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Lombardia

Comune di Lecco

Comune di Lecco

Lecco è un comune di 47.760 abitanti (22.779 M; 24.981 F), capoluogo dell’omonima provincia lombarda, istituita nel 1992 dopo il distacco da quella di Como.
Architetture religiose
Beata Vergine Assunta di Versasio
Beata Vergine del Rosario di Malnago
Beata Vergine del Rosario di Varigione
Campanile di San Nicolò
Cappella dei Morti di Peste
Immacolata a Germanedo
Madonna della Rovinata
San Carlo a Castione
San Francesco a Falghera
San Francesco in viale Turati (Cappuccini)
San Giovanni Evangelista a San Giovanni alla Castagna
San Giovanni di Laorca
San Giovanni Battista in Chiuso
San Giuseppe al Caleotto
Basilica romana minore Prevositurale di San Nicolò
San Rocco a Barco
Sant’Antonio a Maggianico
Sant’Antonio Abate a Malavedo
Santa Maria Assunta a Chiuso
Santa Maria Assunta a Rancio
Santi Nazario e Celso a Castello
Santuario di Lourdes ad Acquate
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Lombardia

Comune di Cremona

Comune di Cremona

Cremona (Cremùna in dialetto cremonese) è una città lombarda di 72.415 abitanti capoluogo della provincia omonima. La città si trova nel cuore della Pianura Padana, poco distante dalle rive del fiume Po. È scherzosamente nota come la “città delle tre T”, ossia turòon, Turàs, tetàs (torrone, Torrazzo, tettone). In tempi recenti e con l’intento di onorare un cremonese illustre e conosciutissimo ad un pubblico che si vuole sempre più vasto, la terza “T” viene spesso sostituita con il nome di Tognazzi, il celebre attore cremonese: “Torrone, Torrazzo, Tognazzi (“Tugnàss”) – anche in dialetto.
Musei e monumenti
Il centro storico di Cremona ha il suo vertice artistico nella medievale Piazza del Comune, spazio urbano assai unitario e suggestivo che può vantare anche alcuni dei maggiori monumenti medievali italiani come:
il Duomo di Cremona
il Torrazzo di Cremona
la Loggia dei Militi
il Palazzo del Comune
il Battistero di Cremona
Non solo la piazza ma l’intera città è disseminata di svariate architetture di pregio che sono:
il Palazzo Cittanova
il Palazzo Affaitati
il Palazzo Ala-Ponzone
il Palazzo Barbò
il Palazzo Cavalcabò
il Palazzo Fodri
il Palazzo del marchese Maggi edificato da Simone Cantoni
il Palazzo Mina Bolzesi
il Palazzo Zaccaria-Pallavicino
il Palazzo Raimondi-Repellini
il Palazzo Scinchinelli-Martini
il Palazzo Silva-Persichelli
il Palazzo Stanga-Rossi S. Secondo
il Palazzo Stanga-Trecco
il Palazzo Vescovile
il Palazzo Vidoni
il Palazzo Zaccaria già Lodi
il Palazzo Eliseo Raimondi
il Palazzo Trecchi
il Teatro Ponchielli
la Chiesa di San Michele
la Chiesa di San Luca
la Chiesa di San Sigismondo
la Chiesa di Sant’Abbondio
la Chiesa di Sant’Agostino
la Chiesa di Sant’Agata
la Chiesa di Sant’Imerio
la Chiesa di Sant’ Ilario
la Chiesa di San Marcellino
la Chiesa di Santa Lucia
la Chiesa di Santa Rita
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Lombardia

Comune di Como

Comune di Como

Como è una città italiana lombarda di 84.876 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia. I suoi abitanti sono chiamati comaschi.
 
