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Terme Italia

Terme di Saturnia Toscana

Markus BernetLe Terme di Saturnia costituiscono un insieme di sorgenti termali situate nel comune di Manciano, a pochi chilometri dalla località di Saturnia, rispetto alla quale sorgono nella sottostante vallata sud-orientale. Le sorgenti termali che alimentano le terme interessano un vasto territorio che spazia dal Monte Amiata alle Colline dell’Albegna e del Fiora, fino a raggiungere la Maremma grossetana presso Roselle (Terme di Roselle) e Talamone (Terme dell’Osa).

Toponimo

Secondo una leggenda, le Terme di Saturnia, note anche agli Etruschi e ai Romani, si sarebbero formate nel punto in cui cadde sulla Terra un fulmine che Giove scagliò contro Saturno, mancandolo, a seguito di un violento litigio scoppiato tra le due divinità mitologiche.

Acque termali

Le acque sulfuree sgorgano ad una temperatura di 37,5 °C e hanno rinomate proprietà terapeutiche, donando relax e benessere al solo immergervisi. Le principali cascate termali sono le Cascate del Mulino, situate presso un vecchio mulino e le Cascate del Gorello.

La portata della sorgente è di circa 800 litri al secondo e ciò garantisce un ottimale ricambio d’acqua; questa, a livello chimico, risulta sulfurea, carbonica, solfata, bicarbonato alcalina, terrosa, con presenza di gas di idrogeno solforato ed anidride carbonica. I sali minerali disciolti nell’acqua ammontano a 2,79 grammi per litro.

L’area termale di Saturnia presenta, nel suo complesso, una vasta area liberamente fruibile ed una zona dove si è sviluppato il rinomatissimo e lussuoso stabilimento termale delle Terme di Saturnia dove, oltre alle varie cure termali, vengono prodotti anche profumi e creme termali per uomo e donna.

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Comune di Noto

Nuotu

Nuotu

(talianu: Noto) è na cità dû sud-est di la Sicilia, di circa 23000 abbitanti. Si trova a circa 30 km di Sarausa  e 70 di Rausa, e 10 dô mari Joniu.

L’abbitanti si chiàmanu “nuticiani”.

Lu cumuni di Nuotu è lu quartu ‘n Italia pi superfici.

Ricustruiuta doppu lu tirrimotu dô 1693, Nuotu è canusciuta pi l’architittura barocca, e oi è patrimonu munniali di l’Unesco. Prima di lu tirrimotu, la cità surgia a na cinquina di chilòmitri di unni si trova attualmenti. Meta di piddirinaggi di erimiti, na vallata vicinu la cità fu scigghiuta di S. Currau comu erimitaggiu.

Anticamenti, Nuotu dava lu nomu a tutta la Sicilia sud orientali, chi era chiamatu appuntu lu Val di Nuotu. La cità di Nuotu fu l’ùrtima cità siciliana occupata dî mussulmani a rinnìrisi ê nurmanni ntô 1091.

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Comune di Noto

Noto

altStato: Italia
Regione:Sicilia
Provincia:  Siracusa
Coordinate:  36°53203N 15°5203
Altitudine: 152 m s.l.m.
Superficie: 551,12 km²
Abitanti:     24.067  30-04-2009
Densità:     42,9 ab./km²
Frazioni:     Baulì, Calabernardo, Castelluccio, Cipolla, Coda di Lupo, Falconara, Fondo Morte, Lenzavacche, Lido di Noto, Madonna Marina, Pantano Longarini, Pietà San Giovannello, Reitani, Rigolizia, San Corrado di Fuori, San Lorenzo, San Marco, San Paolo, Santa Lucia, Serra di Vento, Testa dell’Acqua, Vendicari, Villa Vela
Comuni contigui:     Avola, Canicattini Bagni, Ispica (RG), Modica (RG), Pachino, Palazzolo Acreide, Rosolini, Siracusa
CAP: 96017
Pref. telefonico: 0931
Codice ISTAT: 089013
Codice catasto:  F943
Nome abitanti:  netini
Santo patrono:  San Corrado Confalonieri
Giorno festivo:  19 febbraio

