Categorie
Veneto

Comune di Rovigo

Comune di Rovigo

Rovigo le torri pendentiRovigo è un comune italiano di 52.458 abitanti capoluogo della Provincia di Rovigo nel Veneto.
Il capoluogo è conosciuto anche con il nome di Città delle rose grazie alla descrizione fatta da Ludovico Ariosto ne l’Orlando furioso, che ne fa derivare il nome latino Rhodigium dalla parola greca ÁÌ´¿½ (rhòdon), ossia rosa:
 « la terra, il cui produr di rose
le dié piacevol nome in greche voci »
 (L. Ariosto, Orlando Furioso, canto 3, 41, vv. 1-2)
Questa derivazione è ormai considerata una fantasia poetica dalla maggior parte degli storici, ciononostante la rosa è tuttora uno dei simboli della città di Rovigo.
Gli abitanti si chiamano rodigini in italiano standard, ma diversi dizionari della lingua italiana riportano anche la voce popolare rovigotti.
 
Il comune di Rovigo si estende tra l’Adige a nord e il Canalbianco a sud, ad eccezione della frazione di Fenil del Turco che è situata tra il Canalbianco e lo scolo Zucca; si trova a circa 41 km dalla costa del mare Adriatico.
Il territorio è estremamente pianeggiante e l’altitudine varia tra i 5 e gli 8 metri sul livello del mare. È attraversato dall’Adigetto e da numerosi canali artificiali che servono sia per la bonifica idraulica che per l’irrigazione. Tra questi il Ceresolo, il Rezzinella, il Valdentro, l’Adigetto, il Canalbianco, il Pontecchio, lo Zucca segnano, in alcuni tratti, i confini del comune; il Collettore Padano Polesano attraversa la frazione di Fenil del Turco.
Il terreno è molto fertile e adatto in particolare alla coltivazione del mais e di prodotti orticoli di qualità. Sul Canalbianco si apre l’interporto di Rovigo, diventato operativo nel 1998.
Il comune di Rovigo confina (in senso orario): a nord con i comuni di Barbona, Vescovana, Boara Pisani e Anguillara Veneta; a est con i comuni di San Martino di Venezze, Villadose e Ceregnano; a sud con i comuni di Crespino, Pontecchio Polesine e Bosaro; a ovest con i comuni di Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Villanova del Ghebbo e Lusia.
 
Categorie
Veneto

Comune di Padova

Comune di Padova

PadovaPadova (in latino Patavium; in veneto Pàdoa) è una città di 213.732 abitanti, capoluogo della provincia di Padova, in Veneto.
Sede di una prestigiosa ed antica università, Padova vanta numerose testimonianze di un glorioso passato culturale ed artistico, che la rendono meta di turisti da ogni parte del mondo. È oggi un importante centro economico, uno dei più importanti e grandi centri di trasporti intermodali, anche fluviale, di tutta Europa e rappresenta attualmente il più grande interporto nel nord e centro Italia.
 
Padova conserva uno dei più straordinari e rivoluzionari capolavori dell’arte medievale, la Cappella degli Scrovegni, illustrata agli inizi del Trecento da Giotto.
 
Padova è universalmente nota anche come la città di sant’Antonio, il famoso francescano portoghese, nato a Lisbona nel 1195, che visse a Padova per alcuni anni e vi morì (13 giugno 1231). I resti del Santo sono conservati nella Basilica di Sant’Antonio, meta di numerosi pellegrini da tutto il mondo e uno dei monumenti principali della città.
 
Categorie
Veneto

Comune di Belluno

Comune di Belluno

BellunoBelluno (Belùn in bellunese, Belum in ladino) è un comune di 36.546 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, e maggiore centro abitato della Valbelluna.
 