Monumenti e luoghi d’interesse
 
 
Architetture religiose
 
La facciata del Duomo.La Basilica di San Carpoforo, romanica.
La Basilica di Sant’Abbondio (chiesa romanica con affreschi dell’XI secolo).
La Basilica di San Fedele, romanica.
Il Duomo di Como (costruito tra il XIV ed il XVIII secolo).
La chiesa di Sant’Agostino che conserva la tela della Nascita di Maria del Morazzone.
La chiesa di San Giacomo
 
 
Architetture civili
 
Il Broletto (municipio antico).
Villa Olmo.
Numerosi sono gli altri interventi a Como dell’architetto Simone Cantoni, come le ristrutturazioni del “Palazzo Primavesi” nel 1779, del “Palazzo dei conti Somigliana” nel 1785, del “Palazzo Odescalchi” nel biennio 1782-1783 e la realizzazione della sua facciata nel 1786, e per volere del marchese Innocenzo, la riattazione del “Palazzo cittadino del vescovo Giacomo Mugiasca” negli anni 1787-1790, 1812-1815, la ristrutturazione del “Palazzo del marchese Raffaele Raimondi” negli anni 1791-1794, del “Palazzo del conte Giovan Battista Giovio” nel 1794, e quella del “Palazzo del conte Giampietro Porro” nel 1810.
Il Tempio Voltiano (museo Alessandro Volta).
Il Palazzo Novocomum (o “Transatlantico”), opera del razionalismo italiano (di Giuseppe Terragni).
La Casa del Fascio, opera del razionalismo italiano (di Giuseppe Terragni).
Il Monumento ai caduti (di Giuseppe Terragni).
L’Asilo Sant’Elia, opera del razionalismo italiano (di Giuseppe Terragni).
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Lombardia

Comune di Brescia

Comune di Brescia

Brescia (Brèsa in dialetto bresciano), soprannominata la “Leonessa d’Italia” a causa della partecipazione al Risorgimento nazionale italiano, è una città di 191.618 abitanti dell’Italia settentrionale, capoluogo dell’omonima provincia lombarda.
 
 
Monumenti
 
Piazza della Loggia
Duomo vecchio
Duomo nuovo; a sinistra si intravede la torre del Broletto
Il Capitolium
Lapidario del Capitolium
Castello di Brescia
Via Umberto I e la sede delle Poste e Telegrafi – Fine anni ’10 circa Epoca romana  [modifica]
La piazza del Foro è il più rilevante complesso con resti d’epoca romana di tutta la Lombardia, con gli imponenti avanzi del Capitolium, dell’adiacente teatro, del Foro stesso e poco più a sud, in piazzetta Labus, i resti della Basilica, i cui elementi architettonici di età flavia sono ancora ben visibili nelle facciate delle antiche case costruite sulle rovine stesse;
Epoca medievale
Il Castello di Brescia, antica fortezza cittadina risalente ai primi del 1200, ma che era sede di culto già all’età del bronzo;
Il monastero di San Salvatore o di Santa Giulia: la chiesa di San Salvatore è un esempio dell’architettura longobarda dell’Italia settentrionale; il complesso è inoltre sede del Museo della città, all’interno del quale si possono trovare numerose opere d’arte della storia bresciana, fra cui la Vittoria Alata e la Croce di Desiderio. Il monastero fu, secondo la tradizione, il rifugio di Ermengarda, la figlia del re longobardo Desiderio ripudiata da Carlo Magno; per questo motivo è anche un’ambientazione dell’Adelchi di Alessandro Manzoni. L’insieme fa parte del sito seriale “Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”, comprendente sette luoghi densi di testimonianze architettoniche, pittoriche e scultoree dell’arte longobarda, la cui candidatura alla Lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco è stata accettata nel marzo 2008
 
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Lombardia

Comune di Bergamo

Comune di Bergamo

Bergamo è una città di 119.234 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Lombardia. È divisa in due parti distinte, la Città Alta (Sìta Ólta), il centro storico cinto da mura, e la Città Bassa (Sìta Bàsa), la parte moderna.
 