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Comune di Noto

ll patrono di Noto

ll patrono: San Corrado Confalonieri

San Corrado, tela del XVII secolo nella chiesa di Calendasco (PC), di cui è patrono da oltre quattro secoli

San Corrado eremita, morì nel 1351, nella grotta dove era vissuto in eremitaggio per numerosi anni, nella Valle dei Pizzoni, presso Noto, dove oggi si trova la “Chiesa dell’Eremo fuori le mura”, che ingloba la grotta. Il 19 febbraio, giorno della sua morte, si tiene la festa patronale. Vi si svolge una processione, con la “vara” dell’urna argentea contenente il corpo del santo, che viene portata per le vie del paese. Ogni dieci anni, la processione con l’urna giunge fino alla grotta, con un percorso che si svolge durante la notte e percorre i circa 10 km che separano la città dall’eremo originario. Caratteristici sono i portatori di ceri artistici, dipinti con simbologie legate alla figura del patrono.

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Comune di Noto

Economia Noto

Economia a Noto

Il settore turistico si è recentemente sviluppato: in seguito all’ingresso tra il Patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO, si sono aperte strutture ricettive e si sono avviati lavori di riqualificazione nella città. Il turismo può contare anche sulla vicinanza al mare e sui prodotti tipici, sulla grande tradizione gastronomica. Il più importante fra i prodotti tipici è senza dubbio il vino. Tracce di viticoltura risalgono all’epoca neolitica (circa XV – XIII sec. A.C.), ma ben più recentemente Noto era nel XIX secolo la principale zona di produzione di tutta la Sicilia e nel suo territorio fu istituita la Regia cantina sperimentale. Dopo un periodo di crisi, negli ultimi anni diverse imprese, anche non siciliane, hanno cominciato a investire, a piantare nuovi vigneti e a vinificare in loco. L’uva di maggiore importanza è senza dubbio il Nero d’Avola, che prende il nome dall’omonima confinante cittadina, ma è in agro di Noto appunto che si fanno i migliori vini, provenienti soprattutto dalle contrade di Buonivini, Bufalefi, Archi e Maccari.

Sull’agro di Noto insistono ben due DOC per il vino (Eloro e Val di Noto) e una DOP per l’olio (Monte Iblei).

Il comune, che fa parte dell’associazione “Città del vino”, ha deliberato di istituire una Enoteca pubblica, situata nella cosiddetta “Loggia del mercato”, nella parte retrostante di Palazzo Nicolaci, che dovrà servire appunto per la promozione del vino.

Altro prodotto di grande qualità è la mandorla, detta “pizzuta” che si coltiva nel territorio.

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Manifestazioni Noto

Manifestazioni a Noto

* Infiorata, la terza domenica di maggio, a partire dal 1980. Fu importata chiamando ad operare i maestri di Genzano. Si tiene in via Nicolaci, che viene ricoperta di fiori.

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Sport Noto

 Sport Noto

A Noto, sono presenti diverse società che operano in varie discipline sportive, con ottimi risultati:

    * Twirling; ragazze campionesse di livello nazionale ed europeo tra cui spiccano le atlete Italia e Marziano.
    * Atletica leggera; cospicua la pattuglia di atleti che gareggiano nelle gare amatoriali con ottimi risultati tra cui spicca Corrado Mortillaro tesserato con l’ Atletica Gonessa Cagliari.
    * Tennistavolo; Robur Noto, che partecipa al campionato di Serie B1 gir. D.
    * Ciclismo; Emanuele Rizza, Vincenzo Garofalo professionisti su strada.

Calcio

Squadre presenti a Noto:

    * U.S.D. Noto, che milita nel Campionato FIGC- Lega Dilettanti Serie D”.
    * Notinese calcio 5, partecipa al campionato FIGC di serie C2 di calcio a 5.
    * Netina Calcio, partecipa al campionato di 1ª Categoria.
    * Rinascita Netina, partecipa al campionato di 3ª Categoria.