Piazza Duomo è il cuore della città antica. In essa si affacciano i palazzi dell’antico potere cittadino: il palazzo dei Rettori del 1491 si dice su disegno di Lorenzo Ghiberti (oggi prefettura), il palazzo rosso (municipio) in stile neogotico, il palazzo dei Vescovi oggi sede dell’auditorium, eretto nel 1190 dal vescovo-conte Gerardo de’ Taccoli e la torre civica abbellita nel ‘500 da Andrea Palladio. La cattedrale, elevata al rango di basilica minore da papa Giovanni Paolo II nel 1980 in onore del predecessore, il bellunese Giovanni Paolo I, si sviluppa su tre navate con l’abside rivolta verso occidente; il progetto dell’attuale Cattedrale è attribuito a Tullio Lombardo, architetto veneziano, che venne a Belluno nel 1517 quando i lavori di costruzione erano già stati iniziati da qualche tempo sotto la direzione di un capomastro del luogo, un certo Nicolò Tagliapietra, autore anche dell’orologio di Palazzo dei Rettori. L’interno, a tre navate, conserva opere di Andrea Schiavone, Cesare Vecellio, Jacopo Bassano, Palma il Giovane, Pietro Muttoni, Gaspare Diziani, Tullio Lombardo.
 
Lo svettante campanile è stato progettato dall’architetto messinese Filippo Juvarra: misura 71,98 metri ed è il più alto della provincia. L’altare della cripta è formato da un’arca tombale degli Avoscano risalente al XIV secolo. Camminando per via Mezzaterra (l’antico decumano massimo della città romana) su cui si affacciano decine di palazzi tutti risalenti all’arco temporale incluso tra 1300 e 1600, si giunge alla chiesa di San Pietro collegata a uno dei chiostri dell’attiguo Seminario Gregoriano, come è documentato da un’iscrizione all’interno dell’attuale Cappella Fulcis, la chiesa di S. Pietro fu terminata nel 1326, dopo più di quarant’anni di lavori, svoltisi in concomitanza con il Giubileo del 1300 indetto da Bonifacio VIII. La chiesa, costruita dai frati minori in stile gotico, oggi si presenta in stile barocco con numerose opere d’arte: quattro dipinti di Andrea Schiavone (San Pietro, San Paolo e l’Annunciazione), tre capolavori di Sebastiano Ricci (una "Sacra Conversazione" su tavola, collocata nell’abside e due affreschi, "Decollazione di San Giovanni Battista" e "Chiamata di San Pietro", nella Cappella Fulcis, costruita nel 1704 tra la chiesa e la sacrestia) e soprattutto due pale lignee di Andrea Brustolon. In alto, sul presbiterio, vi è uno dei pochissimi esempi di organo fonocromico a due manuali di Giovan Battista De Lorenzi (1860).
Categorie
Valle d'Aosta

Comune di Aosta

Geografia

La Valle d’Aosta è la più piccola regione italiana e si trova nel bel mezzo delle Alpi, circondata da quattro dei monti più alti di tutta Italia ed Europa (Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso). La regione è quasi interamente montuosa ed è raccolta intorno alla valle formata dalla Dora Baltea. I valichi più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il tunnel omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), istituito nel 1922 per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d’estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini.
Le valli sono state scavate dai ghiacciai in movimento; questi un tempo ricoprivano tutta la regione. Ora i ghiacciai occupano solo le cime più elevate.

