Comune di Rovigo
Rovigo è un comune italiano di 52.458 abitanti capoluogo della Provincia di Rovigo nel Veneto.le dié piacevol nome in greche voci »
(L. Ariosto, Orlando Furioso, canto 3, 41, vv. 1-2)
Rovigo è un comune italiano di 52.458 abitanti capoluogo della Provincia di Rovigo nel Veneto.
Padova (in latino Patavium; in veneto Pàdoa) è una città di 213.732 abitanti, capoluogo della provincia di Padova, in Veneto.
Belluno (Belùn in bellunese, Belum in ladino) è un comune di 36.546 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, e maggiore centro abitato della Valbelluna.Geografia
La Valle d’Aosta è la più piccola regione italiana e si trova nel bel mezzo delle Alpi, circondata da quattro dei monti più alti di tutta Italia ed Europa (Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso). La regione è quasi interamente montuosa ed è raccolta intorno alla valle formata dalla Dora Baltea. I valichi più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il tunnel omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), istituito nel 1922 per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d’estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini.
Le valli sono state scavate dai ghiacciai in movimento; questi un tempo ricoprivano tutta la regione. Ora i ghiacciai occupano solo le cime più elevate.
Clima
Il clima della Valle d’Aosta è tipicamente alpino con inverni rigidi ed estati fresche. Solo la valle centrale percorsa dalla Dora Baltea gode di condizioni climatiche più miti. Durante l’inverno cadono abbondanti nevicate, ma le precipitazioni nel resto dell’anno sono generalmente scarse. Per ovviare a questo fatto sono state costruite, fin dall’alto Medioevo, grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs (pron. “rü”, anche al plurale) tuttora utilizzate. La Valle d’Aosta gode di un alpino uniformemente: essa risente infatti della morfologia del suo territorio interamente montuoso, con valli ricche di boschi, utili a umidificare e rinfrescare il clima. I fattori morfologici principali sono infatti due: la catena montuosa che si sviluppa in tutta la regione e la grande quantità di ghiacciai e foreste, che rinfrescano il clima. Quando d’inverno si forma un’area di bassa pressione su Aosta, la zona intorno a Courmayeur viene investita da un freddo intenso, portatrice di pioggia e neve a quote basse, che scende fino a valle, specialmente in alcune aree interne. L’estate è fresca e piuttosto ventosa. Nell’entroterra il clima è più rigido, con valori medi invernali decisamente bassi, specie in alcune valli del versante nord-ovest della regione (media giornaliera di gennaio di -11,9 °C a Courmayeur, -12,9 °C al Breuil, -10.9 °C ad Aosta). Le minime medie di queste località sono comprese tra -10 e -12 °C, i valori minimi stagionali attesi, durante l’inverno, sono attorno ai -15 °C anche se le temperature notturne possono scendere ben al di sotto di questo valore durante i periodi di gelo più intenso; le giornate estive sono molto fresche, e le medie giornaliere durante il trimestre estivo sono condizionate dai ghiacciai e dal vento termica giornaliera e dalle temperature notturne piuttosto fredde.
Perugia sembra costruita su una sola collina, ma in realtà sono due: il colle del Sole e quello dei Landoni. La massima depressione tra le due alture si estende dal fosso di Santa Margherita, a est, al fosso della Cupa, a ovest. In epoca etrusca si scelse quest’area in quanto ricca d’acqua, ma presto ci si accorse che il terreno era anche piuttosto franoso.
A nord, i rilievi di monte Tezio e monte Acuto la separano dal comune di Umbertide, mentre un lembo di territorio arriva a toccare, all’estremo occidentale, le alture che circondano il lago Trasimeno. Ad est, infine, i primi contrafforti collinari dell’Appennino Umbro-Marchigiano la tengono in contatto con i territori del comune di Assisi e Gubbio.
La Fontana Maggiore (1275-1278) è uno dei principali monumenti della città e di tutta la scultura medievale.
È costituita da due vasche marmoree poligonali concentriche sormontate da una tazza bronzea. Le due vasche poligonali concentriche sono decorate a bassorilievi finemente scolpiti da Nicola e Giovanni Pisano: in quella inferiore sono rappresentati i simboli e le scene della tradizione agraria e della cultura feudale, i mesi dell’anno con i segni zodiacali e le arti liberali, la bibbia e la storia di Roma; in quella superiore sono raffigurati nelle statue poste agli spigoli personaggi biblici e mitologici.
Aree archeologiche
* Il Pozzo etrusco risale alla seconda metà del III secolo a.C. ed è stato in antichità la principale fonte di approvvigionamento idrico della città. Profondo circa 40 m, ha svolto anche la funzione di cisterna, e si trova in piazza Danti.
