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Toscana

Comune di Pistoia

altComune di Pistoia
Pistoia è un comune italiano di 90.280 abitanti,dell’Italia centrale, capoluogo dell’omonima provincia.
Il comune di Pistoia è attraversato da diversi corsi d’acqua, nessuno però di grandi dimensioni e tutti caratterizzati da un regime spiccatamente torrentizio. Il principale di essi è l’Ombrone Pistoiese che lambisce ad ovest la città. Giunto nelle vicinanze del quartiere di San Biagio, l’Ombrone Pistoiese ha acque limpide e pulite, in grado di ospitare anche specie ittiche pregiate quali la trota fario, il vairone e lo scazzone. Tuttavia la sua portata (a volte anche eccezionale nei mesi freddi) subisce drastiche diminuzioni d’estate, a causa soprattutto di prelievi indiscriminati per fini agricoli, quindi il torrente può rimanere in secca anche per diversi mesi, con gravi danni alla fauna ittica. Altro corso d’acqua importante è il torrente Brana, che cinge le mura della città a nord-est. Anche in questo caso il torrente giunge alle porte della città con discreta portata e acque abbastanza buone qualitativamente. Tuttavia, giunto nella zona industriale di Sant’Agostino, il Brana risente notevolmente di inquinamenti di varia natura, leggermente mitigati da un impianto di depurazione posto nei pressi della località Armacani.
 Il torrente Bure nasce dal poggio dell’Acquifredola in due rami, che percorrono le valli di Santo Moro e di Baggio e si riuniscono in prossimità di Candeglia; prosegue a nord della città di Pistoia per gettarsi nel torrente Agna. Altri corsi d’acqua minori risultano: il Rio Diecine, affluente del Brana presso i cimiteri; il Vincio di Montagnana, che si getta nell’Ombrone Pistoiese in località Pontelungo; il Vincio di Brandeglio, anch’esso affluente del principale corso d’acqua pistoiese presso la frazione di Gello. Purtroppo anche questi ultimi piccoli torrenti risentono di prelievi idrici da parte di aziende vivaistiche e, quindi, la parte finale del loro corso è pressoché priva di vita.
L’area in cui si estende il territorio comunale è classificata a rischio sismico, tanto che Pistoia è stata l’epicentro di alcuni eventi sismici anche di forte intensità. Nel 1196 un terremoto raggiunse la magnitudo 4,83 della Scala Richter ed il VI grado della Scala Mercalli; l’11 luglio 1293 si verificò il più forte evento sismico, che raggiunse la magnitudo 5,57 della Scala Richter e l’VIII grado della Mercalli; il 4 ottobre 1527 un altro forte terremoto ebbe magnitudo 5,37 della Scala Richter ed il VI-VIII grado della Mercalli in base alle zone; infine, il 12 agosto 1815 un altro sisma raggiunse la magnitudo di 4,83 della Scala Richter ed il VI grado della Mercalli
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Toscana

Comune di Pisa

Geografia

La Provincia comprende, oltre il capoluogo, Pisa, trentotto Comuni. La zona nord della Provincia è attraversata dalla modesta catena montuosa anti-appenninica del Monte Pisano, adiacente alla estrema propaggine delle Alpi Apuane, che separa la Provincia di Pisa da quella di Lucca.

Lo sbocco sul mare, il litorale pisano, si estende per circa 15 km, e comprende le seguenti località:

* Calambrone, Tirrenia e Marina di Pisa nel Comune di Pisa, più parte della spiaggia del parco;
* un tratto di costa di circa 1 km, protetta dal parco amministrata dal Comune di San Giuliano Terme;
* Marina di Vecchiano, nel Comune di Vecchiano, anch’essa inserita nel parco.
* La frazione di Sasso Pisano rappresenta il confine a sud della provincia di Pisa

La zona di Pisa è pianeggiante, ma, scendendo di pochi km a sud, ci si trova immersi nel più classico dei paesaggi toscani, fatto di colline, boschi e antichi borghi e comprendente la Valdera e l’Alta Val di Cecina, dove sorge la città di Volterra), famoso anche per le sue caratteristiche boracifere (sono presenti i cd lagoni). Il Monte Aia dei Diavoli (867 m s.l.m.) è il rilievo maggiore del sud della Provincia.

La provincia di Pisa si può suddividere in quattro zone geografiche principali:

    * la Zona Pisana, costituita dal capoluogo e dai comuni limitrofi;
    * il Val d’Arno inferiore, il cui centro principale è San Miniato;
    * la Valdera, il cui centro principale è Pontedera;
    * l’ Alta Val di Cecina, il cui centro principale è Volterra.