Clima

Il clima della Valle d’Aosta è tipicamente alpino con inverni rigidi ed estati fresche. Solo la valle centrale percorsa dalla Dora Baltea gode di condizioni climatiche più miti. Durante l’inverno cadono abbondanti nevicate, ma le precipitazioni nel resto dell’anno sono generalmente scarse. Per ovviare a questo fatto sono state costruite, fin dall’alto Medioevo, grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs (pron. “rü”, anche al plurale) tuttora utilizzate. La Valle d’Aosta gode di un alpino uniformemente: essa risente infatti della morfologia del suo territorio interamente montuoso, con valli ricche di boschi, utili a umidificare e rinfrescare il clima. I fattori morfologici principali sono infatti due: la catena montuosa che si sviluppa in tutta la regione e la grande quantità di ghiacciai e foreste, che rinfrescano il clima. Quando d’inverno si forma un’area di bassa pressione su Aosta, la zona intorno a Courmayeur viene investita da un freddo intenso, portatrice di pioggia e neve a quote basse, che scende fino a valle, specialmente in alcune aree interne. L’estate è fresca e piuttosto ventosa. Nell’entroterra il clima è più rigido, con valori medi invernali decisamente bassi, specie in alcune valli del versante nord-ovest della regione (media giornaliera di gennaio di -11,9 °C a Courmayeur, -12,9 °C al Breuil, -10.9 °C ad Aosta). Le minime medie di queste località sono comprese tra -10 e -12 °C, i valori minimi stagionali attesi, durante l’inverno, sono attorno ai -15 °C anche se le temperature notturne possono scendere ben al di sotto di questo valore durante i periodi di gelo più intenso; le giornate estive sono molto fresche, e le medie giornaliere durante il trimestre estivo sono condizionate dai ghiacciai e dal vento termica giornaliera e dalle temperature notturne piuttosto fredde.

Categorie
Umbria

Comune di Terni

Comune di Terni

Terni è una città di 112.890 abitanti dell’Umbria, capoluogo della provincia omonima e 41º comune italiano per popolazione.
Città ad elevato tasso di sviluppo industriale sin dal XIX secolo, quando furono costituite le acciaierie, ha subito pesanti bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale, che però non le hanno impedito di rimanere uno dei fulcri dell’economia dell’Umbria.
 
Terni è anche nota come la “Città degli Innamorati”, dato che San Valentino ne fu vescovo e le sue spoglie sono ivi custodite.
 
I resti archeologici
 
 
I resti dell’Anfiteatro Fausto del 32 a.C., ubicato all’interno del parco cittadino “La Passeggiata”. Di questa struttura si possono notare parti di opus reticulatum in blocchetti bicolori. Fu eretto nel 32 d.C. per ordine di Fausto Liberale, durante il regno di Tiberio, e poteva ospitare fino a 10.000 persone. Attualmente è scoperto per 2/3 del perimetro, essendo una parte occupata dalla chiesa del Carmine; tuttavia, si può vedere l’ellisse originaria. Periodicamente è adibito a sito per eventi culturali e concertistici.
I resti dell’antica cinta muraria romana.
I resti archeologici di palazzo Carrara, ex biblioteca civica, consistenti per la maggior parte in epigrafi romane.
I resti della città romana di Carsulae, dove ancora è visibile un tratto della antichissima Via Flaminia, che da Roma portava all’Adriatico.
Il Museo Archeologico di Terni CAOS (area ex-SIRI), dove sono raccolti i resti pre-romani e romani recuperati dai numerosi scavi cittadini. Di notevole interesse l’esposizione dei corredi tombali rinvenuti nelle necropoli dell’età del ferro delle Acciaierie, di S. Pietro in Campo e di Alterocca
 
Categorie
Umbria

Comune di Perugia

 
Territorio  

Perugia si adagia su un’acropoli collinare che sorge all’altezza media di circa 450 m s.l.m.. Nel punto più alto, Porta Sole, l’altezza è di 493 m s.l.m., caratteristica che ne fa la città italiana più popolata fra quelle poste (altitudine della casa comunale) ad un’altitudine superiore ai 250 metri sul livello del mare. Il centro storico si sviluppa intorno a questo punto, in parte cinto dalle antiche mura etrusche e medievali; il resto del territorio cittadino scende tutto intorno fino ai 280 m s.l.m. della valle di Pian di Massiano. Il territorio comunale, invece, arriva ai 170 m s.l.m., toccati nei pressi del corso del fiume Tevere, che ne segna i confini sud con il territorio di Torgiano.

