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Campania

Limoncello

limoncello o limoncinoalt

 
Il limoncello o limoncino è un liquore dolce ottenuto dalla macerazione in alcool delle scorze del limone ed eventualmente di altri agrumi, miscelata in seguito con uno sciroppo di acqua e zucchero.

Alla base vi è una preparazione semplice, ma accurata. Mediamente dopo almeno un mese di maturazione (ma per certe ricette la durata è molto minore) in bottiglia, diviene il classico liquore giallo da gustare sia come aperitivo che come digestivo dopo i pasti.

La buccia di colore giallo citrino, ottenuta dai migliori limoni di forma ellittica, simmetrica e di dimensioni medio-grandi, è l’ingrediente principale del limoncello contenente oli essenziali che conferiscono al liquore un aroma molto deciso.

Secondo la tradizione il liquore nasce agli inizi del novecento e la sua paternità viene contesa tra sorrentini, amalfitani e capresi: molto rinomato infatti è quello prodotto in Campania utilizzando il limone di Sorrento (il “femminello”) o lo sfusato amalfitano IGP.

Il termine “limoncello” è consentito solo per i liquori prodotti con gli agrumi IGP della penisola sorrentina.

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Basilicata

Sanguinaccio dolce

Sanguinaccio dolcealt

Il sanguinaccio è una crema dolce a base di cioccolato  fondente amaro, riconosciuto prodotto agroalimentare tradizionale della Basilicata. Viene tradizionalmente preparata nel periodo di Carnevale, insieme ad altri dolci caratteristici come le chiacchiere.

Il sanguinaccio si mangia accompagnato da savoiardi, che guarniscono anche la coppa. Nelle cucine di Liguria, Marche, Abruzzo (dove si mangia spalmato sul pane), Calabria e Campania.

Il sanguinaccio è aromatizzato con sangue fresco di maiale, il che gli fornisce un caratteristico retrogusto acidulo. In alcune regioni italiane, la vendita al pubblico del sangue di maiale è stata vietata nel 1992; per questo motivo la preparazione del sanguinaccio dovrebbe avvenire solo immediatamente dopo la macellazione del maiale.

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Abruzzo

Spaghetti alla chitarra

Spaghetti alla chitarra alt

 
Gli spaghetti alla chitarra, detti anche tonnarelli nel Lazio o maccheroni alla chitarra (dal dialetto maccarunY) in Abruzzo, sono una varietà di pasta all’uovo tipica della cucina italiana.

La larghezza del taglio (circa 2-3 mm) è identica a quella dei tagliolini, ma lo spessore è decisamente maggiore. Visti in sezione, si presentano “quadrati”; questo sta a significare che lo spessore è anch’esso di 2-3 mm. L’attrezzo conferisce alla pasta uno spessore squadrato e una consistenza porosa che consente al sugo con cui verrà condita di aderire completamente, con grande soddisfazione del palato.

Per la pasta viene utilizzata farina di tipo 00, uova e un pizzico di sale. Viene poi lavorata a lungo e dopo il riposo al fresco viene tirata a sfoglia con il matterello; successivamente la sfoglia si pone sopra la chitarra e viene agita una pressione sulla stessa con il matterello facendolo scorrere in avanti e indietro, in modo che i fili della chitarra taglino la sfoglia in maccheroni. Le donne abruzzesi finiscono il lavoro passando un dito sulla sfoglia tagliata alla base della chitarra, come dovessero “suonare un arpeggio” per far scendere la pasta tagliata. Le sfoglie di pasta che vengono passate sulla chitarra in dialetto si chiamano pettele.

In Abruzzo i maccheroni alla chitarra vengono generalmente preparati con ragù misto di carne di manzo, maiale e agnello. Meno tradizionali i sughi di cinghiale, di lepre o anche di cacciagione. È una pasta che richiede rigorosa cottura al dente e si sposa bene con condimenti ricchi e sughi importanti.

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Abruzzo

Parrozzo

Parrozzoalt

 
Il parrozzo (o panrozzo) è un tipico dolce pescarese, associato alle tradizioni gastronomiche del Natale (ma non solo). È molto diffuso in Abruzzo, soprattutto nella zona orientale.

Il parrozzo è fatto con semolino o, in alternativa, la farina gialla o farina bianca con fecola, zucchero, mandorle tritate, essenza di mandorla amara, buccia di limone ed è ricoperto di cioccolato  fondente.

Il dolce è ottenuto impastando la farina gialla, con uova e mandorle tritate e la buccia di limone. Si versa l’impasto in uno stampo semisferico e lo si cuoce nel forno. A cottura ultimata, quando il dolce è ormai freddo, lo si ricopre con il cioccolato fondente fuso.