Assistenza ospedaliera

Gli ospedali sono le struttura finalizzata all’organizzazione ed all’erogazione delle prestazioni specialistiche di ricovero, sia per quanto riguarda i ricoveri ordinari che i day hospital medico e chirurgico.

L’assistenza ospedaliera è garantita da vari presidi ospedalieri presenti nel territorio, strutture di riferimento anche per l’assistenza di emergenza ed urgenza (Pronto Soccorso).

    * Ospedale Santa Chiara di Pisa (Azienda Ospedaliera Universitaria)
    * Ospedale Felice Lotti di Pontedera (Azienda USL 5 Pisa)
    * Spedali Riuniti di Santa Maria Maddalena di Volterra (Azienda USL 5 Pisa)
    * Ospedale degli Infermi di San Miniato (Azienda USL 11 Empoli)

Assistenza territoriale

L’assistenza territoriale è il sistema che include i servizi di assistenza educativa, prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, tutti quanti erogati non in regime di ricovero all’interno dell’intero territorio di competenza.

In adeguamento alle normative vigenti, l’intero bacino di utenza della Azienda USL 5 di Pisa è suddiviso in 3 articolazioni territoriali, all’interno dei quali viene garantita l’assistenza.

    * Zona Pisana (città di Pisa e comuni limitrofi)
    * Zona Valdera (area orientale della provincia)
    * Zona Alta Val di Cecina (area meridionale della provincia)

Data la vastità del territorio di competenza, nella maggior parte dei Comuni è comunque presente un servizio di poliambulatori. Anche l’intero bacino di utenza della Azienda USL 11 di Empoli in articolazioni territoriali, una delle quali comprende i 4 Comuni della Provincia di Pisa.

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Toscana

Comune di Massa Carrara

altComune di Massa Carrara
 
La provincia di Massa e Carrara è una provincia toscana di 203.734 abitanti.
È la più settentrionale della regione, confina a ovest con il mar Ligure e la Liguria (provincia di La Spezia), a nord con l’Emilia-Romagna (provincia di Parma e provincia di Reggio Emilia), a est con la provincia di Lucca.
La provincia, con la denominazione di “provincia di Massa e Carrara”, fu una delle prime 59 suddivisioni territoriali dell’Italia unita. Nel 1859 comprendeva le parti trans-appenniniche sia dell’ex ducato di Parma (la così detta Lunigiana parmense) sia dell’ex ducato di Modena (Lunigiana estense, Garfagnana e comuni di Carrara, Massa e Montignoso).
 In origine era composta da tre circondari:
I° Circondario di Massa, composto da 7 mandamenti, articolati in 14 comuni;
II° Circondario di Castelnuovo di Garfagnana, composto da 4 mandamenti articolati in 17 comuni);
III° Circondario di Pontremoli, composto da 3 mandamenti articolati in 6 comuni).
Fino al censimento del 1871 era compresa tra le province dell’Emilia, solo col censimento della popolazione del 1881 venne annoverata tra quelle toscane.
Nel 1923 furono staccati dalla provincia i comuni di Calice al Cornoviglio e Rocchetta di Vara, che entrarono a far parte della nuova provincia di Spezia (rinominata “provincia della Spezia” nel 1930)[1] e tutti i 17 comuni del circondario di Castelnuovo di Garfagnana, che furono assegnati alla provincia di Lucca[2]. La provincia di Massa e Carrara restò in attesa di una riorganizzazione, che tuttavia non avvenne in seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Nel 1938 i comuni di Carrara, Massa e Montignoso, vennero fusi nell’unico comune di Apuania e in quello stesso anno fu istituita la “zona industriale apuana”, che incluse nel relativo consorzio (C.Z.I.A.) anche i comuni della vicina Versilia. La provincia assunse il nome di “provincia di Apuania”.
Nel 1946 con decreto luogotenenziale (Umberto II di Savoia) il nuovo comune di Apuania fu sciolto e la provincia ( per errore e/o ignoranza ) non riprese la sua antica denominazione ” Massa e Carrara” ma quello ” Massa-Carrara” ( Massa-Carrara o Massa di Carrara era invece l’appellativo con il quale veniva definita la città di Massa a partire dal Settecento fino all’istituzione nel 1938 del comune di Apuania per distinguerla dalle altre località omonime), e il capoluogo fu posto a Massa.
Nel 2009 il ministro Roberto Calderoli ha annullato sia il decreto luogotenenziale del 1946 sia il regio decreto del 1938 annullando l’istituzione della “provincia di Massa-Carrara” e ripristinando l’antica denominazione
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Toscana