Bergamo Alta
 
Bergamo Alta (detta anche Città Alta o, in passato, la città, in contrapposizione ai borghi) è una città medioevale, circondata da bastioni eretti nel XVI secolo, durante la dominazione veneziana, che si aggiungeva alle preesistenti fortificazioni al fine di renderla una fortezza inespugnabile.
Bergamo è tuttora una delle quattro città italiane, assieme a Ferrara, Lucca e Grosseto, il cui centro storico è rimasto completamente circondato dalle mura che, a loro volta, hanno mantenuto pressoché intatto il loro aspetto originario nel corso dei secoli.
La parte più conosciuta e frequentata di Bergamo Alta è Piazza Vecchia, con la fontana Contarini, il Palazzo della Ragione, la Torre civica (detta il Campanone), che ancora oggi alle ore 22 scocca 100 colpi – quelli che in passato annunciavano la chiusura notturna dei portoni delle mura venete – e altri palazzi che la circondano su tutti i lati. Imponente, sul lato opposto al Palazzo della Ragione, il grande edificio bianco del Palazzo Nuovo che ospita la Biblioteca Angelo Mai.
Sul lato sud di Piazza Vecchia si trovano il Duomo, la Cappella Colleoni dell’architetto Giovanni Antonio Amadeo con i monumenti funebri al condottiero Bartolomeo Colleoni e a sua figlia Medea, il Battistero eretto da Giovanni da Campione e la basilica di Santa Maria Maggiore coi suoi bei portali laterali nord e sud, pure di Giovanni da Campione. Quest’ultima chiesa, cittadina, non della diocesi, all’interno reca i segni architettonici dei vari periodi che si sono susseguiti dall’epoca della sua costruzione. Degni di nota gli intarsi raffiguranti scene bibliche realizzate in legni di vari colori, i cui disegni sono attribuiti a Lorenzo Lotto, e un imponente confessionale barocco scolpito da Andrea Fantoni. La chiesa ospita la tomba del musicista Gaetano Donizetti.
Via Colleoni, nota anche come Corsaröla, collega Piazza Vecchia a Piazza della Cittadella ed è il cuore di città alta.
In Piazza della Cittadella si trovano il Museo civico archeologico ed il Museo “Enrico Caffi” di scienze naturali, poco lontano dai quali si può visitare la Fontana del Lantro, posta presso la chiesa di San Lorenzo.
Città Alta, oltre a ospitare un Orto Botanico sito in via Colle Aperto, è anche sede della Facoltà di Lingue e Letterature straniere il cui prestigio è riconosciuto in ambito europeo.
Città Alta si può raggiungere a piedi attraverso gli scorlazzini (scalinate che da più punti la collegano alla parte bassa della città), in automobile (anche se è vietato durante i fine settimana estivi e tutto l’anno la domenica pomeriggio), con la funicolare o con l’autobus.
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Lombardia

Comune di Milano

 
Geografia

Il territorio della Provincia di Milano è situato nella Lombardia centro-occidentale, nel tratto di alta pianura padana compreso tra il fiume Ticino a Ovest e il fiume Adda a Est. Il territorio è attraversato, oltre che dall’Adda e dal Ticino, anche dall’Olona dal Lambro, dal Seveso, dalla rete dei Navigli milanesi (Naviglio Grande, Naviglio Martesana, Naviglio Pavese) e da alcuni torrenti (Lura, Bozzente, Molgora, Arno). Il Ticino e l’Adda segnano rispettivamente il confine occidentale ed il confine orientale della provincia. Il Ticino, proveniente dalla Svizzera italiana, forma il Lago Maggiore e confluisce nel Po a valle di Pavia. Affluente del Ticino in Provincia di Milano è il torrente Arno. L’Arno attraversa l’Altomilanese ed è uno dei corsi d’acqua più inquinati della provincia.

L’Adda, proveniente dall’alta Valtellina, forma il Lago di Como e confluisce nel Po fra le province di Lodi e Cremona. In territorio provinciale l’Adda alimenta il Canale Muzza, il quale a sua volta riceve le acque del torrente Molgora, proveniente dall’alta Brianza. Il fiume Olona, proviene dalle Prealpi Varesine ed entra nella provincia attraversando Legnano, in seguito l’Olona attraversa pure Milano e sfocia nel Po presso San Zenone. Affluenti del fiume in Provincia di Milano sono i torrenti Bozzente, Lura, Merlata (formato dal Nirone e dal Pudiga) e Mussa (formato dal Lombra e dalla Garbogera).