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Comune di Noto

Personalità legate a Noto

Personalità legate a Noto

    * Ducezio, (488 a.C.-440 a.C.) leggendario re dei siculi
    * Ibn Hamdis, (1056-1133) poeta arabo del XI secolo di origine netina
    * San Corrado Confalonieri, (1290-1351) patrono di Noto e di Calendasco
    * Giovanni Aurispa, (1376-1459) umanista del XIV/XV secolo
    * Santi Bonfanti, (1959) generale dell’esercito italiano
    * Matteo Carnilivari, (XV secolo) architetto
    * Vincenzo Littara, (1550-1602) poeta e teologo
    * Giuseppe Scala, (1556-1585) scienziato, tra gli ideatori del calendario gregoriano
    * Rosario Gagliardi, (1698-1762) architetto della ricostruzione di Noto
    * Vincenzo Sinatra, (1720-1765) architetto, allievo del Gagliardi
    * Corrado Maria Deodato Moncada, (1736-1813) arcivescovo
    * Matteo Raeli, (1812-1875) patriota e politico del Risorgimento
    * Pietro Landolina, (1839-1885) politico
    * Ruggero Romano, (1895-1945) podestà di Noto e Ministro dei lavori pubblici della Repubblica Sociale Italiana
    * Ernesto D’Albergo, (1902-1974) economista
    * Corrado Curcio, (1903) letterato e filosofo
    * Guglielmo Giaquinta, (1914-1994) vescovo
    * Raffaele Gentile, (1914) politico
    * Pietro Nigro, (1939) scrittore
    * Mimmo Fusco, (1947-2005) giornalista e commentatore Rai
    * Alfonso Belfiore, (1954) compositore
    * Fortunato Di Noto, (1963) religioso
    * Marco Basile, (1974) attore
    * Vittorio Sgroi, (1926-2002) giurista, professore, magistrato, Primo Presidente della Corte suprema di cassazione

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Riserva naturale Cavagrande del Cassibile

La Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile è una riserva naturale orientata regionale della Sicilia, ricca di rilevanze paesaggistiche, antropologiche, idrogeologiche, archeologiche e speleologiche. L’area si estende per 2700,00 ettari, suddivise fra i 900,00 ha della zona A (riserva) e i 1860,00 ha della zona B (preriserva). La riserva è stata istituita nel 1990 (D.A. del 13 luglio) ed è gestita dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana. Sarà inclusa nel perimetro del Parco Nazionale degli Iblei, in corso di definizione.

Essa è attraversata dal fiume Cassibile (l’antico Kacyparis greco), che nel corso dei millenni ha creato una serie di profondi canyon. Nel fondovalle, ha finito per crearsi un complesso sistema di piccole cascate e invasi naturali (localmente detti uruvi) spesso balneabili. La quota più alta raggiunta dall’altipiano rispetto al letto del fiume è di 520 m slm, ma è nei pressi del belvedere di Avola Antica che, con i suoi 507 metri, il fiume raggiunge la massima profondità. Sempre in questo tratto raggiunge la massima ampiezza di 1200 metri. Nei 10 km di lunghezza del canyon, come detto, si possono ammirare numerosi laghetti, con acque fresche e limpide, fra cui spiccano per bellezza i piccoli laghi nei pressi di Avola Antica accessibili al pubblico tramite una scala storica, detta Scala Cruci.

Storia

Difeso dalle inaccessibili pareti a strapiombo della cava e la vicinanza dell’acqua, i Siculi, primi abitatori che si conoscono di questo luogo, vi hanno costruito una necropoli, ancora oggi difficile da raggiungere.