Comune di Lucca

altComune di Lucca

Lucca è un comune di 185,53 km² con 85.474 abitanti della Toscana nord-occidentale, situata nella pianura del Valdarno inferiore, presso la sponda sinistra del fiume Serchio, a 19 m s.m. in una vasta pianura all’imbocco della Garfagnana, 15 km a nord-est di Pisa, dalla quale è separata dal monte Pisano.
Nata come insediamento ligure secondo alcuni storici (mentre per altri, si ritiene di origine etrusca), e sviluppatasi come città romana a partire dal 180 a.C., nel VI secolo Lucca diviene la capitale del ducato longobardo della Tuscia per poi svilupparsi nel XII secolo come Comune e poi Repubblica. Colonia latina dal 180 a.C., Lucca contiene ancora intatte tante delle caratteristiche tipiche dei tempi lontani. L’anfiteatro, che conserva ancora la sua caratteristica forma di piazza ellittica chiusa; il foro, situato nell’attuale piazza S. Michele dominato dall’omonima chiesa romanica che evoca forti richiami al mondo classico in molti componenti architettonici. Ma la traccia romana più evidente è nelle vie del centro storico, che riflettono l’ortogonalità dell’insediamento romano impostato dal cardo e dal decumano, corrispondenti alle attuali via Fillungo-Cenami e via S. Paolino-Roma-Santa Croce. All’epoca romana risale anche la prima cinta muraria, che delimitava un’area quadrata nella quale, durante il corso dei secoli, si sono costituiti il centro del potere politico (attuale Palazzo Ducale) e il centro religioso. Nel 55 a.C. Lucca fu teatro di un incontro del primo triumvirato tra Caio Giulio Cesare Gneo Pompeo Magno e Marco Licinio Crasso dove Cesare si vide prorogare per un ulteriore quinquennio il proconsolato nelle Gallie.
Occupata dai goti nel 400 e dai bizantini il secolo successivo, la storia di Lucca fu caratterizzata dal fatto di essere tra le più importanti capitali del regno longobardo. Grazie alla presenza del Volto Santo nella chiesa di S. Martino, divenne una tappa principale nel pellegrinaggio da Roma a Canterbury sulla Via Francigena, una delle vie di comunicazione più importanti del Medioevo. Nonostante ciò, sono rimaste ben poche tracce di questo periodo storico. Nel 773 cadde il dominio longobardo su Lucca, ed ebbe inizio il dominio carolingio, grazie alla sconfitta dei duchi di Lucca per mano di Carlo Magno. Durante questo periodo la città consolidò la posizione di rilievo conquistata nell’epoca longobarda sviluppandosi grazie alle attività commerciali e alla produzione tessile, per la quale diventò una città celebre in tutta Europa. La produzione tessile fu l’inizio della crescita economica lucchese e, grazie all’avvio della manifattura della seta, Lucca si impose ancora di più sui mercati europei. L’altissima qualità del prodotto era dovuta alla finezza del materiale e alla bellezza dei decori. Nel Medioevo in particolare la città crebbe notevolmente in relazione anche all’antica Via Francigena di cui Lucca costituiva una tappa importante a livello religioso per la presenza del Volto Santo, una veneratissima reliquia che rappresenta il Cristo crocifisso e che si trova nel Duomo di Lucca. Nell’itinerario di Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, la città rappresentava la XXVI tappa (Mansio).
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Toscana

Comune di Livorno

altComune di Livorno

Livorno è una città della Toscana di 160.742 abitanti, capoluogo della provincia omonima.
Situata lungo la costa del Mar Ligure, Livorno è uno dei più importanti porti italiani, sia come scalo commerciale che turistico, centro industriale di rilevanza nazionale e, tra tutte le città toscane, è solitamente ritenuta la più giovane, sebbene nel suo territorio siano presenti testimonianze storiche di epoche remote sopravvissute ai massicci bombardamenti della seconda guerra mondiale.
La città, sviluppatasi a partire dalla fine del XVI secolo per volontà dei Medici, è celebre per aver dato i natali a personalità di prestigio come Amedeo Modigliani, Pietro Mascagni, Giovanni Fattori e Carlo Azeglio Ciampi. In passato, fino ai primi anni del Novecento, è stata inoltre una meta turistica di rilevanza internazionale per la presenza di importanti stabilimenti balneari e termali, che conferirono alla città l’appellativo di Montecatini al mare.
Livorno, che alla fine del XIX secolo contava circa 100.000 abitanti ed era l’undicesima città d’Italia e la seconda della Toscana per popolazione, negli ultimi decenni è andata incontro ad un sensibile decremento del numero di abitanti, tanto che oggi risulta essere la ventiquattresima città d’Italia e la terza della Toscana dopo Firenze e Prato.
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Toscana

