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| La chiesa fu eretta nella seconda metà del Cinquecento e consacrata nel 1571. Ledificio sorge in Piazza Matteotti | ||
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| La chiesa fu eretta nella seconda metà del Cinquecento e consacrata nel 1571. Ledificio sorge in Piazza Matteotti | ||
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| San Lorenzo è la cattedrale cattolica dell’Arcidiocesi di Perugia.
Sin dall’istituzione della diocesi Perugia ebbe una cattedrale in varie locazioni, sino a quando, tra il 930 ed il 1060, un primo edificio venne costruito lungo il transetto dell’attuale cattedrale. La cattedrale odierna, inizialmente chiamata Cattedrale di San Lorenzo e Sant’Ercolano, risale ad un progetto del 1300 di Fra Bevignate che venne iniziato nel 1345 e completato nel 1490. La decorazione esterna, una trama geometrica di rombi in marmo rosa e bianco (prelevati dalla Cattedrale di Arezzo) non fu mai completata, ed occupa oggi solo la parte inferiore della fiancata. La consacrazione della cattedrale avvenne infine nel 1587. La decorazione degli interni venne completata nel XVIII secolo con l’aggiunta di pitture, stucchi, dorature e marmi. |
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| L’Arco etrusco o di Augusto è una delle sette porte delle mura etrusche di Perugia. Fu costruito nella seconda metà del III secolo a.C. e fu fatto ristrutturare da Augusto nel 40 a.C. dopo la sua vittoria nella guerra di Perugia. Rappresenta la più integra e monumentale delle porte etrusche cittadine e si apre sul cardo maximus della città, corrispondente all’attuale via Ulisse Rocchi.
L’arco è costituito da una facciata attraversata da un solo fornice (cioè da una sola arcata) e da due torrioni trapezoidali. Sopra l’arco (a due filari concentrici) vi è un fregio ornato da metope con scudi rotondi e triglifi; sopra questo vi è un altro archetto tra due pilastri. Nel filare interno possiamo leggere la scritta Augusta Perusia, cioè il nome della città dopo la ricostruzione del 40; nel filare esterno vi è incisa la scritta Colonia Vibia, per testimoniare lo “ius coloniae” ricevuto da Treboniano Gallo. La loggia sulla torre di sinistra è stata aggiunta nel XVI secolo, mentre la fontana ai piedi della stessa torre è stata finita di costruire nel 1621. Di fronte all’arco sorge Palazzo Gallenga Stuart, sede dell’Università per Stranieri. |
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| Nelle alture su cui sorge Perugia, sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici d’epoca preistorica, a testimonianza che la zona fu meta dei primi insediamenti umani nella penisola. E’ quindi probabile che un centro abitato esistesse già in epoca protostorica. In ogni caso, la nascita di Perugia come città è fatta generalmente risalire al periodo in cui gli Etruschi, in espansione dalle regioni tirreniche, ne presero possesso (VI-V secolo a.C.). Sotto la dominazione etrusca Perugia assume… | ||
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| La Villa della Regina è un’architettura situata sulla collina di Torino.
Fu progettata intorno al 1620 da Ascanio Vitozzi (alcune fonti citano invece Carlo e Amedeo di Castellamonte) per il cardinale Maurizio di Savoia, uomo di grande cultura che rinunciò in seguito alla porpora cardinalizia per vivere in questa villa con la moglie Ludovica. La struttura è tipicamente secentesca con uno splendido giardino all’italiana: una piazza-terrazza ellittica permette di accedere a una corte superiore rettangolare che ospita il castello, un edificio alla sua sinistra e una terrazza a destra. Dietro il palazzo uno splendido giardino emiciclico scavato nella collina, con terrazze e belvedere, fontane decorative (degne di nota le grotte e la fontana a catena d’acqua) e il bellissimo teatro delle acque. Al trasferimento della corte sabauda al Palazzo del Quirinale, molti mobili ed opere d’arte furono trasferiti a Roma e la Villa della Regina spogliata. Abbandonata dopo l’esilio sabaudo e colpita dai bombardamenti alleati durante il secondo conflitto mondiale, la Villa ha conosciuto in seguito decenni di degrado, cui si è posto rimedio con lavori di restauro durati oltre dieci anni. È prevedibile quindi che la villa possa ritrovare l’antico splendore: ospiterà inoltre un Centro per la Documentazione Storica; sarà possibile poi tornare a gustare il vino prodotto dalle Vigne Reali grazie ai costanti reimpianti nei suoi giardini. Nel 2008 è stata eseguita la prima vendemmia. La villa è visitabile nei fine settimana con prenotazione obbligatoria. |