Perugia sembra costruita su una sola collina, ma in realtà sono due: il colle del Sole e quello dei Landoni. La massima depressione tra le due alture si estende dal fosso di Santa Margherita, a est, al fosso della Cupa, a ovest. In epoca etrusca si scelse quest’area in quanto ricca d’acqua, ma presto ci si accorse che il terreno era anche piuttosto franoso.
A nord, i rilievi di monte Tezio e monte Acuto la separano dal comune di Umbertide, mentre un lembo di territorio arriva a toccare, all’estremo occidentale, le alture che circondano il lago Trasimeno. Ad est, infine, i primi contrafforti collinari dell’Appennino Umbro-Marchigiano la tengono in contatto con i territori del comune di Assisi e Gubbio.

La Fontana Maggiore (1275-1278) è uno dei principali monumenti della città e di tutta la scultura medievale.

È costituita da due vasche marmoree poligonali concentriche sormontate da una tazza bronzea. Le due vasche poligonali concentriche sono decorate a bassorilievi finemente scolpiti da Nicola e Giovanni Pisano: in quella inferiore sono rappresentati i simboli e le scene della tradizione agraria e della cultura feudale, i mesi dell’anno con i segni zodiacali e le arti liberali, la bibbia e la storia di Roma; in quella superiore sono raffigurati nelle statue poste agli spigoli personaggi biblici e mitologici.

Aree archeologiche

* Il Pozzo etrusco risale alla seconda metà del III secolo a.C. ed è stato in antichità la principale fonte di approvvigionamento idrico della città. Profondo circa 40 m, ha svolto anche la funzione di cisterna, e si trova in piazza Danti.
* L’Ipogeo dei Volumni è una tomba ipogea etrusca della seconda metà del II secolo a.C. Situata nella Necropoli del Palazzone (VI-V secolo a.C.) e localizzata nell’odierna frazione di Ponte San Giovanni, costituiva la tomba della famiglia di Arnth Veltimna Aules.
* Ipogeo di Villa Sperandio (II secolo a.C.).
* Tomba etrusca di San Manno (III secolo a.C.), nel quartiere Ferro di Cavallo.
* Il Mosaico di Orfeo e le fiere o di Santa Elisabetta è un’opera di maestranze romane del II secolo, sorgeva nei pressi delle antiche terme romane.
 

Categorie
Trentino-Alto Adige

Comune di Trento

Territorio

La città è situata sul fondovalle dell’Adige, 55 km a sud di Bolzano-Bozen e 100 km a nord di Verona. A occidente è dominata dal Monte Bondone (Cima Palon 2.090 m s.l.m.), a nord-ovest dalla Paganella (2.125 m s.l.m.), a nord-est dal Monte Calisio (1.096 m s.l.m.), a est dalla Marzola (1.738 m s.l.m.) e a sud-est dalla Vigolana (Becco di Filadonna, 2.150 m s.l.m.). Vi è ubicata la stazione meteorologica di Trento; la città fu la più colpita dalla “nevicata del secolo”.

La città di Trento è situatal al centro di un’area urbana compresa longitudinalmente tra Mezzolombardo e Rovereto e dilatata ad est verso la Valsugana, oltre il comune di Pergine.

Trento presenta estreme diversità territoriali e di popolazione. La popolazione comunale non è presente solo in città, ma anche in numerosissimi centri sparsi (sobborghi), estremamente diversi l’uno dall’altro e che conservano ancora una propria identità che sia urbana, paesana, rurale o montana. La città antica conta 80.000 abitanti (ottobre 2004). L’agglomerato urbano con i comuni limitrofi arriva a 150.000 abitanti. Tra i sobborghi, quello più popoloso è Gardolo (a nord della città, 12 449 abitanti la circoscrizione), mentre quello meno popolato è Sardagna (solo 1 106 abitanti). La maggioranza dei sobborghi è distribuita sul fondovalle dell’Adige o sulle colline a est della città, mentre il paesino di Sardagna, posto a ovest è situato su un piano roccioso a 560 metri s.l.m. ed è collegato al fondovalle da una piccola funivia; i paesi del Bondone sono invece situati tra i 490 metri s.l.m. di Vigolo Baselga e i 1 650 metri di Vason e fanno tutti parte della stessa circoscrizione comunale.