Comune di Grosseto

altComune di Grosseto
Grosseto è un comune italiano di 81.308 abitanti situato in Toscana, capoluogo dell’omonima provincia e principale città della Maremma.
 È il capoluogo di provincia situato più a sud tra quelli della Toscana e, per superficie territoriale, risulta il più vasto comune della regione, nonché il terzo dell’Italia centrale e il nono dell’intero territorio nazionale dopo Roma, Ravenna, Cerignola, Noto, Sassari, Monreale, Gubbio e Foggia.
 A livello demografico, la città contava appena 4.724 abitanti subito dopo l’Unità d’Italia, iniziando da allora una crescita esponenziale che ha portato al superamento della soglia delle 70.000 unità nel 1991 e delle 80.000 nel 2009.
Dal punto di vista urbanistico, la città è uno dei pochi capoluoghi di provincia (con Ferrara, Bergamo, Lucca), il cui centro storico è rimasto completamente circondato da una cerchia muraria, nell’insieme integra, che ha mantenuto pressoché immutato il proprio aspetto nel corso dei secoli.
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Toscana

Comune di Firenze

Storia

La provincia deriva dall’omonima prefettura granducale istituita nel 1848, che a sua volta comprendeva la parte più antica dei domini fiorentini. Con l’unità d’Italia venne creato nel 1860, il compartimento fiorentino sostanzialmente sovrapposto alla prefettura granducale. Presieduto da Luigi Guglielmo Cambray-Digny che manterrà la carica fino al 1906. Nel 1865, con l’approvazione della legge comunale e provinciale (legge del 20 marzo 1865, n. 2248), furono definite le provincie, governate da un consiglio provinciale eletto ma presieduta dal prefetto di nomina regia.

Con la legge 30 dicembre 1888 n. 5865 il consiglio elegge il presidente, Paolo Onorato Vigliani a cui succede nel 1919 Gismondo Morelli Gualtierotti. In seguito all’ascesa del regime fascista, nel 1922, il consiglio e la deputazione provinciale sono sciolti sostituiti da una commissione straordinaria. Inizia un periodo di distacchi territoriali.

Nel 1923 avviene il distacco del circondario di Rocca San Casciano, la cosiddetta “Romagna Toscana” (comuni di Bagno di Romagna, Dovadola, Galeata, Modigliana, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Sorbano, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Tredozio e Verghereto); Nel 1925 la cessione alla provincia di Pisa dei comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d’Arno, San Miniato, Santa Croce sull’Arno e Santa Maria a Monte; Nel 1927 il distacco dei comuni di Agliana, Cutigliano, Lamporecchio, Larciano, Marliana, Montale, Pistoia, Piteglio, San Marcello Pistoiese, Serravalle Pistoiese e Tizzana (oggi Quarrata) che andarono a formare la provincia di Pistoia;

Il regime fascista promulga la legge comunale e provinciale del 1928, che pone a vertice della provincia un preside in luogo della deputazione e un rettorato, composto da 4 a 8 rettori, al posto del consiglio, entrambi nominati su proposta del Ministro dell’Interno. Durante la seconda guerra mondiale, l’11 agosto del 1944, il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, al termine della battaglia per la liberazione di Firenze, si insedia in Palazzo Medici Riccardi (sede della provincia) e ristabilisce la Deputazione provinciale, sancita da un decreto del 4 aprile 1944 (R.D.L. 4 aprile 1944, n. 11). Primo presidente è Mario Augusto Martini. La nomina resterà prefettizia fino alle elezioni del 1951.

A seguito della nuova legge dell’8 marzo 1951, n. 122, il 10 giugno si tengono le elezioni ed il 10 luglio il nuovo consiglio provinciale elegge presidente Mario Fabiani, primo sindaco della Firenze nel dopoguerra, che rimarrà in carica fino al 1962. Nel 1992 avviene il distacco dei Comuni di Prato, Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano e Vernio che formarono l’attuale provincia di Prato.

L’attenzione al paesaggio agrario

La provincia di Firenze ha zone in cui una urbanizzazione massiccia e incontrollata ha provocato guasti. Tuttavia permangomo alcune zone di grande pregio per il paesaggio agrario comprese le sistemazioni di colle frutto della fatica secolare del mondo agricolo toscano, che si tenta ora di salvaguardare per quella parte che è rimasta.