* L’Ipogeo dei Volumni è una tomba ipogea etrusca della seconda metà del II secolo a.C. Situata nella Necropoli del Palazzone (VI-V secolo a.C.) e localizzata nell’odierna frazione di Ponte San Giovanni, costituiva la tomba della famiglia di Arnth Veltimna Aules.
* Ipogeo di Villa Sperandio (II secolo a.C.).
* Tomba etrusca di San Manno (III secolo a.C.), nel quartiere Ferro di Cavallo.
* Il Mosaico di Orfeo e le fiere o di Santa Elisabetta è un’opera di maestranze romane del II secolo, sorgeva nei pressi delle antiche terme romane.
Territorio
La città è situata sul fondovalle dell’Adige, 55 km a sud di Bolzano-Bozen e 100 km a nord di Verona. A occidente è dominata dal Monte Bondone (Cima Palon 2.090 m s.l.m.), a nord-ovest dalla Paganella (2.125 m s.l.m.), a nord-est dal Monte Calisio (1.096 m s.l.m.), a est dalla Marzola (1.738 m s.l.m.) e a sud-est dalla Vigolana (Becco di Filadonna, 2.150 m s.l.m.). Vi è ubicata la stazione meteorologica di Trento; la città fu la più colpita dalla “nevicata del secolo”.
La città di Trento è situatal al centro di un’area urbana compresa longitudinalmente tra Mezzolombardo e Rovereto e dilatata ad est verso la Valsugana, oltre il comune di Pergine.
Trento presenta estreme diversità territoriali e di popolazione. La popolazione comunale non è presente solo in città, ma anche in numerosissimi centri sparsi (sobborghi), estremamente diversi l’uno dall’altro e che conservano ancora una propria identità che sia urbana, paesana, rurale o montana. La città antica conta 80.000 abitanti (ottobre 2004). L’agglomerato urbano con i comuni limitrofi arriva a 150.000 abitanti. Tra i sobborghi, quello più popoloso è Gardolo (a nord della città, 12 449 abitanti la circoscrizione), mentre quello meno popolato è Sardagna (solo 1 106 abitanti). La maggioranza dei sobborghi è distribuita sul fondovalle dell’Adige o sulle colline a est della città, mentre il paesino di Sardagna, posto a ovest è situato su un piano roccioso a 560 metri s.l.m. ed è collegato al fondovalle da una piccola funivia; i paesi del Bondone sono invece situati tra i 490 metri s.l.m. di Vigolo Baselga e i 1 650 metri di Vason e fanno tutti parte della stessa circoscrizione comunale.
La vastità del territorio comunale fa derivare quindi una densità di popolazione non caratteristica di città compatte e a forte concentrazione di popolazione (668 ab./km² contro, per esempio, i 1 869 ab./km² di Bolzano).
Trento mantiene un legame molto stretto con la montagna, in particolare con il Monte Bondone, chiamato anche l’Alpe di Trento, parte del territorio comunale è raggiungibile in poco tempo dal centro cittadino tramite la strada provinciale.
Presso la conca delle Viote del Bondone è possibile visitare il Centro di Ecologia Alpina e il giardino botanico, nonché iniziare l’escursione verso la Riserva Naturale Integrale delle Tre Cime del Bondone, (Cornet, Dos d’Abramo e Cima Verde).
I 15 803 ettari di cui è composto il comune di Trento sono così suddivisi (in ordine di grandezza):
* 50,62% di area ricoperta da boschi (7 999,21 ettari)
* 20,09% di area agricola (3 174,12 ettari)
* 7,70% di area residenziale (1 216,64 ettari)
* 3,33% di area adibita a pascolo (525,84 ettari)
* 3,23% di area improduttiva; perlopiù zona rocciosa e montagnosa (510,99 ettari)
* 3,00% di area ricoperta da strade (474,33 ettari)
* 2.63% per altri servizi (416,24 ettari)
* 2,48% di area adibita a verde pubblico in aree residenziali (392,62 ettari)
* 2,48% di area produttiva e industriale (391,56 ettari)
* 2,02% di area ricoperta da fiumi, laghi e biotopi (320 ettari)
* 0,89% di area ricoperta da ferrovia (140,43 ettari)
* 0,70% di area estrattiva (111,40 ettari)
* 0,61% di area sciabile (96,37 ettari)
* 0,12% di area adibita a parcheggi (19,42 ettari)
* 0,09% altro (13,82 ettari)
Idrografia
La città di Trento è attraversata principalmente da due corsi d’acqua: il fiume Adige da nord a sud e il torrente Fersina da est a sud-ovest, confluendo infine nell’Adige. Accanto al l’Adige, scorre parallelo l’Adigetto, un piccolo canale.
Comune di Siena
Comune di Prato