La vastità del territorio comunale fa derivare quindi una densità di popolazione non caratteristica di città compatte e a forte concentrazione di popolazione (668 ab./km² contro, per esempio, i 1 869 ab./km² di Bolzano).

Trento mantiene un legame molto stretto con la montagna, in particolare con il Monte Bondone, chiamato anche l’Alpe di Trento, parte del territorio comunale è raggiungibile in poco tempo dal centro cittadino tramite la strada provinciale.

Presso la conca delle Viote del Bondone è possibile visitare il Centro di Ecologia Alpina e il giardino botanico, nonché iniziare l’escursione verso la Riserva Naturale Integrale delle Tre Cime del Bondone, (Cornet, Dos d’Abramo e Cima Verde).

I 15 803 ettari di cui è composto il comune di Trento sono così suddivisi (in ordine di grandezza):

    * 50,62% di area ricoperta da boschi (7 999,21 ettari)
    * 20,09% di area agricola (3 174,12 ettari)
    * 7,70% di area residenziale (1 216,64 ettari)
    * 3,33% di area adibita a pascolo (525,84 ettari)
    * 3,23% di area improduttiva; perlopiù zona rocciosa e montagnosa (510,99 ettari)
    * 3,00% di area ricoperta da strade (474,33 ettari)
    * 2.63% per altri servizi (416,24 ettari)
    * 2,48% di area adibita a verde pubblico in aree residenziali (392,62 ettari)
    * 2,48% di area produttiva e industriale (391,56 ettari)
    * 2,02% di area ricoperta da fiumi, laghi e biotopi (320 ettari)
    * 0,89% di area ricoperta da ferrovia (140,43 ettari)
    * 0,70% di area estrattiva (111,40 ettari)
    * 0,61% di area sciabile (96,37 ettari)
    * 0,12% di area adibita a parcheggi (19,42 ettari)
    * 0,09% altro (13,82 ettari)

Idrografia

La città di Trento è attraversata principalmente da due corsi d’acqua: il fiume Adige da nord a sud e il torrente Fersina da est a sud-ovest, confluendo infine nell’Adige. Accanto al l’Adige, scorre parallelo l’Adigetto, un piccolo canale.

 
 
 
Categorie
Trentino-Alto Adige

Comune di Bolzano

Comune di Bolzano

Bolzano è un comune italiano di 103.697 abitanti, capoluogo della provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige e dell’omonimo comprensorio, in Trentino-Alto Adige. La sua popolazione, secondo il censimento del 2001, è per il 73% di lingua italiana, per il 26,29% di lingua tedesca e per lo 0,71% di lingua ladina. L’agglomerazione bolzanina, comprendente i comuni di Appiano, Bronzolo, Cornedo, Laives, Ora, San Genesio, Terlano e Vadena, al 31 dicembre 2009 contava 151.642 abitanti. La percentuale di stranieri, provenienti in maggioranza dall’Europa extracomunitaria, al 31 dicembre 2009 ammontava all’12,2% (12.524). Bolzano conseguì il titolo di città nel 1268.
Territorio
Sullo sfondo il gruppo del CatinaccioBolzano è situata alla quota di 264 m nella parte orientale dell’ampia conca originata dalla congiunzione delle valli di Isarco, Sarentina e dell’Adige. La conca è delimitata ad ovest dalla catena della Mendola, a nord-ovest dell’Altopiano del Salto (Salten, 1.500 m), a nord-est da una cima minore del Renon (Ritten) chiamata Monte Tondo (Hörtenberg), e a sud-est dal Monte Pozza (Titschen, 1.619 m) sul cui versante settentrionale si trova la località Colle (Kohlern), il cui nome è spesso impropriamente usato per designare l’intero monte.
Una piccola balza rocciosa di quest’ultimo, chiamata Virgolo, si erge verticalmente a ridosso della città.
La città è collegata ai tre monti più vicini da funivie che superano ciascuna circa mille metri di dislivello: la funivia del Colle che risale il Monte Pozza sino al Colle di Villa (Herrenkohlern), quella del Renon con arrivo a Soprabolzano e quella di San Genesio che raggiunge l’omonimo paese sull’altopiano del Salto. Dalla città, guardando in direzione est lungo la val d’Isarco, si vede il poco lontano e suggestivo Catinaccio (Rosengarten, 3.004 m), che è parte delle Dolomiti, con le caratteristiche Torri del Vajolet.
Bolzano è attraversata dal torrente Talvera che confluisce in città nel fiume Isarco, il quale a sua volta si getta nell’Adige pochi chilometri a sud della città stessa. Il nucleo storico della città risiede nel triangolo delimitato a ovest dal torrente Talvera, a sud dal fiume Isarco e a nord-est dal Monte Tondo.
 