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Toscana

Comune di Arezzo

altComune di Arezzo
Il comune di Arezzo è situato alla confluenza di tre delle quattro vallate che compongono la sua provincia. Direttamente a Nord della città ha inizio il Casentino, che è la valle percorsa dal primo tratto dell’Arno; a Nord-Ovest si trova il Valdarno Superiore, sempre percorso dall’Arno nel tratto che scorre fra Arezzo e Firenze; a Sud si trova la Val di Chiana, una pianura ricavata dalla bonifica di preesistenti paludi, il cui più importante corso d’acqua è il Canale Maestro della Chiana. Tramite l’agevole valico del Torrino e la valle del Cerfone, si ha accesso a Nord-Est alla quarta vallata, la Valtiberina, percorsa dal primo tratto del Tevere.
Il territorio del comune è molto ampio e vario: si passa dalla pianura che si apre sulla Val di Chiana e sull’Arno, alle colline, a Sud della città, a zone montuose, soprattutto ad Est. Come conseguenza della grande estensione del territorio comunale i comuni che vi confinano sono numerosi: sul lato della Val di Chiana ci sono Civitella in Val di Chiana, Castiglion Fiorentino, Cortona, Monte San Savino e Marciano della Chiana; sul lato del Valdarno superiore Laterina e Castiglion Fibocchi; sul lato del Casentino Capolona e Subbiano; sul lato della Valtiberina Anghiari, Monterchi e i due comuni umbri di Città di Castello e Monte Santa Maria Tiberina (toscano fino al 1927).
 
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Sicilia

Comune di Trapani

altComune di Trapani

Trapani è un comune italiano di 70.673 abitanti,capoluogo della provincia di Trapani in Sicilia.
Città posta tra due mari, conosciuta come città del sale e della vela, ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata all’estrazione e al commercio del sale, giovandosi della sua posizione naturale, proiettata sul Mediterraneo, e del suo porto, antico sbocco commerciale per Eryx (l’odierna Erice), sita sul monte che sovrasta Trapani.
 
L’economia oggi si basa sul terziario, sulla pesca (anticamente quella del tonno, con la mattanza), sull’estrazione e il commercio del marmo, sulle attività legate al commercio e al turismo.
È posizionata nella parte occidentale della Sicilia e si trova sullo stesso promontorio dell’antica Drepanon, termine greco che significa falce, data la forma della penisola su cui sorge la città. È denominata anche “città tra due mari” in quanto si protende su una lingua di terra circondata da tre lati dal mare. Il territorio comunale è vasto 271 chilometri quadrati, con una densità di 260 abitanti per chilometro quadrato. La città ha un’altitudine media di tre metri sul livello del mare. Il suo territorio comunale è attraversato dal fiume Chinisia
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Sicilia

Comune di Siracusa

altComune di Siracusa

Siracusa (Sa’rausa in siciliano) è un comune italiano di 123.549 abitanti[1], capoluogo della provincia di Siracusa in Sicilia.   
Posta sulla costa sud-orientale dell’isola, è la quarta città della Sicilia per numero di abitanti, dopo Palermo, Catania e Messina.
Già definita da Cicerone “la più grande e bella di tutte le città greche”, dal 2005, insieme con la necropoli rupestre di Pantalica, è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Il nome Siracusa deriva dal siculo Syraka (abbondanza d’acqua) per la presenza di molti corsi d’acqua e di una zona paludosa. Sia in greco che in latino è al plurale, Syracusae, perché la città fondata da Archia, un nobile di Corinto nel 734 a.C., divenne in pochi anni la Pentàpoli in quanto al nucleo originale, costituito sullisola di Ortigia si aggiunsero man mano altri quattro nuclei: Acradina, Tiche, Neàpoli ed Epipoli.
La città si sviluppa in parte sul promontorio-isola di Ortigia e in parte sulla terraferma. La conformazione della costa determina l’ampia insenatura del Porto Grande, cinta a nord dall’Isola e a sud dal promontorio del Plemmirio. Il territorio del comune è attraversato dai fiumi Ciane, Anapo e dai canali artificiali Mammaiàbica, Pismotta e Regina che sfociano all’interno del Porto Grande favorendo la formazione di zone acquitrinose, storicamente chiamate Pantanelli.
Il comune confina a nord con Priolo Gargallo e Città Giardino (frazione di Melilli), ad ovest con Solarino, Floridia, Palazzolo Acreide, Noto e Canicattini Bagni e a sud con Noto e Avola. I confini sono delimitati a nord da contrada Targia; ad ovest da Belvedere avamposto panoramico; a sud da Cassibile e Fontane Bianche.