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Toscana

Ribollita

Ribollitaalt

 
La Ribollita è un piatto, molto appetitoso, che deriva dalla tipica zuppa di pane raffermo e verdure della Toscana, in particolare della zona di Firenze e Arezzo. È un tipico piatto “povero” di origine contadina, il cui nome deriva dal fatto che un tempo le contadine ne cucinavano una gran quantità (soprattutto il venerdì, essendo piatto magro) e quindi veniva “ribollito” in padella nei giorni successivi.

Come tutte le altre minestre di verdura anche la ribollita diventa sempre più gustosa ogni volta che viene “ribollita” sul fuoco. Gli ingredienti fondamentali sono il cavolo nero e i fagioli (borlotti, toscanelli o cannellini). La ribollita è un piatto invernale di aspetto semisolido. Per rendere migliore la zuppa è necessario che il cavolo nero abbia “preso il ghiaccio”: che sia passato cioè da una o più gelate invernali che ne ammorbidiscano le foglie.

La cosa migliore è “ribollire” la zuppa nel forno a legna comunque in un tegame con un buon fondo spesso per evitare che si attacchi e si bruci al fondo. Si usa aggiungere alla “ribollita” un filo d’olio extravergine e affettarci una cipollina fresca. Nella cucina toscana vi era anche una zuppa di pane estiva, oggi quasi irrealizzata. Il cavolo nero era sostituito dalle patate mentre l’aspetto finale, decisamente più liquido, la rendeva più simile ad un “minestrone”.

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Toscana

Acqua cotta

Acqua cottaalt

 
L’acqua cotta è un piatto tipico della cucina della bassa maremma, quindi sia della Maremma grossetana che della Tuscia viterbese. Deriva dal pranzo tipico dei butteri quando si trovavano in aperta campagna a seguito delle mandrie. Alcuni trovano assonanze e commistioni con la medievale zuppa arcidossina che però si basa su altri ingredienti. è una zuppa povera, che varia da zona in zona a secondo della reperibilità degli ingredienti, da li il nome di acqua cotta.

Essendo principalmente un zuppa di verdure gli ingredienti venivano raccolti direttamente in campagna, oltre al pane di grano duro, l’olio d’oliva ed il sale che i butteri portavano sempre al seguito nella catana, tipico tascapane di cuoio. Per le ragione di cui sopra, le verdure, gli ingredienti principali, variano molto a seconda del periodo in cui si prepara tale pietanza, quindi ci si può trovare cardini (polloni di carciofi), broccoli, cappucci, fagiolini, borraggine, pisciacane (tarassaco) e qualsiasi verdura possa dar sapore. Per aumentarne il potere nutrizionale talvolta vengono aggiunti grassi animali come una cotica (cotenna del maiale) e il battuto (lardo sminuzzato con il coltello, sulla crosta del pane in mancanza di un battilardo). Quest’ultimo veniva spesso usato per fare il soffritto d’aglio e cipolla in un pignatto come inizio della ricetta.

Il piatto si presenta in più varianti in base alla zona, tuttavia la versione viterbese si presenta con cipolla, aglio, cicoria, cicorione, funghi, acqua, olio di oliva, patate, uovo (il cosiddetto uovo sperso) e pane di grano duro raffermo e/o abbrustolito. Nella versione più diffusa in Toscana prevede l’utilizzo di cipolla, pomodoro, acqua, olio di oliva, sedano, carota, basilico, pane casalingo raffermo abbrustolito, pecorino grattugiato, uovo.

In agosto nella provincia di Grosseto si tengono diverse sagre dell’acquacotta nei paesini alle pendici del monte Amiata, tra cui Cana e Santa Fiora

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Toscana

Panzanella

Panzanellaalt

La ricetta originale prevede pane raffermo, cetriolo, cipolla rossa, basilico, il tutto condito con olio, aceto e sale. In Toscana il pane viene lasciato a bagno in acqua e poi strizzato fino a sbriciolarlo e spezzettarlo per mescolarlo agli altri ingredienti; in Umbria e nelle Marche le fette di pane raffermo vengono bagnate ma non sbriciolate e gli altri ingredienti posti sopra come si trattasse di una bruschetta.

Nel tempo sono state introdotte alcune aggiunte, come pomodoro crudo a pezzi, cetriolo, olive speziate, uova sode a rotelle (si usano come guarnizione) e talvolta tonno. C’è da dire che la ricetta si presenta in molte varianti con aggiunte e sostituzioni di vario tipo: carote, sedano, würstel a tocchetti, mozzarella, sottoli, sottaceti, fagioli borlotti ecc.