Categorie
Toscana

Comune di Siena

altComune di Siena

Siena è un comune di 54.391 abitanti della Toscana centrale, capoluogo dell’omonima provincia.
La città è universalmente conosciuta per il suo patrimonio artistico e per la sostanziale unità stilistica del suo arredo urbano medievale, nonché per il suo famoso Palio; il centro storico è stato infatti dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1995
Lo stemma di Siena è detto “balzana”. È uno scudo diviso in due porzioni orizzontali: quella superiore è bianca, quella inferiore nera,con la Lupa che allatta Senio e Ascanio. Secondo la leggenda, starebbe a simboleggiare il fumo nero e bianco scaturito dalla pira augurale che i leggendari fondatori della città, Senio e Ascanio, figli di Remo, avrebbero acceso per ringraziare gli dei dopo la fondazione della città di Siena. Un’altra leggenda riporta che la balzana derivi dai colori dei cavalli, uno bianco ed uno nero, che Senio e Ascanio usarono nella fuga dallo zio Romolo che li voleva uccidere e con i quali giunsero a Siena.
 Per il loro presunto carattere focoso che, si dice, rasenta la pazzia, anche i senesi sono definiti spesso “balzani”.
Categorie
Toscana

Comune di Prato

altComune di Prato

Prato (Prao in dialetto pratese) è un comune italiano di 186.821 abitanti,capoluogo della provincia omonima dal 1992, in Toscana. La città è famosa in Italia e nel mondo per la produzione tessile. Negli ultimi decenni è stata protagonista di un notevole boom demografico e, attualmente, è la seconda città della Toscana, la terza dell’Italia centrale (dopo Roma e Firenze) e la diciottesima in Italia per numero di abitanti.
Prato è una città della Toscana settentrionale e si estende per circa 100 km² e la sua altitudine è di 61 metri. È posta ai piedi del monte della Retaia (768 metri), ultima cima della Calvana. L’altitudine minima è di 32 metri, in corrispondenza delle Cascine di Tavola, quella massima è la cima del monte Cantagrilli (818 metri). È attraversata dal fiume Bisenzio, affluente dell’Arno.
L’area urbana e gran parte del territorio comunale si estendono nell’area pianeggiante compresa tra il corso del Bisenzio a nord e dell’Ombrone Pistoiese a sud, parte centrale integrante della conca intraappenninica che, da Firenze, si estende in direzione nord-ovest fin oltre la città di Pistoia. La piana è solcata da corsi d’acqua minori e canali che affluiscono verso i due fiumi principali; mentre quelli periferici hanno generalmente un’origine propria, quelli semicentrali, dette gore, costituiscono un sistema di canalizzazione artificiale che, distintamente, riforniva in passato di acqua le varie zone della città e ne raccoglieva le acque reflue per il filtraggio.
Il territorio comunale è classificato in area sismica (zona 2 nel 2003 e zona 3S dalle medesime caratteristiche nel 2006) e parte di esso fu sede dell’epicentro del terremoto della Val di Bisenzio del 26 giugno 1899, che raggiunse la magnitudo 5.09 della Scala Richter ed il VII grado della Scala Mercalli. Una scossa di intensità simile si verificò anche durante il terremoto del Mugello del 29 giugno 1919, che però ebbe l’epicentro a relativa distanza