Di minore importanza sono il Lambro ed il Seveso. Il Lambro (o Lambro Settentrionale), proveniene dal Triangolo Lariano, lambisce la periferia est di Milano e confluisce nel Po presso Orio Litta. Suo affluente in Provincia di Milano è il Colatore Lambro meridionale, derivato dall’Olona a Milano, riceve le acque in eccesso dei navigli e confluisce nel Lambro in Provincia di Lodi. Il Seveso, proviene dalle colline a sud di Como e dopo aver lambito la Brianza si perde nel labirinto idrico della città di Milano, confluendo in parte nel Naviglio della Martesana e quindi nel Cavo Redefossi ed in parte nel Cavo Vettabbia.

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Liguria

Comune di Savona

Comune di Savona

Savona (Sann-a in ligure savonese) è una città italiana di 62.494 abitanti situata nel Nord-Ovest della penisola, capoluogo della omonima provincia; è il terzo comune più popolato della Liguria, preceduta solamente dal capoluogo di regione Genova e dal capoluogo di provincia La Spezia. La sua area conurbata, comprendente i comuni di Albissola Marina, Albisola Superiore, Quiliano e Vado Ligure, conta 94.100 abitanti, mentre l’intero comprensorio savonese, da Bergeggi a Varazze e il relativo entroterra, sfiora i 115.000 residenti.
Savona è il punto di riferimento per chi intende dirigersi verso la Riviera delle Palme o l’entroterra. Il capoluogo savonese funziona inoltre come snodo centrale per i collegamenti in pullman o ferrovia verso il non distante confine francese, la Costa Azzurra e l’Aeroporto di Nizza-Côte d’Azur. È inoltre un importante porto crocieristico.
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Liguria

Comune di La Spezia

Comune di La Spezia

 
La Spezia (Spèza in dialetto spezzino, pronunciato [Èsp[za]) è un comune della Liguria e il capoluogo dell’omonima provincia. Con i suoi 95 641 abitanti è il secondo comune più popoloso della regione (la sua area urbana conta 136 000 abitanti), preceduto solo dal capoluogo Genova.
La città si trova all’estremo levante della regione Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, al centro di un profondo golfo naturale al quale dà il nome. Tale golfo, conosciuto anche con l’appellativo di Golfo dei Poeti, è cinto da una catena di colline, la cui cima più imponente è il monte Verrugoli, 749 m s.l.m., asperità che è situata alla periferia occidentale del centro abitato.
Il territorio comunale spezzino fa parte dell’Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Magra ed una piccola porzione del territorio comunale, rappresentata dal piccolo borgo di Tramonti e dalla circostante collina, fa parte del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
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Liguria

Comune di Imperia

Comune di Imperia

 
Imperia è un comune della Liguria di 42.319 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia. Pur essendo superata per popolazione comunale da Sanremo, Imperia è la quarta realtà urbana ligure dopo Genova, La Spezia e Savona, con un agglomerato urbano di oltre 71.000 abitanti, che incorpora in se la costa sino agli Aregai, il Golfo Dianese, e la media valle Impero.
     
Situato sulla Riviera dei Fiori, fu formato nel 1923, per volere di Mussolini, dall’unione di undici comuni limitrofi, i due più grandi dei quali erano Oneglia e Porto Maurizio. La città è nota per il forte e storico insediamento di aziende e industrie alimentari (soprattutto olearie, ma anche di pasta) ma si è nel tempo riconvertita ad una economia principalmente basata sui servizi (essendo capoluogo della provincia omonima) e cerca di creare lavoro con il turismo (grazie al mare ed al clima particolarmente mite, anche durante l’inverno).
Il dialetto di Imperia è prevalentemente la lingua ligure, con lievi ma sensibili varianti di terminologia e pronuncia fra i rioni di Porto Maurizio (più simile all’intemelio) e di Oneglia, dove la secolare dominazione piemontese ha lasciato traccia anche nella cadenza e nel lessico.
A partire dagli anni sessanta, con il diffondersi dell’immigrazione interna (principalmente dal Sud Italia), l’uso del dialetto si è prima “annacquato” con molti termini italiani, poi si è fortemente ridotto, restando confinato, in città, fra la popolazione più anziana. Rimane invece ancora usato nelle piccole frazioni, dove le tradizioni del passato rimangono maggiormente vive.
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Liguria

