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Umbria

Corso Vannucci, Perugia


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Corso Vannucci è la via principale di Perugia. La strada, che prende il nome da Pietro Vannucci, pittore nato a Città della Pieve e celebre con l’appellativo Il Perugino, si sviluppa tra imponenti e importanti palazzi: Palazzo dei Priori, Collegio del Cambio, Collegio della Mercanzia, Palazzo dei Notari (XV sec.), Casa di Baldo degli Ubaldi (XV sec.), chiesa di Sant’Isidoro (sconsacrata), Palazzo Donini (1716).

Parte da Piazza IV novembre e finisce in Piazza Italia. Dal Corso si dipartono svariate vie e viuzze: via Fani, via Mazzini e via Danzetta lo collegano con Piazza Matteotti, dopo via dei Priori s’incrocia con i vicoli medievali via Scura, via della Luna e via delle Streghe. Prima di Piazza Italia il Corso è infine tagliato da via Bonazzi e da via Forte.

Corso Vanucci è anche chiamato il Salotto Buono di Perugia, è caratterizzato da una forte vitalità e dinamicismo (“fare una vasca” in dialetto perugino equivale a dire “fare una passeggiata in Corso Vanucci”), ed a fianco ad attività ormai storiche come la Pasticceria Sandri, vi si possono trovare bar, teatri, negozi e boutique di qualsiasi genere. A metà corso, all’altezza dell’incrocio con via dei Priori, si trova l’ingresso della Galleria Nazionale dell’Umbria.

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Umbria

Collegio della Mercanzia, Perugia


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ll Collegio della Mercanzia, sede dell’omonima corporazione medievale, è costituito da una sala rettangolare dalle pareti e dalle volte completamente rivestite in legno intarsiato. Al di sopra del tribunale è posto lo stemma della Mercanzia, un grifo dorato su una balla di panni.
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Monumenti da visitare

Collegio del Cambio, Perugia


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Il Collegio del Cambio è una parte del Palazzo dei Priori a Perugia, celebre soprattutto per la Sala delle Udienze  affrescata dal Perugino.

Il cambiavalute perugini (cioè i banchieri) erano riuniti una potente corporazione  denominata “Arte del Cambio”. Tra il 1452 e il 1457 essi ebbero il privilegio di poter sistemare la propria sede all’interno del Palazzo dei Priori, in particolare all’estemità subito prima dell’innesto delle attuali via Boncambi con via Vannucci.

La sede venne sistemata architettonicamente da Bartolomeo di Mattiolo e Lodovico di Antonibo in quegli anni, mentre vicino allo scadere del secolo si decise di affidare la decorazione della Sala delle Udienze a una serie di artisti. Gli arredi lignei vennero prodotti da Domenico del Tasso, che vi usò per la prima volta in questo tipo di arredo la decorazione a grottesche, mentre la parte pittorica fu affidata a Pietro Perugino, che allora veniva considerato il maggior artista d’Italia e teneva bottega contemporaneamente a Firenze e a Perugia.

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Umbria

Chiesa del Gesù, Perugia


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La chiesa fu eretta nella seconda metà del Cinquecento e consacrata nel 1571. Ledificio sorge in Piazza Matteotti
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Umbria

Cattedrale di San Lorenzo, Perugia


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San Lorenzo è la cattedrale  cattolica dell’Arcidiocesi di Perugia.

Sin dall’istituzione della diocesi Perugia ebbe una cattedrale in varie locazioni, sino a quando, tra il 930 ed il 1060, un primo edificio venne costruito lungo il transetto  dell’attuale cattedrale. La cattedrale odierna, inizialmente chiamata Cattedrale di San Lorenzo e Sant’Ercolano, risale ad un progetto del 1300 di Fra Bevignate che venne iniziato nel 1345 e completato nel 1490. La decorazione esterna, una trama geometrica di rombi in marmo rosa e bianco (prelevati dalla Cattedrale di Arezzo) non fu mai completata, ed occupa oggi solo la parte inferiore della fiancata. La consacrazione della cattedrale avvenne infine nel 1587. La decorazione degli interni venne completata nel XVIII secolo con l’aggiunta di pitture, stucchi, dorature e marmi.

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Umbria

Arco Etrusco, Perugia


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L’Arco etrusco o di Augusto è una delle sette porte delle mura etrusche di Perugia. Fu costruito nella seconda metà del III secolo a.C. e fu fatto ristrutturare da Augusto nel 40 a.C.  dopo la sua vittoria nella guerra di Perugia. Rappresenta la più integra e monumentale delle porte etrusche cittadine e si apre sul cardo maximus della città, corrispondente all’attuale via Ulisse Rocchi.

L’arco è costituito da una facciata attraversata da un solo fornice (cioè da una sola arcata) e da due torrioni trapezoidali. Sopra l’arco (a due filari concentrici) vi è un fregio ornato da metope con scudi rotondi e triglifi; sopra questo vi è un altro archetto tra due pilastri.

