descrizione Le mura di Bientina dovevano presentarsi con grande imponenza per la loro elevazione e per la notevole capacità difensiva in virtù dell’ampio fossato che le circondava. Quattro erano le strade di accesso al borgo fortificato, all’incirca corrispondenti ai quattro punti cardinali. La torre ad occidente, sull’angolo della piazza oggi intitolata a Vittorio Emanuele II, era detta torre del Paracintolo; le mura, in linea retta verso sud-est erano poi delimitate dalla torre detta La Mora, e proseguivano, dopo aver superato la rottura in corrispondenza delle vie del borgo (operata al fine di far circolare più aria durante l’epidemia del 1820), lungo il tratto sud-orientale verso la torre pentagonale detta del Giglio. Sotto questa torre era ubicato un grande pozzo, molto profondo. Le mura volgevano poi disegnando un angolo retto per fare capo ad un’altra torre, oggi riconosciuta come l’antico mastio della rocca. Da qui le mura ritornavano, verso ovest, alla torre del Paracintolo, chiudendo l’intera cerchia; è tuttavia assai probabile che esistessero altre torri a delimitazione di cortine intermedie.

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Il Mastio

Il Mastio Piazzetta dell’Angelo, 14 Bientina Tel 0587-758411 Nota: nella Torre si svolgono mostre ed esposizioni artistiche in ogni periodo dell’anno, organizzate dal Comune di Bientina. Descrizione È la torre posta sul lato nord-est del territorio che era in passato delimitato dalle mura, in antico detta Rocca grande o Belvedere, poi torre del Frantoio. Nei pressi della sua struttura trecentesca, a base pentagonale, è ancora presente un arco basso ed ottuso: l’antica porta di Bientina. Questa torre era sicuramente il cassero o mastio della città, unito tramite una lingua di mura alla rocca. Sino alla metà del XIX secolo aveva un orologio privo di quadrante che suonava le ore alla francese, ossia distinguendo il conteggio tra il periodo antimeridiano e postmeridiano. È stata interamente ristrutturata e restituita all’uso pubblico ad opera dell’Amministrazione comunale nel 1997. Si sviluppa su tre piani più una terrazza esterna dalla quale è possibile osservare il panorama di tutta la cittadina. Al suo interno sono stati allestiti tre spaziosi locali: al piano terra un’ampia sala per riunioni e convegni, al primo piano è stata collocata la Biblioteca comunale che comprende più di 3.000 volumi. Annesso alla biblioteca è stato collocato l’Archivio Storico del Comune, che va dal 1402 al 1866.