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| Oratorio di San Bernardino, Perugia | ||
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| Oratorio di San Bernardino, Perugia | ||
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| Il Museo dell’Opera del Duomo, meglio conosciuto come Museo Capitolare di San Lorenzo, è un museo di Perugia, attiguo alla Cattedrale di San Lorenzo.
Il museo fu voluto dai Capitolo della Cattedrale (da qui il nome di “Capitolare”) e ospitato in uno delle sue sedi. Venne aperto nel 1923, nelle sole prime sale. Negli anni ’80 il museo fu chiuso per lavori di scavo in cui vennero scoperti alcuni locali sotterranei. Riaperto nel 2000, oggi vi si possono ammirare numerose opere d’arte, tra cui primeggia la Pala di Sant’Onofrio di Luca Signorelli. |
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| l Museo archeologico nazionale dell’Umbria è un museo archeologico con sede a Perugia in piazza Giordano Bruno.
Dal 1948 è situato nel complesso dell’ex convento di San Domenico. È articolato in due grandi sezioni principali dedicate alla preistoria e al periodo etrusco-romano. Nel 1960, dopo la donazione da parte del Comune di Perugia, lo Stato italiano è subentrato nella gestione del Museo. Nel 1964 vi è stata istituita la Soprintendenza alle antichità, (oggi “Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria”). Molti dei reperti esposti provengono da scavi condotti nell’Ottocento: tra questi di notevole interesso sono il “sarcofago dallo Sperandio”, il “cippo di Perugia” e i “bronzi arcaici di Castel San Mariano”. Di notevole interesse storico-archeologico è inoltre la ricostruzione in loco della tomba dei Cai-Cutu (III – I secolo a.C.), comprensiva dei relativi corredi funerari. Molti reperti preistorici provengono dallacquisto di una collezione privata, ma anche da campagne di scavo che, fin dai primi anni del Novecento, hanno ampliato la consistenza del museo. |
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| La Loggia di Braccio Fortebracci sorge in Piazza IV Novembre | ||
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| A Perugia (anticamente Perusia) è visibile ancora oggi la cerchia muraria costruita tra il IV ed il II secolo a.C., e sono presenti diverse tombe ipogee: dei Volumni, di San Manno e dei Cutu. | ||
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| L’Ipogeo dei Volumni è una tomba ipogea etrusca di datazione incerta ma attribuibile al III secolo a.C. L’ipogeo si trova a sud est di Perugia, in località Ponte San Giovanni.
Essa costituiva la tomba della famiglia di Arunte Volumnio (Arnth Veltimna Aules, in etrusco), della Gens Volumnia, antica famiglia patrizia romana. La tomba appartiene alla più vasta area archeologica della Necropoli del Palazzone (VI-V secolo a.C.), che presenta un gran numero di tombe sotterranee ed un museo che raccoglie urne ed altre vestigia reperite successivamente agli scavi. La tomba è raggiungibile attraverso un corridoio a gradini (dromos) che scende alcuni metri sotto la superficie; al termine di esso, si trova la porta d’ingresso ipogea. Oltre la porta si apre un ampio vestibolo, da cui si può accedere a quattro piccole camere laterali e a tre camere centrali, più grandi: una di queste conteneva le urne principali con i resti dei capifamiglia. L’urna di Arnth è in travertino ed è sormontata da un triclinio sul quale egli è raffigurato disteso. Le iscrizioni sono presenti sia in Etrusco che in Latino. La tomba è stata utilizzata fino al I secolo, per essere poi riscoperta il 5 febbraio 1840, in seguito a lavori di sistemazione della via Assisana, che congiunge Ponte S. Giovanni a Perugia attraverso la località di Piscille. In tale occasione, venne costruito un edificio a difesa dell’ingresso ipogeo e avente funzioni di piccolo museo. Negli anni ’70, in seguito alla costruzione di un imponente viadotto del raccordo autostradale Perugia-Bettolle, l’edificio ottocentesco venne consolidato da una costruzione in cemento armato. |
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| Davanti all’Abbazia si trova il Giardino del Frontone, in passato la piazza preferita da Braccio da Montone per le sue parate militari, e ricostruita nel Settecento dagli Arcadi perugini in un giardino con un piccolo anfiteatro. | ||
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| Dietro il Palazzo della Provincia, Giardino Carducci forma una terrazza-belvedere che offre uno dei panorami più affascinanti sulla città, le valli e i monti che chiudono l’orizzonte. Forse affascinato da questa vista, Giosuè Carducci vi scrisse la bell’ode “Canto dell’amore” (1877). Vent’anni dopo, il poeta toscano moriva e il giardino veniva dedicato al suo nome e alla sua memoria. Arricchito dal monumento al Perugino e da busti d’uomini illustri, il Giardino Carducci ospita periodicamente un… | ||
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Le sue origini si intersecano con la nascita dell’Accademia del disegno, che intorno alla seconda metà del XVI secolo aveva sede nel Convento degli Olivetani a Montemorcino, nella quale vennero raccolti una prima parte di disegni e dipinti. Nel 1863 fu istituita una pinacoteca civica intitolata a Pietro Vannucci, ma il problema a quel punto era quello di trovare una sede adeguata per tutto il materiale raccolto. |
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La Fontana Maggiore o Fontana di Piazza, uno dei principali monumenti di Perugia, è situata al centro di Piazza IV Novembre (già Piazza Grande) e riceve da più di 800 anni l’acqua dal monte Pacciano.
Fu progettata tra il 1275 ed il 1278 da Nicola Pisano (con la collaborazione di Frà Bevignate da Cingoli per la parte architettonica e di Boninsegna Veneziano per la parte idraulica) e venne eretta per celebrare l’arrivo dell’acqua nella parte alta della città grazie al nuovo acquedotto, che convogliava nel centro di Perugia le acque provenienti dal monte Pacciano, situato a pochi km dalla città. La Fontana venne danneggiata dal terremoto del 1348, con conseguente ricostruzione arbitraria dell’ordine dei pannelli; è stata sottoposta a restauro una prima volta nel 1948-49 e poi ancora nel 1995-99. |
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