Nel filare interno possiamo leggere la scritta Augusta Perusia, cioè il nome della città dopo la ricostruzione del 40; nel filare esterno vi è incisa la scritta Colonia Vibia, per testimoniare lo “ius coloniae” ricevuto da Treboniano Gallo.

La loggia sulla torre di sinistra è stata aggiunta nel XVI secolo, mentre la fontana ai piedi della stessa torre è stata finita di costruire nel 1621.

Di fronte all’arco sorge Palazzo Gallenga Stuart, sede dell’Università per Stranieri.

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Umbria

Storia di Perugia, Perugia


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Nelle alture su cui sorge Perugia, sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici d’epoca preistorica, a testimonianza che la zona fu meta dei primi insediamenti umani nella penisola. E’ quindi probabile che un centro abitato esistesse già in epoca protostorica. In ogni caso, la nascita di Perugia come città è fatta generalmente risalire al periodo in cui gli Etruschi, in espansione dalle regioni tirreniche, ne presero possesso (VI-V secolo a.C.). Sotto la dominazione etrusca Perugia assume…
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Piemonte

Villa della Regina, Torino


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La Villa della Regina è un’architettura  situata sulla collina di Torino.

Fu progettata intorno al 1620 da Ascanio Vitozzi (alcune fonti citano invece Carlo e Amedeo di Castellamonte) per il cardinale Maurizio di Savoia, uomo di grande cultura che rinunciò in seguito alla porpora cardinalizia per vivere in questa villa con la moglie Ludovica.
Il nome del complesso è giustificato dal fatto che fu la dimora preferita di due regine mogli di regnanti sabaudi, Anna Maria di Orléans e Maria Antonia Ferdinanda di Spagna (spose rispettivamente di Vittorio Amedeo II e Vittorio Amedeo III).

La struttura è tipicamente secentesca con uno splendido giardino all’italiana: una piazza-terrazza ellittica permette di accedere a una corte superiore rettangolare che ospita il castello, un edificio alla sua sinistra e una terrazza a destra. Dietro il palazzo uno splendido giardino emiciclico scavato nella collina, con terrazze e belvedere, fontane decorative (degne di nota le grotte e la fontana a catena d’acqua) e il bellissimo teatro delle acque.

Al trasferimento della corte sabauda al Palazzo del Quirinale, molti mobili ed opere d’arte furono trasferiti a Roma e la Villa della Regina spogliata. Abbandonata dopo l’esilio sabaudo e colpita dai bombardamenti alleati durante il secondo conflitto mondiale, la Villa ha conosciuto in seguito decenni di degrado, cui si è posto rimedio con lavori di restauro durati oltre dieci anni. È prevedibile quindi che la villa possa ritrovare l’antico splendore: ospiterà inoltre un Centro per la Documentazione Storica; sarà possibile poi tornare a gustare il vino prodotto dalle Vigne Reali grazie ai costanti reimpianti nei suoi giardini. Nel 2008 è stata eseguita la prima vendemmia.

La villa è visitabile nei fine settimana con prenotazione obbligatoria.

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Piemonte

Villa Abegg, Torino


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Poche città vantano, come Torino, la villa Albegg, meravigliosa struttura
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Piemonte

Via Garibaldi, Torino


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Via Garibaldi è situata nel pieno centro di Torino e collega piazza Castello con piazza Statuto. Rappresenta la strada cittadina di più antica memoria, anticamente delimitata dalle attuali Piazza Castello e Via della Consolata; sotto Vittorio Amedeo II venne prolungata all’attuale Corso Valdocco; nell’Ottocento collegata a Piazza dello Statuto. Da sempre stata la via principale della città, per la sua lunghezza e per l’ampiezza, era nota tra i torinesi come Via Dora Grossa; circondata da palazzi settecenteschi, è, con i suoi 963 metri di sviluppo, la via pedonale pù lunga d’Europa

La geometria della Contrada di Dora Grossa rimase per secoli inalterata. Dal 1714  i lavori ordinati da Vittorio Amedeo II di Savoia e continuati dal successore Carlo Emanuele III, in collaborazione con Filippo Juvara, ne ridefinirono il perimetro, rendendolo più regolare, e ne prolungarono il tracciato, raggiungendo l’attuale Corso Palestro, allora il limite occidentale della città, nel pressi di Porta Susina.
Nell’Ottocento, a seguito dei nuovi ampliamenti della città, Via Dora Grossa venne collegata a Piazza Statuto aggiungendone un ultimo, monumentale isolato, dotato di eleganti portici.

Poiché rappresentava la via principale della città, sulla quale sorgevano molti dei più importanti edifici, già dal 1730 essa fu dotata di un sistema di marciapiedi, oggi considerato con buona probabilità il più antico d’Europa. Fu anche una delle poche strade torinesi lastricate, in vece del normale terreno battuto che caratterizzava le vie cittadine.

Rimodernata lungo tutto il XVIII secolo, Strada Doragrossa vide costruire ai suoi lati splendide chiese e accrescere sempre più il prestigio dato dalle sue attività commerciali. In seguito all’Unità d’Italia, essa venne battezzata via Garibaldi.

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