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| Poche città vantano, come Torino, la villa Albegg, meravigliosa struttura | ||
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| Via Garibaldi è situata nel pieno centro di Torino e collega piazza Castello con piazza Statuto. Rappresenta la strada cittadina di più antica memoria, anticamente delimitata dalle attuali Piazza Castello e Via della Consolata; sotto Vittorio Amedeo II venne prolungata all’attuale Corso Valdocco; nell’Ottocento collegata a Piazza dello Statuto. Da sempre stata la via principale della città, per la sua lunghezza e per l’ampiezza, era nota tra i torinesi come Via Dora Grossa; circondata da palazzi settecenteschi, è, con i suoi 963 metri di sviluppo, la via pedonale pù lunga d’Europa
La geometria della Contrada di Dora Grossa rimase per secoli inalterata. Dal 1714 i lavori ordinati da Vittorio Amedeo II di Savoia e continuati dal successore Carlo Emanuele III, in collaborazione con Filippo Juvara, ne ridefinirono il perimetro, rendendolo più regolare, e ne prolungarono il tracciato, raggiungendo l’attuale Corso Palestro, allora il limite occidentale della città, nel pressi di Porta Susina. Poiché rappresentava la via principale della città, sulla quale sorgevano molti dei più importanti edifici, già dal 1730 essa fu dotata di un sistema di marciapiedi, oggi considerato con buona probabilità il più antico d’Europa. Fu anche una delle poche strade torinesi lastricate, in vece del normale terreno battuto che caratterizzava le vie cittadine. Rimodernata lungo tutto il XVIII secolo, Strada Doragrossa vide costruire ai suoi lati splendide chiese e accrescere sempre più il prestigio dato dalle sue attività commerciali. In seguito all’Unità d’Italia, essa venne battezzata via Garibaldi. |
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| Il Tempio israelitico appartiene alla Torino dellOttocento ed è situato sotto lattuale oratorio | ||
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| Il Teatro Regio di Torino è il teatro lirico della Città di Torino. Costruito nel 1740, è stato distrutto da un incendio nel 1936 e ricostruito nel 1973.
Le origini del Teatro risalgono allinizio del XVIII secolo quando Vittorio Amedeo II decise di commissionare allarchitetto Filippo Juvarra la progettazione e la costruzione di un nuovo grande teatro nellambito del più generale riassetto urbano della Piazza Castello. Lintento venne però perfezionato solo qualche anno più tardi da Carlo Emanuele III (incoronato re nel 1730) il quale, in seguito alla morte di Juvarra, scelse di affidare il progetto allarchitetto Benedetto Alfieri con la richiesta di progettare un teatro di grande prestigio. Il «Regio Teatro» di Torino, edificato nel tempo record di due anni, venne inaugurato il 26 dicembre 1740 con lArsace di Francesco Feo, diventando subito un punto di riferimento internazionale per la capienza circa 2.500 posti tra platea e cinque ordini di palchetti , le magnifiche decorazioni della sala fra le quali spiccava la volta dipinta da Sebastiano Galeotti, gli imponenti scenari e le attrezzature tecniche, nonché la qualità delle rappresentazioni. Ogni stagione aveva inizio il 26 dicembre, si concludeva con la fine del Carnevale e comprendeva due nuove opere serie composte appositamente per il Teatro: nel corso del XVIII secolo scrissero per il Regio celebri compositori italiani come Baldassare Galuppi, Niccolò Jommelli, Domenico Cimarosa, Giovanni Paisiello e autori stranieri come Christoph Willibald Gluck, Johann Christian Bach e Johann Adolf Hasse; vi cantarono inoltre i più celebri castrati e prime donne dellepoca, contribuendo in modo determinante al successo degli spettacoli. Non minore interesse suscitavano i danzatori, che si esibivano nei due balli entracte e nellazione coreografica finale che corredavano ogni opera. |
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| Il Santuario della Consolata (nome ufficiale: Chiesa di Santa Maria della Consolazione) è una chiesa cattolica sita nella città di Torino. È considerata uno dei più importanti santuari della città e della Diocesi di Torino, oltre che un capolavoro del barocco piemontese. Alla sua costruzione lavorarono grandi nomi dell’architettura, quali Guarino Guarini, Filippo Juvarra e Carlo Ceppi, e fu luogo di preghiera amato da numerosi santi sociali piemontesi. È dedicato a Maria, invocata con il titolo di Consolatrice. |
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