Consigli

Il piatto risulta molto fresco, secondo alcuni è consigliabile addirittura riporlo qualche minuto in frigorifero, prima di essere servito; a livello e a temperatura uguale a quella dove viene riposta la verdura fresca. Consumato preferibilmente in estate, anche perché è il periodo in cui si trovano con facilità le verdure di cui è composto, rappresenta un buon piatto unico.

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Toscana

Crostini di fegato

Crostini di fegato alt

 
Ingredienti per 10 persone:
g. 250 di cipolle
g. 20 di aglio
g. 500 di pane
g. 800 di fegatini di pollo
g. 40 di filetti di acciuga
g. 100 di capperi
g. 100 di olio extravergine d’oliva
g. 250 di burro
 
Tagliare finemente la cipolla e farla rosolare in olio dentro una casseruola, aggiungere l’aglio tritato e i fegatini puliti e ben lavati, facendo cuocere il tutto a fuoco vivo.
Bagnare con vino e, quando è evaporato quasi totalmente, aggiungere capperi, acciughe e burro terminando la cottura. Tritare l’impasto molto finemente con l’ausilio di un cutter e mantenere in caldo aggiustandolo di sapore. Tostare il pane affettato fine, (ma non troppo), e versare un cucchiaio di impasto su ogni fetta di pane ed adagiare sul piatto di portata.
Guarnire con una foglia di prezzemolo ed un cappero.
Si servono molto caldi.  
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Sicilia

Spongata al miele

Spongata al mielealt

 
Ingredienti: 300 gr di farina 00, 100 gr di biscotti secchi, 150 gr di zucchero, 250 ml di vino bianco, 50 gr di zucchero, 200 gr di miele, 150 gr di gherigli di noce, 150 gr di mandorle pelate, 150 gr di uvetta, 130 gr di pinoli, 150 gr di cedro e arancia canditi, 50 gr di nocciole tostate, 50 ml di Cognac, 100 gr di burro, 10 ml di olio extravergine d´oliva, Sale, pepe, noce moscata e zucchero a velo q.b.
 
Procedimento: Dosi per: 8 persone Tempo: 1 ora e 30 minuti + 24 ore per il riposo. Passare al mixer le mandorle, le noci e le nocciole finchè non otterrete un trito fine. Scaldare il miele con 200 ml di vino; abbassa-re il fuoco al minimo e incorporare i biscotti sbriciolati, un pizzico di noce moscata, uno di pepe e uno di cannella. Unire il trito di mandorle, noci e nocciole, amalgamare bene e togliere dal fuoco. Aggiungere i canditi, l´uvetta, i pinoli e il Cognac. Lasciare raffreddare, quindi coprire con un foglio di carta celofan e lasciare riposare fino al giorno successivo. Preparare la pasta: lavorare la farina con il vino rimasto lasciato a temperatura ambiente, l´olio, il burro a temperatura ambiente, lo zucchero ed un pizzico di sale. Se durante la lavorazione la pasta dovesse essre troppo dura, unire dell´altro vino. Stendere la pasta in una sfoglia sottile, quindi ricavare due dischi di 28 cm di diametro e disporre uno in uno stampo di 26 cm foderato con carta da forno. Riempire la tortiera con il composto preparato il giorno prima, coprire con l´altro disco e saldare bene i bordi. Infornare la torta a 180° C e cuocere per mezz´ora. Ritirare la torta dal forno e lasciare raffreddare. Spolverizzare con dello zucchero a velo e servire.
 
 
 
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Sicilia

Cassata siciliana

Cassata Sicilianaalt

Tempo di cottura min.120
Ingredienti: 800 g.di ricotta di pecora;
-500 g. di zucchero; vanillina;
-100 g. di cioccolato spezzettato;
-100 g. di frutta candita a pezzetti, gocce di rosolio;
-1 forma di pan di Spagna; pistacchi; strisce di zuccata.
Preparazione:
-800 g. di ricotta di pecora passata al setaccio,
-500 g.di zucchero, un pizzico di vaniglia,
-100 g. di cioccolato tagliato a pezzettini piccolissimi,
-100 g. di frutta candita spezzettata anch’essa fine;
Mescolate il tutto con la ricotta con una cucchiaia di legno, tenete presente che più mescolate la ricotta meglio viene il risultato finale , ma a mano senza frullatori ecc, aggiungete qualche goccia di rosolio.Ora prendete una forma, fatta apposta, appoggiatevi un foglio di carta da cucina, con la gelatina di frutta, sistematevi intorno le fettine di pan di Spagna.Prendete il tutto come si trova e sistematelo dentro il frigorifero per circa due ore.Poi preparate un piatto di cartone da pasticceria e sistemateci sopra la cassata a testa in giù.A questo punto e pronta si deve solo decorare… a vostro piacimento, vestitela con glassa e il pistacchio sistematici la frutta candita ecc.