Comune di Genova

altComune di Genova
 
La Provincia di Genova (Provinsa de Zena in lingua ligure) è una provincia della Liguria di 884.635 abitanti, con capoluogo a Genova. Confina a ovest con la Provincia di Savona, a nord con il Piemonte  (Provincia di Alessandria), e con l’Emilia-Romagna (Provincia di Piacenza e Provincia di Parma), a est con la Provincia della Spezia, e a sud con il Mar Ligure.

L’istituzione della provincia

La Provincia di Genova venne istituita dal Decreto Rattazzi del 1859; divenne operativa dal 1º marzo 1860 con la nomina a presidente provinciale dell’avvocato Antonio Caveri.

La provincia era suddivisa in 5 circondari, da ovest ad est Albenga, Savona, Genova, Chiavari e Levante. Più o meno la suddivisione del territorio corrispondeva a quella della Repubblica di Genova, decaduta dopo l’inglobamento dapprima in territorio francese e nel Regno di Sardegna poi.

Il 27 aprile 1875 il re Vittorio Emanuele II, mediante decreto reale, ufficializzò il nuovo stemma provinciale. Lo stemma venne nuovamente modificato, nel 1933, con l’avvento del Fascismo aggiungendo a destra il fascio littorio, simbolo del neo stato fascista.

I confini territoriali

Nei nuovi confini provinciali rientrarono molti comuni che oggi fanno parte di altre province confinanti. Ad ovest Laigueglia e Andora rappresentavano il confine con la provincia di Porto Maurizio (oggi entrambi nella provincia di Savona), ad est Castelnuovo Magra, Sarzana e Santo Stefano di Magra confinavano con la provincia di Massa-Carrara, annessi poi nella provincia della Spezia. Molti comuni persero però ogni legame politico con la provincia genovese (Bosio, Carrosio, Fraconalto, Gavi Ligure, Novi Ligure, Rocchetta Ligure, Vignole Borbera, Voltaggio e tutto l’Oltregiogo e la val Borbera che formerà la provincia di Novi) a causa dell’istituzione della provincia di Alessandria per decreto legge del ministro Urbano Rattazzi (Decreto Rattazzi). Ciò causò un’aspra polemica tra le due amministrazioni provinciali, registrando anche tra gli abitanti dei comuni neo alessandrini malumori e scontenti. Secondo la provincia di Genova il passaggio di amministrazione fu una scelta sbagliata a causa dei legami ed eventi storici che hanno sempre legato i comuni confinanti dapprima con la Repubblica di Genova (Circondario di Novi) e con il capoluogo genovese poi.

Addirittura la stessa Deputazione di Alessandria nel 1909, sollecitata dal Mandamento di Gavi Ligure, espresse il suo parere favorevole alla ricongiunzione dei comuni nell’amministrazione provinciale genovese, ma una riunione provinciale smorzò la richiesta di Gavi Ligure e del suo circondario. Un decreto legge datato 8 luglio 1923 stabilì il passaggio dalla provincia di Pavia dei comuni di Rondanina, Fascia, Gorreto, Rovegno e Fontanigorda nella giurisdizione genovese. L’episodio alimentò la speranza dei comuni alessandrini di una rapida annessione alla provincia genovese. Su iniziativa dei deputati di Genova venne presentata al Parlamento una proposta di legge con oggetto la riannessione dei comuni perduti nella provincia di Alessandria. La legge venne giudicata favorevole dalle Camere, con larga maggioranza a votazione palese, ma giunti alle fasi finali della reale approvazione il segretario del Partito Fascista di Alessandria con il presidente provinciale e i podestà telegrafarono al segretario fascista della sezione di Roma per risolvere la questione in qualsiasi modo. La richiesta venne ben presto esaudita e, con mezzi poco democratici, le urne per la votazione della pratica sparirono dall’aula impedendone di fatto la votazione. I comuni alessandrini non presentarono in seguito altre obiezioni, scegliendo di restare sotto giurisdizione piemontese.