Intorno al XIII secolo a.C. delle popolazioni della Sicilia sud-orientale, forse spinte da genti italiche più agguerrite, preferirono rifugiarsi in questi luoghi impervi e ben difesi. Si conoscono almeno due villaggi rupestri, quello settentrionale che si nota subito appena ci si affaccia dal belvedere, e quello meridionale, quasi di fronte.
Il primo risale ai secoli XI-X a.C., secondo per suggestione solo a Pantalica, in cui si trovano centinaia di tombe a grotticella e gli ipogei paleocristiani scavati nelle pareti, disposti uno a fianco dell’altro, su ben sei differenti livelli paralleli.
La foce del fiume Cassibile è un luogo storico, poiché il capitano Demostene nel 413 a.C. con 6.000 Ateniesi dovette arrendersi alla città di Siracusa.
Questi luoghi vennero utilizzati fino alla prima metà del secolo scorso. Infatti poco sopra i laghetti si trovava un monastero, del quale si notano ancora delle rovine e le case di alcune famiglie di Canicattini come i Bombaci e gli Uccello, che traevano il sostentamento dalla produzione di ulivi, carrube e mandorle.

Territorio

Ciò che rende spettacolari le cave a causa dello scorrimento dei corsi d’acqua, è la morfologia del grande canyon di Cava Grande del Cassibile, il Kakyparis dei Greci. Sul versante nord è possibile osservare un piccolo agglomerato di abitazioni rupestri. Nella zona sud si trova un complesso sistema di abitazioni, scavate nella roccia, disposte una accanto all’altra su sei diversi livelli paralleli, collegati tra loro da un sistema di cunicoli e gallerie. Mentre ai margini della riserva, a nord-est, sorgono varie necropoli antiche, nelle quali sono stati trovati ricchi corredi tombali e materiale ceramico: la sua peculiare decorazione, detta piumata o marmorizzata, rientra nell’ambito della cultura Ausonia presente nelle isole Eolie e nella Sicilia orientale intorno al 1000 a.C.

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Sito archeologico villa del Tellaro Noto

La villa del Tellaro, nei pressi di Noto, è una ricca residenza extraurbana della tarda età imperiale romana

 Storia e descrizione

I resti, rinvenuti a partire dal 1971, si trovano in un fertile comprensorio agricolo, su una bassa elevazione presso il fiume Tellaro, sotto una masseria sette-ottocentesca. Il corpo centrale della villa, più piccola di quella di Patti, si articola intorno ad un vasto peristilio. Il tratto del portico sul lato settentrionale presentava una pavimentazione a mosaico con festoni dalloro che formano cerchi e ottagoni con i lati inflessi includenti motivi geometrici e floreali e su di esso si affacciano altri due ambienti che conservano i mosaici figurati.

Nel primo di questi ambienti il mosaico, molto danneggiato, conserva un pannello con la scena del riscatto del corpo di Ettore: Ulisse, Achille e Diomede, identificati da iscrizioni in greco, sono impegnati nella pesatura del cadavere delleroe. La figura di Priamo è perduta; il corpo di Ettore, frammentario, si trovava su un piatto della bilancia; loro del riscatto era nellaltro piatto. Questepisodio, non ricordato nell’Iliade di Omero, deriva probabilmente da una tragedia di Eschilo. Il pavimento musivo del secondo ambiente presenta una scena di caccia, con un banchetto allaria aperta tra gli alberi ed una figura femminile interpretata come personificazione dellAfrica.

Le scene del secondo ambiente richiamano i mosaici di caccia della Villa del Casale a Piazza Armerina, ma con figure più stilizzate e bidimensionali, dalle proporzioni incerte, che rendono l’effetto grandemente diverso. Probabilmente i mosaici sono opera di maestranze africane. Sulla base dellevidenza numismatica, i mosaici vennero realizzati dopo la metà del IV secolo d.C.

La villa oggi

La villa del Tellaro è stata oggetto negli ultimi anni di un rinnovato interesse, grazie soprattutto ad una serie di progetti di ristrutturazione e riqualificazione dell’area interessata. Il 15 marzo 2008, oltre trenta anni dopo gli scavi, la villa del Tellaro è stata finalmente inaugurata e resa fruibile al pubblico. Alle spalle della Villa cominciano gli splendidi e talvolta antichi vigneti, dove ancora oggi si coltivano le tradizionali uve del territorio: nero d’Avola, moscato e albanella (o albanello) sempre più difficile da trovare.