Ulteriori cambiamenti e passaggi di amministrazioni provinciali si ebbero sia nel levante ligure che nell’estremo ponente genovese. Il regio decreto del 2 settembre 1923 stabilì la cessione di 30 comuni del Mandamento di Chiavari nella nuova provincia della Spezia, mentre il 15 novembre dello stesso anno il comune di Capraia rientrò nei nuovi confini della provincia di Livorno.

Nel ponente ligure il regio decreto del 2 gennaio 1927 decretò il passaggio degli 87 comuni dei circondari di Savona e Albenga nella neo costituita provincia di Savona. Nello stesso decreto si stabilì il passaggio di Cogoleto in quella genovese che risultò così, alla fine del 1927, dai nuovi ordinamenti, con una superficie di 1.787 km² ed una popolazione di 762.323 residenti in 85 comuni.

Nel 1928 l’unione territoriale dei comuni di Bogliasco con Pieve Ligure (ad oggi due comuni distinti), Sori con Canepa e il passaggio dei 19 comuni genovesi nella Grande Genova modificò ulteriormente l’ordinamento comunale della provincia in 64 comuni. Le ultime modifiche risalgono al 1932 (passaggio di Urbe in Provincia di Savona) e al 1946 (istituzione del comune di Pieve Ligure), lasciando i confini geografici – ad ovest da Cogoleto e ad est da Moneglia – definitivamente tracciati.

Genova è entrata a far parte ufficialmente dell’elenco delle città che diventeranno città metropolitana. L’Area Metropolitana di Genova, anche se non ancora costituita, è comunque storicamente rappresentata dal territorio che da Sestri Levante conduce fino a Savona e Vado Ligure. Le spinte autonomistiche di chi, nei decenni scorsi, si faceva promotore dell’istituzione della Provincia di Chiavari si sono ultimamente spente e, preso atto dei fortissimi legami storici, culturali ed economici del Tigullio con il Genovesato, logica comune di oggi vuole questo territorio entrare ufficialmente a far parte dell’Area Metropolitana di Genova, cercando eventualmente forme di governo unitarie che garantiscano comunque un certo livello di autonomia dei comuni rivieraschi.

Geografia

La geografia della Liguria è divisa in tre fasce: il mare, la zona collinare e la montagna. Anche la provincia genovese è divisa in queste categorie territoriali, regalando talvolta panorami come scogliere a picco sul mare o piccoli paesini arroccati sui monti. Basti pensare a Genova, grande città marinara stretta e spinta dai monti circostanti. Nella provincia sono presenti otto comunità montane, quattro parchi regionali e un’area marina protetta (Riserva marina di Portofino).

Le zone geografiche che più richiamano turisti, oltre a Genova e il suo comprensorio, sono il Golfo Paradiso e il Tigullio. Ultimamente anche l’entroterra è diventato protagonista nel panorama turistico, grazie ad un’accurata pubblicità in ambito nazionale, e tanti sono i turisti italiani e stranieri che scelgono piccoli paesini montani per trascorrere le loro vacanze in Liguria.

È la morfologia del territorio, l’altitudine dei rilievi ed ovviamente la presenza del mare a rendere forse la provincia di Genova unica tra quelle italiane perché, nel raggio di pochi chilometri, convivono paesaggi, paesi, flora e fauna di moltissime specie diverse. Basti pensare che non è inusuale sul litorale trovare arbusti come mirto, corbezzolo e piantagioni di arance, limoni, fico d’india e specie faunistiche come i gechi, elementi tipici dell’Italia meridionale e, a distanza di non più di una decina di chilometri nell’entroterra, vedere questo scenario completamente stravolto, presentando boschi di abeti, tassi e pini d’alta montagna, popolato da daini, cervi, cerbiatti, rapaci e roditori che sono comuni in regioni alpine come la Valle d’Aosta o il Trentino-Alto Adige.